Savona (Consob), l’idea: bond europei privi di rischio

Per l’economista a capo della Consob bisogna evitare che i giudizi sul merito di credito degli Stati pubblicati da organi sovrannazionali o privati vengano usati come vincolo esterno per indurre gli Stati membri a rispettare i parametri fiscali concordati a livello europeo

Savona (Consob), l'idea: bond europei privi di rischio

Paolo Savona, presidente Consob, rispolvera l’idea: quella di un’obbligazione europea priva di rischio che contribuisca in modo significativo alla stabilità finanziaria dell’Eurozona.

La proposta di Savona è stata formulata durante lo speech di questa mattina a Piazza Affari, in occasione dell’incontro annuale di Consob con la comunità dei mercati finanziari. «L’unico safe asset esistente oggi in Europa è di fatto il Bund tedesco, ma è un sistema asimmetrico», ha detto il presidente della Consob.

Quale soluzione adottare per riequilibrare i debiti dei Paesi Eurozona? «Un contributo significativo alla stabilità finanziaria verrebbe dalla creazione di un titolo europeo privo di rischio (European safe asset)», ha spiegato il professor Savona, secondo cui «l’European Stability Mechanism dovrebbe destinare i fondi raccolti con i safe asset per concedere prestiti agli Stati membri che disporrebbero di una fonte alternativa e a basso costo per il rifinanziamento del loro debito pubblico».

Consob: contrastare la speculazione

Compito principale e primo obbiettivo dell’Autorità è quello di assicurare la vigilanza e la stabilità dei mercati finanziari. Per questo è fondamentale, secondo Savona, contrastare ogni tipo di speculazione che possa nuocere agli investimenti.

«Il potere di valutare il rischio di rimborso dei titoli di Stato italiani si è trasferito sul mercato senza un adeguato contrasto alla speculazione, che non di rado trova alimento nell’attitudine delle autorità a usarlo come vincolo esterno per indurre gli Stati membri a rispettare i parametri fiscali concordati a livello europeo», ha detto Savona nel suo discorso al mercato, definendo i sospetti sulla possibilità di insolvenza del nostro debito pubblico «oggettivamente infondati»

Savona in veste di numero uno della Consob elogia due elementi peculiari dell’economia italiana, imprese e risparmio delle famiglie:

«I giudizi non di rado espressi da istituzioni sovranazionali, enti nazionali e centri privati, appaiono prossimi a pregiudizi, perché resi su basi parametriche finanziarie convenzionali che non tengono conto dei due pilastri che reggono la nostra economia e società: la forza competitiva delle nostre imprese sul mercato globale e il nostro buon livello di risparmio. Contrariamente a importanti paesi sviluppati, come Usa, Regno Unito, Canada e Francia, l’Italia non assorbe flussi di risparmio dall’estero ma ne cede in quantità superiori al suo debito pubblico, disponendo dal 2013 di flussi di risparmio in eccesso rispetto all’uso interno».

Consob: debito/Pil alto non contrasta con obiettivi sociali della politica

Il numero uno Consob ha tenuto a ribadire in concetto in maniera chiara: non esiste una risposta univoca su quale sia il legame ottimale tra debito pubblico e Pil, soprattutto se il rapporto è valutato in modo indipendente dallo stato della fiducia sul Paese stesso.

«Se la fiducia nel Paese è solida e la base di risparmio sufficiente, livelli di indebitamento nell’ordine del 200% rispetto al Pil non contrastano con gli obiettivi economici e sociali perseguiti dalla politica», ha precisato l’economista nella sua relazione al mercato, citando la teoria economica: «non significa che non esista un limite all’indebitamento ma, come insegna un elementare criterio di razionalità economica, per garantirne la sostenibilità il suo saggio di incremento deve restare mediamente al di sotto del saggio di crescita del Pil».

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