Ancora novità sul fronte della riforma del lavoro del ministro Elsa Fornero, che adesso punta l’attenzione verso il settore pubblico. “Mi auguro che qualcosa di simile a quello che abbiamo fatto per i dipendenti privati sulla possibilità di licenziare«, ha dichiarato il ministro,»sia inserito nella delega per i dipendenti pubblici”.
Il precedente è facilmente individuabile: lo scorso 3 maggio il ministro della Funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi, ha raggiunto un accordo con i sindacati su uno schema di delega per il lavoro pubblico che modifica anche la cornice normativa sui licenziamenti disciplinari. “Quello dei dipendenti pubblici non è un mercato«, ha sostenuto il ministro Fornero,»e la riforma è del mercato del lavoro, perché ci sono regole diverse. Con Patroni Griffi siamo in contatto e stiamo lavorando insieme, non vogliamo che ci siano difformità di trattamento tra pubblico e privato".
Oggi, a costituire il maggiore ostacolo ai licenziamenti nel settore pubblico è la responsabilità erariale sospesa sui dirigenti. Nella pubblica amministrazione i licenziamenti sono praticamente assenti perché il dirigente che manda via un suo dipendente risponde del danno erariale in prima persona; vale a dire che se quel dipendente fa causa e la vince è il dirigente a doverne rispondere.
Non è mancata la protesta di alcune voci del sindacato: il ddl lavoro non è affatto concluso e potrebbe destare ancora molte sorprese.
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