Scuola, arriva la pagella degli insegnanti: influirà sul rinnovo contratti?

Stefania Giannini ha confermato che nel Piano Formazione è prevista una sorta di pagella dei docenti. A cosa servirà? Al dirigente scolastico per la chiamata diretta, al Miur per il rinnovo contratti.

Scuola: il Piano Formazione presentato dal Miur introduce una pagella per i docenti? Sì secondo il Ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, che in un’intervista rilasciata a Gente ha confermato che si tratterà di una “pagella sui generis”. Questa infatti servirà per valutare gli effetti della formazione obbligatoria che riceveranno gli insegnanti.

Eppure chi ha letto il testo completo del Piano Formazione non ha notato la presenza di questa “pagella” per i docenti. Questo perché come abbiamo appena detto non si tratta di una vera e propria pagella in cui i docenti riceveranno dei voti, ma di una sorta di Curriculum Vitae in cui l’insegnante dovrà rendere pubbliche le proprie esperienze di formazione.

La pagella di cui parla la Giannini, quindi, non è altro che il portfolio professionale che presto dovrà essere compilato dagli insegnanti. Questo è uno dei punti chiave del nuovo Piano per la formazione obbligatoria presentato dal Miur la scorsa settimana, perché sarà lo strumento con cui gli insegnanti verranno valutati per il loro percorso di formazione. Ma da chi? E quali sono le sanzioni previste in caso di inottemperanza? Prima di analizzare l’importanza della “pagella insegnanti”, ecco alcuni punti chiave dell’intervista di Stefania Giannini a Gente in cui il Ministro dell’Istruzione ha spiegato le motivazioni che l’hanno spinta ad introdurre le nuove norme per la formazione obbligatoria degli insegnanti.

Stefania Giannini: “ecco perché gli insegnanti devono tornare tra i banchi di scuola

La formazione insegnanti è uno dei punti chiave della legge 107/2015 per la Buona Scuola.

Dalla scorsa settimana, con la presentazione del testo ufficiale con tutte le linee guida per il triennio 2016/2019, è diventata realtà. Il Ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, in un’intervista esclusiva rilasciata a Gente, ha illustrato le motivazioni che l’hanno spinta ad introdurre questa novità.

Gli studenti di oggi, nati tra computer e smartphone, non si accontentano più”, ha dichiarato il Ministro, ed è per questo che bisogna cambiare la tendenza di alcuni docenti che applicano il vecchio modello di insegnamento per cui “io sto in cattedra e spiego e voi ascoltate”.

Con il nuovo piano, per cui è previsto un investimento pari a 325 milioni di euro, i docenti dovranno obbligatoriamente partecipare a corsi di formazione per approfondire temi indispensabili per l’insegnamento e materie come l’informatica e le lingue straniere. I docenti, poi, dovranno dare indicazione dei percorsi di formazione scelti nel portfolio professionale dei docenti.

Piano formazione: a cosa serve il portfolio professionale dei docenti?

Come spiegato dalla Giannini, il portfolio professionale dei docenti servirà per valutare la qualità della formazione degli insegnanti. Questo sarà auto compilato dal docente che dovrà indicare le proprie esperienze professionali e formative, qualifiche, certificazioni e attività di ricerca.

Insomma, più che una pagella sarà una sorta di di Curriculum Vitae del docente. Qui, saranno rese pubbliche alcune informazioni proprie all’attività professionale e formativa dell’insegnante, ecco quali:

  • tipologia dei percorsi frequentati, indicando le ore, le fonti formative e i traguardi raggiunti;
  • modalità di formazioni, ad esempio se si è trattato di un laboratorio pratico o di una lezione seguita via web;
  • i contenuti della formazione;
  • eventuali percorsi di formazione all’estero;
  • utilizzo delle risorse;
  • report narrativo dei percorsi di formazione intrapresi, con considerazioni personali relative allo svolgimento;
  • presentazione pubblica del percorso formativo;
  • autovalutazione del proprio percorso;
  • partecipazione al progetto formativo della scuola.

Chi valuterà il portfolio docente? Al momento il Miur non ha fatto ancora chiarezza sulle sanzioni previste per quegli insegnanti che non osserveranno le linee guida contenute nel Piano per la Formazione obbligatoria.

Tuttavia, è chiaro che esiste un legame tra questo e la chiamata diretta.

Infatti, questa particolare “pagella” sarà uno strumento importante con cui i dirigenti scolastici valuteranno se un insegnante è meritevole oppure no.

Inoltre, ci potrebbe essere una connessione tra il portfolio docente e il rinnovo dei contratti. Infatti, stando alle ultime novità sembra che nella Legge di Stabilità 2017 saranno stanziati circa 900 milioni di euro per il rinnovo dei contratti. Troppo pochi per garantire un aumento di stipendio a tutti gli insegnanti ed è per questo che potrebbero riguardare solamente i dipendenti “meritevoli”.

Qualora questa ipotesi venisse confermata, quindi, il portfolio docenti servirà non solo ai dirigenti scolastici, ma anche al Miur stesso per valutare quali insegnanti meritano un aumento di stipendio (che probabilmente verrà erogato come una sorta di bonus premio) e quali no. Un meccanismo di competizione tra insegnanti che probabilmente susciterà non poche polemiche.

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