Come richiedere un mutuo: spese previste e documenti da presentare

Quali sono le spese da sostenere quando si richiede un mutuo e quali sono i documenti da presentare all’istituto di credito?

Come richiedere un mutuo: spese previste e documenti da presentare

Quando si decide di richiedere un mutuo è importante conoscere quale sia la procedura corretta da seguire per non incorrere in errori e trovare la soluzione più adatta alle proprie esigenze, a partire dalle spese iniziali che si devono affrontare e dai documenti da presentare.

Una volta individuata la banca ideale a cui inoltrare la domanda di mutuo, l’istituto di credito ci chiederà una serie di documenti in modo da avviare la pratica di mutuo.

In questa guida vedremo nel dettaglio l’iter burocratico da seguire e ci soffermeremo in particolare sulle spese della banca legate alla concessione del mutuo e sulla documentazione necessaria da fornire per farci accettare il prestito.

Che si tratti di un rifinanziamento del debito, una surroga mutuo o una domanda di mutuo ipotecario per l’acquisto di un’abitazione o di un ufficio, quando si è in procinto di chiedere un prestito è necessario fornire alla banca prescelta una serie di documenti che serviranno ad analizzare la pratica di finanziamento.

Documenti da presentare quando si richiede un mutuo

La concessione del mutuo è un’operazione complessa che richiede del tempo. L’iter inizia con la compilazione di una domanda di mutuo su carta intestata della banca e si conclude con la risposta della banca che esprimerà il suo giudizio sull’opportunità o meno di concedere il mutuo.

L’esito della pratica si basa sulla documentazione fornita dal richiedente, che tra poco vedremo nel dettaglio.

La domanda di mutuo, da compilarsi in presenza di un funzionario della banca, o di un consulente del credito preposto alla raccolta di richieste di finanziamento fuori sede, necessita di alcuni dati fondamentali per avviare la richiesta di mutuo, ovvero:

  • il tipo di finanziamento (se mutuo ipotecario o mutuo chirografario);
  • l’importo richiesto e il prezzo dell’immobile per determinare il rapporto del debito rispetto al valore del bene (LTV - Loan to value);
  • la durata del piano di ammortamento (per i mutui ipotecari varia in genere dai 5 ai 30 anni);
  • la finalità del prestito (se destinato all’acquisto della prima o seconda casa, se si tratta di una surroga oppure di un mutuo consolidamento debiti);
  • il tipo di tasso di interesse (se fisso, variabile o misto);
  • la periodicità della rata (mensile, trimestrale, semestrale, annuale);
  • il parametro di riferimento per determinare il tasso (Euribor, Eurirs o Tasso BCE).

A questo punto la banca chiederà di allegare la documentazione per presentare la pratica a tutti gli effetti. Oltre ai documenti personali (carta di identità e codice fiscale) di ciascun richiedente e degli eventuali garanti, è necessario fornire anche:

  • il certificato di residenza;
  • lo stato di famiglia;
  • lo stato civile;
  • l’eventuale estratto di matrimonio.

L’istituto di credito richiederà inoltre la documentazione relativa alla situazione reddituale del richiedente, e dei suoi eventuali garanti, per valutare la capacità di rimborsare con regolarità il pagamento delle rate. Tale documentazione varia a seconda che si sia in presenza di un lavoratore dipendente o di un lavoratore autonomo o libero professionista.

Nel caso del lavoratore dipendente occorrerà:

  • l’ultima Certificazione Unica (ex CUD) o Modello 730;
  • le ultime tre buste paga;
  • la dichiarazione dell’anzianità lavorativa rilasciata dal datore di lavoro, se non presente sulla busta paga.

Per i lavoratori autonomi o liberi professionisti i documenti richiesti sono:

  • la copia del Modello Redditi (ex Modello Unico) per persone fisiche;
  • la copia del Modello Redditi nel caso di appartenenza a Società di persone o di capitali;
  • l’estratto della Camera di Commercio Industria e Artigianato;
  • l’eventuale attestato di iscrizione all’albo professionale;
  • l’attribuzione di Partita Iva.

Inoltre, per tutte le categorie di richiedenti, se si presenta una domanda di mutuo in una banca diversa da quella dove si ha un conto corrente, chiederà la movimentazione bancaria e in particolare:

  • l’ultimo estratto conto corrente trimestrale o semestrale (dipende dall’istituto);
  • i movimenti dal primo giorno successivo all’ultimo trimestre fino al giorno di presentazione della richiesta.

Per quanto riguarda la documentazione relativa all’immobile è necessario fornire:

  • la proposta immobiliare o compromesso d’acquisto;
  • l’atto di provenienza dell’immobile da parte del venditore (può essere la precedente compravendita, una donazione, una successione, il permesso di costruire, decreto di trasferimento del Tribunale);
  • le schede catastali e planimetria dell’immobile;
  • le visure catastali;
  • il certificato di abitabilità dell’immobile;
  • le eventuali concessioni edilizie.

Il notaio inoltre chiederà al venditore i documenti personali e la certificazione energetica, o APE (Attestato di prestazione energetica).

Una volta che la banca otterrà tutta la documentazione potrà avviare la richiesta ufficiale del mutuo. È importante precisare che fino a quando la banca non avrà tutti i documenti completi non potrà iniziare con la lavorazione della pratica. Spesso, in assenza di un solo documento, i tempi si allungano a dismisura protraendo l’approvazione del finanziamento di settimane. Pertanto, per evitare problemi e disguidi con la parte venditrice, con cui si erano stabiliti dei tempi certi, è opportuno presentare la domanda di mutuo con tutta la documentazione richiesta per permettere all’istituto di credito di procedere con l’iter della pratica.

Avviata la domanda di mutuo, la banca dovrà dare un parere nei tempi stabiliti. In base alla documentazione fornita, la banca valuterà se la somma richiesta è compatibile con il reddito del mutuatario e con il valore dell’immobile, che lo ricordiamo, solitamente non deve superare l’80%, salvo i casi di un mutuo 100%.

Salva l’ipotesi di inammissibilità del mutuo, che può verificarsi in caso di mancanza dei presupposti reddituali del richiedente il mutuo oppure per motivi legati all’immobile (presenza di un abuso edilizio o mancanza dell’abitabilità), la banca darà una disponibilità a procedere con la richiesta di mutuo, previa perizia con sopralluogo da parte di un tecnico della banca che accerterà il valore commerciale dell’immobile.

Rilasciato il parere di fattibilità e accordata l’erogazione della somma, la banca iscriverà l’ipoteca sull’immobile. La stipula del mutuo avverrà davanti al notaio con contestuale consegna della somma richiesta. Esclusa la surroga, che non prevede spese per il mutuatario, all’importo di mutuo, l’istituto di credito tratterà le spese legate all’apertura della pratica. Le vediamo di seguito.

Quanto costa chiedere un mutuo?

Oltre al tasso di interesse e alle condizioni del mutuo è bene fare attenzione alle spese che comporta l’apertura di un mutuo, elemento determinate nella scelta di un istituto di credito piuttosto che di un altro. Per un rapido confronto è utile verificare il valore del Taeg, che in un solo dato percentuale sintetizza tutte le spese accessorie del mutuo e indica il reale costo del finanziamento.

Ecco tutti i costi del mutuo da sostenere il giorno del rogito notarile:

  • spese di istruttoria: sono i costi dell’apertura della pratica di mutuo da parte dell’istituto. Può essere una commissione fissa o una percentuale in base all’importo di mutuo richiesto. Questa parte da un minimo di 0,20% fino ad un massimo dell’1% del prestito erogato;
  • perizia dell’immobile: abbiamo visto in precedenza che un tecnico di fiducia della banca effettuerà un sopralluogo per indicare alla banca il valore commerciale dell’immobile. La spesa del perito, salvo il caso di surroga, è a carico del richiedente il mutuo. Il costo della perizia è variabile in base alla società convenzionata con l’istituto di credito e spesso è legata alla fascia di prezzo dell’immobile e può partire da 180 euro fino a 400 euro;
  • imposta sostitutiva: la tassa da corrispondere per tutti i finanziamenti che hanno una durata superiore ai 18 mesi è detto «sostituiva» in quanto, nel caso dei prestiti, viene prelevata dall’istituto erogante per conto dello Stato. L’imposta per il mutuo adibito a prima casa è pari allo 0,25% dell’importo erogato, mentre sale al 2% nel caso di altri immobili o seconda casa;
  • spese assicurative: il premio pagato alla compagnia assicurativa per le garanzie richieste dalla banca ai fini della restituzione della somma finanziata. Ricordiamo che l’unica polizza obbligatoria per legge è la cosiddetta «scoppio e incendio» ed è possibile stipularla anche con altro istituto differente dalla banca che eroga il finanziamento.

Infine, per concludere il quadro delle spese accessorie quando si richiede un mutuo, è bene precisare che è necessaria la presenza di un notaio che dovrà certificare la validità del contratto di mutuo tra la banca e il mutuatario.

Le spese notarili prevedono i costi eventualmente anticipati dallo stesso notaio per la stipula dell’atto, le tasse e le imposte legate alla stipula del contratto (in questo caso il notaio è responsabile e garante dello Stato affinché il mutuatario paghi quanto dovuto) e l’onorario dell’atto di mutuo del notaio.

Argomenti:

Mutuo

Iscriviti alla newsletter

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.

Money Stories