Roubini: ’’Renzi è l’ultima spiaggia per l’Italia. Grillo? Un mezzo disastro’’

L’economista di fama internazionale Nouriel Roubini dice la sua sull’Italia e sull’operato del Premier. Renzi è l’unico che può cambiare le cose, Grillo e Berlusconi sarebbero un disastro

Sulla situazione italiana ha detto la sua anche Nouriel Roubini, l’uomo che anni or sono aveva predetto l’esplosione della crisi economica mondiale da cui la nostra Nazione non è ancora riuscita da uscire.

Nel corso di un intervento Workshop Ambrosetti a Cernobbio (Como), l’economista statunitense ha parlato dei leader politici italiani. Definendo l’attuale Premier Matteo Renzi:

«l’ultima spiaggia per l’Italia.»

Diverso, molto diverso invece, il giudizio su Grillo e Berlusconi:

il Pd non ha altri leader possibili e se si torna a votare può vincere Grillo, il che sarebbe un mezzo disastro, e se vince Berlusconi sarebbe un altro mezzo disastro, perché in Europa nessuno vuole più vederlo alla guida del Paese”.

Ma Matteo Renzi, nonostante la sua "grandissima popolarità, secondo Roubini, dovrà fare i conti con tre possibili ostacoli che potrebbero minare la sua opera di cambiamento:

  • lo scarso consenso nel PD,
  • lo scontro con i sindacati,
  • l’opposizione degli altri partiti.

Insomma Roubini sta con Renzi, e non è un appoggio da poco. A suo parare, l’Italia ha bisogno di riforme strutturali e il Presidente del Consiglio è l’unico in grado di farle. Se queste ci saranno, per il nostro Paese andrà meglio.

“Il programma che il governo di Matteo Renzi ha proposto è positivo. L’Italia ha fatto più della Spagna sul versante dell’aggiustamento dei conti pubblici, ma ha fatto meno di Madrid e di altri Paesi sul lato delle riforme strutturali. Renzi ha proposto una lunga lista di riforme, da quelle istituzionali alla riforma del mercato del lavoro, rendendolo più flessibile, alla riduzione della spesa pubblica tramite la spending review, utilizzando i proventi per ridurre la tassazione sul lavoro. E se sarà capace di realizzare tutti o la maggior parte di questi cambiamenti strutturali, le cose miglioreranno per l’economia italiana e anche per i mercati, che hanno concesso il beneficio del dubbio a Renzi. Fare una riforma al mese come aveva detto non è realistico, una ogni due mesi sarebbe abbastanza. Ma, se va nella giusta direzione e le cose vengono realizzate, la fiducia dei consumatori e degli investitori diventerà più forte e l’Italia potrà entrare in un circolo virtuoso”.

Un ultimo commento anche sullo spread. L’economista americano avverte che il differenziale tra BTP e Bund (oggi a 162 punti base ndr.) scende solo perchè i mercati hanno fiducia in Matteo Renzi. Nel caso lui li deludesse, esso potrebbe nuovamente risalire a livelli d’allarme.

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