Scuola, dopo il TFA III ciclo ci sarà un altro PAS? Nuova speranza per i docenti non abilitati

Simone Micocci

13 Ottobre 2016 - 14:03

Scuola, ultime notizie: si torna a discutere di un nuovo PAS da attivare alla fine del TFA III Ciclo, così da dare un’altra possibilità ai docenti precari di abilitarsi.

Scuola, dopo il TFA III ciclo ci sarà un altro PAS? Nuova speranza per i docenti non abilitati

Scuola, dopo l’ultimo TFA III Ciclo cosa ne sarà degli insegnanti non abilitati?

Continua a far discutere la decisione del Miur di introdurre delle nuove regole per il reclutamento insegnanti. Le nuove norme verranno introdotte con una delega governativa che probabilmente verrà approvata a gennaio ed entreranno in vigore per l’anno scolastico 2017/2018.

A questo punto la domanda che molti insegnanti si fanno è: cosa ne sarà dei docenti che non riusciranno ad abilitarsi neppure con il TFA III Ciclo? Infatti, il terzo ciclo del Tirocinio Formativo Attivo sarà bandito solamente per quelle classi di concorso per cui se ne rileverà il fabbisogno. In totale i posti disponibili dovrebbero essere circa 14mila, troppo pochi per abilitare tutti i docenti precari.

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Cosa ne sarà di loro? Secondo le idee del Miur chi vorrà diventare insegnante dovrà prendere quei 24 CFU, previsti dalle nuove regole sul reclutamento insegnanti, che permetteranno l’iscrizione ai nuovi concorsi per l’accesso ad un praticantato triennale.

Una soluzione che potrebbe essere molto costosa per gli aspiranti insegnanti non abilitati che dovranno iscriversi nuovamente all’Università per conseguire i crediti mancanti.

Tuttavia, questa situazione potrebbe cambiare il prossimo 23 novembre, quando al Senato ci sarà spazio per delle mozioni sugli insegnanti precari. Nel corso della discussione il capogruppo della Lega Nord al Senato presenterà diverse proposte al Miur per stabilizzare la situazione degli insegnanti precari non abilitati.

Ecco quali saranno gli argomenti di discussione e le proposte che potrebbero cambiare il futuro degli insegnanti precari.

Scuola: dopo il TFA ci sarà un nuovo PAS?

Mario Pittoni, responsabile federale Istruzione della Lega Nord, ha fatto chiarezza sul perché il proprio partito ha scelto di chiedere una mozione sulla situazione degli insegnanti precari.

Secondo Pittoni il problema dei precari nella scuola non va trascurato, poiché questa situazione potrebbe “tradursi in un’autentica emergenza sociale”. Per questo motivo La Lega chiederà al Ministro Giannini dei chiarimenti sul futuro dei docenti abilitati della seconda fascia d’istituto, e approfitterà dell’occasione per avanzare alcune richieste.

Tra queste, quella che interesserà maggiormente agli insegnanti precari riguarda l’attivazione di un nuovo “Percorso abilitante speciale” per gli insegnanti della terza fascia con adeguati livelli di esperienza. Per chi non lo sapesse il PAS rappresenta un’opportunità molto importante per i docenti precari che pur insegnando da anni non sono ancora riusciti ad abilitarsi.

Infatti, per accedere al PAS non è necessario un concorso, come invece avviene per il TFA, ma basta fare domanda. Per accedervi, però, è obbligatorio aver prestato servizio come insegnante (con contratto a tempo determinato), per almeno tre anni. I Percorsi abilitanti speciali hanno una durata annuale, la frequenza è obbligatoria e si conclude con un esame finale abilitante.

Vedremo come risponderà il Ministro dell’Istruzione a proposito, ma comunque è molto difficile che possa accettare le proposte della Lega Nord.

Con le nuove norme per diventare insegnanti che aspettano di essere approvate, infatti, il ritorno al PAS rappresenterebbe un passo indietro che difficilmente la Giannini accetterà di fare.

Scuola: le altre proposte della Lega Nord

Per tutelare gli insegnanti precari, i parlamentari della Lega Nord chiederanno al Ministro l’abrogazione di un comma della Legge sulla Buona Scuola che ha suscitato molte polemiche tra gli insegnanti. Si tratta del comma 131 della legge 107/2015, ovvero quello che introduce il limite massimo di supplenze di 36 mesi.

A decorrere dal 1° settembre 2016 i contratti di lavoro a tempo determinato non possono superare la durata complessiva di 36 mesi, anche non continuativi”, si legge nella norma. Un vincolo troppo pesante per i docenti precari che oltre a non avere più alcuna possibilità per abilitarsi rischiano persino di non poter più insegnare da supplenti. Anche di questo il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini dovrà rispondere il prossimo 23 novembre.

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