Approvato in via definitiva il Decreto banche che dà il via alla riforma delle banche popolari. Ecco quali sono le nuove regole per gli istituti bancari
Nell’ultimo giorno disponibile prima della scadenza, il Senato ha approvato in via definitiva il Decreto banche sul quale il Governo aveva posto la fiducia.
Tanti i cambiamenti per le Pmi, per la Patent Box, ma soprattutto per le banche popolari che con la nuova legge cambieranno totalmente sistema di funzionamento.
Ma quali sono le modifiche previste dalla riforma e cosa cambia per le banche popolari? Ecco tutte le novità in sei punti.
Banche popolari: soglia 8 miliardi
La riforma introduce all’attuale normativa un limite basato sulle dimensioni: le banche popolari che vantano un attivo superiore a 8 miliardi di euro dovranno trasformarsi in Società per azioni. Nel caso in cui l’istituto sia capogruppo di un gruppo bancario, la soglia verrà determinata a livello consolidato.
Se una banca supera la soglia limite fissata, ha tempo un anno per ridurre l’attivo o deliberare la trasformazione in SpA. In caso di violazioni, Bankitalia provvederà ad elargire le dovute sanzioni.
Banche popolari: nomine
Le banche avranno la possibilità di riservare determinati diritti patrimoniali e amministrativi ai soci che possiedono strumenti finanziari con particolare riferimento all’esercizio di un numero di voti in assemblea maggiore rispetto a quello previsto per gli altri soci. La soglia fissata è pari a un un massimo di un terzo di voti esercitabili in assemblea, e al diritto di nominare fino a un terzo dei componenti dell’organo di amministrazione e controllo.
Banche popolari: deleghe
Cambia anche il numero massimo di deleghe che l’istituto può conferire a un socio. Il numero sale da 10 a 20. La determinazione delle deleghe verrà stabilità in base alle regole contenuto nello statuto di ogni banca e in ogni caso non può essere inferiore a 10.
Banche popolari: tetto del 5%
Le banche popolari che si trasformeranno in società per azioni avranno la possibilità di varare una clausola anti-scalata. All’interno dell’assemblea il diritto di voto esercitato non potrà superare il 5%. Il limite, secondo quanto dichiarato dal sottosegretaro Baretta, potrà essere adottato «con maggioranza facilitata» per i primi 24 mesi dall’entrata in vigore della legge.
Viene meno il voto capitario che prevede che ciascun socio, a prescindere dalle azioni detenute, dispone di un solo voto.
Banche popolari: scadenze
Le banche popolari con un attivo superiore a 8 miliardi di euro avranno 18 mesi di tempo dalla data di entrata in vigore della regole attuative. per adeguarsi alla nuova legge e trasformarsi in SpA. Le suddette regole verranno messe a punto da Bankitalia.
Banche popolari: conti correnti
In base al decreto (che applica la direttiva UE in materia di portabilità dei conti correnti) i c/c dovranno essere trasferiti entro 12 giorni lavorativi senza alcun onere per il cliente. I trasgressori andranno incontro a una multa compresa tra i 5mila e i 64mila euro per i dirigenti. Le pene colpiranno anche i dipendenti degli istituti. In caso di ritardo i clienti riceveranno degli indennizzi. Ogni banca avrà tre mesi per adeguarsi alla nuova disciplina. Sottolineiamo che le nuove regole valgono anche per i conti titoli.
Banche popolari: i 10 istituti che si trasformeranno in SpA
Sono in tutto 10 i gruppi che al 30 giugno 2014 superavano la soglia di 8 miliardi di attivo e che quindi saranno costrette a ridurlo o a trasformarsi in SpA. In base alle nuove regole dovrebbero diventare società per Azioni:
- Banco Popolare,
- Ubi banca,
- Banca popolare dell’Emilia Romagna,
- Banca Popolare di Milano,
- Banca Popolare di Vicenza,
- Veneto banca,
- Banca Popolare di Sondrio,
- Credito Valtellinese,
- Banca Popolare di Bari,
- Popolare dell’Etruria e del Lazio.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Argomenti