Russia a rischio finanziario: la banca centrale taglia tassi a sorpresa

Violetta Silvestri

08/04/2022

08/04/2022 - 15:13

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La banca centrale russa si è mossa a sorpresa con un taglio del tasso di riferimento: i rischi finanziari restano elevati in Russia, bersagliata da sanzioni e incertezze.

Russia a rischio finanziario: la banca centrale taglia tassi a sorpresa

La banca centrale russa ha inaspettatamente ridotto il suo tasso di interesse di riferimento in quasi due decenni, cercando di offrire sollievo all’economia in recessione.

Il mese scorso, il tasso di interesse di riferimento era stato mantenuto al 20% dopo il massiccio aumento di emergenza di febbraio. La banca aveva anche dichiarato che avrebbe iniziato ad acquistare titoli di Stato, avvertendo di un imminente balzo dell’inflazione e di una contrazione economica incombente.

Venerdì 8 aprile, la banca centrale ha inaspettatamente tagliato il tasso di riferimento di 300 punti base, prendendo la decisione prima della sua prossima riunione regolare fissata per il 19 aprile.

Il segnale è che i rischi finanziari per la Russia avanzano.

Banca centrale russa taglia i tassi: i motivi

La banca centrale russa ha tagliato drasticamente il tasso di riferimento al 17%.

“La decisione odierna riflette un cambiamento nell’equilibrio dei rischi di crescita accelerata dei prezzi al consumo, calo dell’attività economica e rischi per la stabilità finanziaria, ha affermato la banca centrale, aggiungendo che tiene aperta “la prospettiva di un’ulteriore riduzione dei tassi chiave nei suoi prossimi incontri”.

L’istituto ha sottolineato che l’inflazione annuale continuerà a crescere a causa dell’effetto base, ma gli ultimi dati settimanali hanno mostrato un rallentamento del tasso di crescita dei prezzi.

Da ricordare che ampie sanzioni internazionali hanno messo il più grande esportatore di energia del mondo sulla buona strada per una profonda recessione, spingendo il Governo russo sull’orlo del default.

Tuttavia, i continui afflussi di entrate energetiche e severi controlli sui capitali, incluso il divieto agli stranieri di vendere beni russi e le vendite obbligatorie di valuta forte da parte degli esportatori, hanno aiutato il rublo a riguadagnare terreno.

Secondo l’economista di Sova Capital, Artem Zaigrin, l’aumento di emergenza dei tassi della Banca di Russia a febbraio e le restrizioni sulle transazioni in valuta estera sono stati sufficienti per ridurre i rischi per il sistema finanziario.

“Grazie a queste azioni, la banca centrale è stata in grado di fermare il deflusso di fondi dal sistema bancario e ripristinare l’attrattiva dei depositi. Al momento, il crescente livello di incertezza nell’economia e il forte calo della domanda sono diventati prevalenti”, ha aggiunto.

Come a voler ribadire una situazione economico-finanziaria assai complessa per Mosca.

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