Scuola, scatti di carriera: dall’anzianità al merito, ecco cosa cambia con la riforma di Renzi

La riforma della scuola voluta da Matteo Renzi cambia i parametri di accesso agli scatti di carriera. Si passa dall’anzianità al merito

Non ci sono ancora ai dettagli, ma il Governo Renzi ha reso noti i punti cardine della riforma della scuola. Tra questi, spicca il cambiamento riguardante gli scatti di carriera per i docenti che non saranno più basati sull’anzianità, ma sul merito.

Lo scopo è quello di superare il problema del precariato e della «supplentite» che affliggono il mondo dell’istruzione e garantire allo stesso tempo un miglior accesso al sapere agli studenti.

Le parole di Matteo Renzi
A spiegare i fini della riforma è intervenuto lo stesso Presidente del Consiglio Matteo Renzi che ha preannunciato alcune linee guida del suo progetto per creare una «buona scuola». Il testo:

“conterrà alcune idee nel merito per rendere la scuola sempre più strumento di crescita per il giovane cittadino. Ma anche strumento di crescita per il Paese. Si tratta di proposte, non di diktat prendere o lasciare. Proporremo agli insegnanti di superare il meccanismo atroce del precariato permanente e della supplentite, ma chiederemo loro di accettare che gli scatti di carriera siano basati sul merito e non semplicemente sull’anzianità: sarebbe, sarà, una svolta enorme“.

Insomma lo scatto stipendiale non verrà attribuito in base all’anzianità lavorativo, ma alla qualità dell’insegnamento messo in campo dal singolo docente e potrà accedervi il 66% del corpo docente.

Una soluzione che, secondo Renzi consente di:

«dare fiducia elle migliaia di docenti che ogni giorno si impegnano a scuola con competenza e passione».

Le parti interessate, compresi gli studenti, avranno la possibilità di esprimere la loro opinione sulla questione fino al prossimo 15 novembre. Il Premier ha infatti sottolineato:

“Chiederemo alle famiglie e agli studenti se condividono le nostre proposte sui temi oggetto di insegnamento, le materie, quelli che quando andavamo a scuola noi chiamavamo il programma: dalla storia dell’arte alla musica, dall’inglese al coding (programmazione informatica, ndr). Chiederemo ai presidi di fare di più, aumentando competenze e responsabilità, ma anche snellendo la struttura amministrativa attraverso un percorso di digitalizzazione procedurale spinta”.

Favorevoli alla proposta di cambiare i parametri riguardanti gli scatti anche i sindacati Cisl e Uil Scuola che però hanno posto una condizione: gli scatti di anzianità non devono essere toccati, rimanendo nella legislazione come tributo all’esperienza del singolo docente, così come avviene negli altri Paesi dell’Unione Europea.

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