Scuola, sci, palestre e discoteche: come e quando riaprono nel 2021

Laura Pellegrini

30 Dicembre 2020 - 21:00

30 Dicembre 2020 - 21:16

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L’Italia si prepara alla ripartenza a gennaio 2021, ma sul tavolo tanti i dubbi sulle riaperture. Quando e come riaprono la scuola, le piste da sci, le palestre e le discoteche?

Scuola, sci, palestre e discoteche: come e quando riaprono nel 2021

L’arrivo del vaccino contro il coronavirus in Italia e l’inizio delle vaccinazioni il 27 dicembre hanno dato una speranza a un Paese che è stato tra i più colpiti dalla pandemia. «L’Italia riparte» hanno scritto sui social le istituzioni, ma occorre ancora cautela e buon senso.

Le feste natalizie e gli incontri tra famiglie non conviventi sono come una bomba che potrebbe esplodere nella terza ondata pandemica a gennaio. Se i casi di coronavirus aumenteranno, infatti, il premier Conte non ha escluso l’introduzione di nuove zone rosse e di un altro possibile lockdown. Mentre, quindi, si attendono con ansia le conseguenze di queste nuove regole, il Governo e il Comitato tecnico scientifico iniziano già a mettere le mani avanti sulle nuove riaperture.

Dal 7 gennaio dovrebbero riprendere le scuole superiori con la didattica in presenza al 50% (non più al 75%) e anche le piste da sci - secondo l’ultimo DPCM avrebbero dovuto riaprire al 7 gennaio. Palestre, piscine, cinema e teatri avrebbero dovuto riaprire, invece, il 15 gennaio. Quali sono i dubbi? Quando e come potranno riaprire queste attività?

Quali attività riprendono a gennaio 2021?

Secondo l’ultimo decreto del Governo - ovvero il Decreto di Natale - l’Italia è entrata in zona rossa nelle giornate festive e prefestive dal 24 dicembre al 6 gennaio, mentre è stata in fascia arancione nelle giornate lavorative. Inoltre, quest’ultimo decreto ha fissato al 7 gennaio 2021 la ripartenza della scuola superiore con le lezioni in presenza fino al 75%, oltre alla riapertura delle piste da sci per gli amatori. Il decreto riporta anche la data del 15 gennaio come possibile riapertura di palestre, piscine, teatri e cinema.

Il Governo, però, ha aperto un tavolo di discussione con il Comitato Tecnico Scientifico sollevando diversi dubbi sulla ripresa di queste attività. Se, quindi, pare scontato lo slittamento dell’apertura degli impianti sciistici (il piano delle Regioni è stato bocciato), sembra ormai certo che le scuole ripartiranno con la didattica in presenza al 50%.

Mentre vengono messi in dubbio tutti gli appuntamenti segnati sul calendario, le associazioni di categoria dei diversi settori chiedono delle linee guida chiare che permettano di riaprire in sicurezza.

Scuola: quando e come riapre nel 2021?

La scuola è il primo pensiero del Governo in vista del nuovo anno: riprendere le attività in presenza sarebbe un segnale di chiara ripartenza e l’istruzione deve avere la priorità su qualsiasi altra attività. Il Decreto di Natale ha fissato al 7 gennaio la riapertura delle scuole superiori con la previsione di effettuare lezioni in presenza fino al 75%, ma questa percentuale è già scesa al 50%.

Il vero problema, come hanno sottolineato anche gli esperti, non è far ripartire la scuola, ma rimettere in moto i trasporti e tutte le altre attività che si svolgono in concomitanza alla didattica in presenza. Per questo motivo è importante pianificare ingressi scaglionati, mezzi di trasporto a capienza ridotta ma con corse frequenti.

«Ci siamo dati una scadenza che è il 7», ha detto Miozzo del Cts, «ma se il 7 diventa 11 o 15 non è drammatico».

Impianti sciistici: il Cts boccia il piano delle Regioni

Anche il capitolo riguardante l’apertura delle piste da sci è assai complesso: in un primo tempo le Regioni premevano per la ripartenza dopo l’Epifania, ma il Comitato tecnico scientifico ha già bocciato le proposte dei Governatori. La decisione sulla possibile data di apertura è quindi slittata a gennaio, dopo la valutazione degli effetti delle nuove misure introdotte per Natale.

In seguito, le Regioni hanno scritto una lettera ai ministri Speranza e Boccia chiedendo loro di riaprire dopo il 18 gennaio e solo in zona gialla.

Il dubbio sulle linee guida presentate dalle Regioni riguarda soprattutto gli impianti di risalita e le immagini degli assembramenti di inizio dicembre sono ancora impresse nella memoria dei tecnici. Questi ultimi chiariscono che «una parte rilevante dei mezzi di risalita nei comprensori sciistici (in particolare cabinovie e funivie) presenta caratteristiche strutturali e di carico tali da poter essere assimilati in tutto e per tutto ai mezzi utilizzati per il trasporto pubblico locale» e rappresentano «pertanto un contesto a rischio di aggregazione medio-alto, con possibilità di rischio alto nelle ore di punta in base alla classificazione del livello di rischio di contagio da SARS-CoV-2».

Nel frattempo, nell’attesa della decisione del Governo, i proprietari delle piste, degli impianti e degli alberghi alpini chiedono ristori concreti per un settore che è stato duramente colpito dalla crisi sanitaria ed economica.

Palestre e piscine: nuove linee guida in arrivo da gennaio

Il Comitato Tecnico Scientifico e il Governo hanno aperto un tavolo con il Ministero dello Sport per «accelerare i tempi e consentire alle persone e soprattutto ai giovani di riprendere l’attività fisica al più presto». Di palestre e piscine, però, non se ne è più parlato. Avrebbero dovuto aprire - secondo l’ultimo DPCM - al 15 gennaio, ma ancora troppi problemi rischiano di far slittare tale data.

La valutazione dei nuovi contagi a gennaio permetterà di prendere la decisione definitiva: in caso di aumento dei contagi, infatti, alcuni territori potrebbero essere inseriti in zona rossa, mentre altri potrebbero proseguire in zona gialla. L’impianti tripartito, quindi, ci accompagnerà ancora per qualche mese.

Entro il 6 gennaio dovrebbero essere stilate le linee guida per la riapertura delle palestre con il rispetto della regola «uno a uno»: gli insegnanti potrebbero tornare a svolgere soltanto lezioni private. Si pensa anche a contingentare ulteriormente il numero degli ingressi, oppure impedire ai clienti di poter accedere agli spogliatoi. Per quanto riguarda le piscine, invece, si sta valutando l’utilizzo di una corsia per una singola persona.

I dubbi sono inevitabili, ma il Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, punta almeno alla ripresa degli sport individuali da gennaio 2021.

Cinema, teatri, discoteche e concerti

Un ultimo tema sul quale dovranno discutere il Governo e il Comitato Tecnico Scientifico è quello che riguarda la riapertura dei luoghi di cultura, come musei e teatri, ma anche i luoghi di aggregazione e svago come i cinema, le discoteche e i concerti.

Se per i musei la questione potrebbe risolversi con gli ingressi contingentati e la prenotazione obbligatoria, per tutti gli altri luoghi sopra citati l’apertura potrebbe slittare. Il vero pericolo sono gli assembramenti all’esterno nelle file e anche all’interno dei locali. Il Comitato Tecnico Scientifico prevede una possibile ripresa di eventi e concerti, infine, non appena la cura dei contagi sarà scesa e l’indice Rt avrà raggiunto la soglia dello 0,5.

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