Riforma della Scuola: le novità del MIUR per elementari e medie

Simone Micocci

08/07/2016

10/08/2016 - 10:34

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Scuola, ultime novità: in arrivo una legge delega che riformerà nuovamente il sistema scolastico per elementari e medie. Ecco cosa potrebbe cambiare.

Riforma della Scuola: le novità del MIUR per elementari e medie

Riforma della Scuola, ultime notizie: tra qualche giorno potrebbe essere approvata una nuova legge delega che, seguendo le direttive contenute dalla legge 107 sulla Buona Scuola, rivoluzionerà il sistema scolastico a partire dal 2017/2018.

Il MIUR e il Governo Renzi hanno deciso di tornare ad una valutazione alfabetica nelle scuole elementari e medie e di abolire la bocciatura dalle scuola primaria. Quindi, alla fine dell’anno scolastico gli studenti non riceveranno più la pagella con i classici voti numerici, ma con le lettere A, B, C, D, E.

Il cambiamento però non sarà solamente formale, poiché verrà modificata anche il metodo con cui un’insegnante assegna il voto finale ad un alunno.

Se questa nuova legge delega venisse approvata ci sarebbe un ritorno al passato, poiché la valutazione alfabetica in Italia era utilizzata già prima della Riforma Gelmini. Perché il MIUR ha scelto di tornare ad un tipo di valutazione alfabetica al posto di quella numerica? Come cambierà l’assegnazione dei voti? Ecco come potrebbe cambiare la Scuola a partire dall’anno scolastico 2017/2018.

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Riforma della Scuola, ritorno ai voti alfabetici: per quale motivo?

La riforma Gelmini del 2009 ha reintrodotto nella Scuola italiana il sistema di valutazione numerico, dopo che questo era stato abbandonato nel 1977.

Adesso però il MIUR ha intenzione di cambiare nuovamente tornando alla valutazione alfabetica nelle scuole elementari e medie. Questo perché i voti numerici sono considerati troppo limitanti per lo studente e non rappresentano in maniera corretta il percorso evolutivo che questo ha compiuto nel corso dell’anno.

Infatti, oggi per assegnare il voto finale viene fatta la media dei voti acquisiti durante l’anno. Quindi, se uno studente ha preso rispettivamente un 4, un 6 e un 8 come voto finale otterrà la sufficienza. Secondo gli esperti del MIUR però non si tratta di un metodo di valutazione corretta perché bisogna valutare il punto finale raggiunto dallo studente e non le fasi intermedie del percorso scolastico.

Ad esempio, uno studente che ad inizio anno ha trovato delle difficoltà nello studio ottenendo dei voti molto bassi, difficilmente riuscirà ad ottenere un voto alto a fine anno, anche se si è impegnato particolarmente per cercare di recuperare. Infatti, sulla media aritmetica influiscono tutti i voti del quadrimestre quindi difficilmente uno studente riuscirà a sottrarsi dagli insuccessi iniziali.

La valutazione numerica, invece, rappresenta maggiormente l’evoluzione fatta dall’allievo nel corso dell’anno scolastico perché, come spiegano fonti interne al MIUR, “se uno studente, dopo un inizio complicato, si mette sotto a studiare e negli ultimi compiti prende sempre A, meriterà una A finale, che testimonia il punto di arrivo conquistato”.

Quindi a partire dall’anno scolastico 2017/2018 i docenti delle scuole elementari e medie potrebbero tornare ad assegnare le tradizionali A, B, C, D ed E.

Per gli studenti questo dovrà essere uno stimolo a fare sempre meglio, in quanto chi prende una E o una D non deve vederla come un’umiliazione ma come un invito ad impegnarsi di più visto che ha raggiunto solo parzialmente i livelli di apprendimento previsti da quella classe.

Riforma della Scuola: abolite le bocciature dalle elementari

Il ritorno alla valutazione di tipo alfabetico si colloca in un progetto più ampio, che comprende anche l’eliminazione della bocciatura dalla scuola elementare.

L’obiettivo della scuola primaria, infatti, è di spingere i bambini a migliorarsi, evitando lo stress derivato dai voti numerici che spesso causano delle gare competitive tra gli allievi. La scuola primaria dovrà tornare ad essere l’istituzione che fornisce agli studenti gli strumenti utili per raggiungere la meta finale. Ed in questa idea di scuola non trova posto la bocciatura, indicata come “inutile e dannosa” dagli esperti del MIUR.

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