Un nuovo uragano si è abbattuto sui mercati finanziari che hanno chiuso una seduta caratterizzata in lungo e in largo da una manifestazione generalizzata di avversione al rischio. In Europa i listini azionari hanno sofferto molto e alla fine – appesantiti dal comparto finanziario – hanno chiuso con ribassi medi compresi tra il 3% e il 4%. Molto male anche Wall Street che ha seguito la strada battuta dalle piazze finanziarie continentali. Gli investitori sono preoccupati per una possibile crisi di liquidità, derivante dalla restituzione di 442 miliardi di euro da parte delle banche europee alla Bce. Sui cambi l’Eur/Usd è sceso fino in area 1,2150, mentre l’Euro/Yen ha raggiunto il primo target ipotizzato ieri in area 107,30 praticamente al millimetro. La tensione resta molto elevata, tanto che Tokyo ha chiuso anche stamattina con un sonoro -2% dopo i 145 miliardi di euro bruciati ieri dalle Borse continentali. Oggi saranno in programma diversi dati macroeconomici di rilievo, come il tasso di disoccupazione in Germania (atteso al 7,7%), il Pil (stima finale) del primo trimestre dell’anno in Gran Bretagna (atteso a +0,3% t/t) e i nuovi occupati ADP negli Stati Uniti (stima a 60mila). Tecnicamente l’Eur/Usd potrebbe correggere fino in area 1,2255 dove c’è una resistenza (ex supporto) per poi tornare a scendere soprattutto in caso di nuove tensioni sui mercati. Anche l’Eur/Jpy sembra poter recuperare qualcosina dai minimi di 107,31 di ieri: i prezzi potrebbero spingersi fino in area 109,50 dove c’è una resistenza davvero molto importante.
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