Revocata la chiusura del Traforo del Gran Sasso. Ora i lavori di messa in sicurezza

Il Traforo del Gran Sasso non chiuderà, a breve il via ai lavori per la messa in sicurezza delle falde acquifere. Per un anno si viaggerà su una sola corsia per carreggiata.

Revocata la chiusura del Traforo del Gran Sasso. Ora i lavori di messa in sicurezza

Il Traforo del Gran Sasso non chiuderà. Un accordo tra le parti in causa - Ministero dei Trasporti, Strada dei Parchi, Istituto di Fisica Nucleare, ente gestore delle acque e autorità locali - e le rassicurazioni della Procura di Teramo su fatto che non ci saranno ulteriori contestazioni ad inchiesta chiusa, ha scongiurato la chiusura prevista per il 19 maggio.

Una decisione che avrebbe avuto conseguenze pesantissime sul traffico, dal momento che l’autostrada A24 - che collega Roma a Teramo - percorre la direttrice est-ovest, utilizzata sia dal trasporto merci che dal traffico passeggeri. E che avrebbe penalizzato ulteriormente il territorio, già alle prese con le difficoltà del dopo terremoto, tagliandolo fuori dai collegamenti con il versante adriatico.

La prevista chiusura del Traforo del Gran Sasso - due gallerie, una per ogni senso di marcia, della lunghezza di 10,176 chilometri - avrebbe dovuto interessare anche i Laboratori nazionali del Gran Sasso (LNGS) - dell’Istituto di Fisica Nucleare (INFN) - posti sotto il massiccio.

Il comunicato di Strada dei Parchi sul Traforo del Gran Sasso

L’annuncio ufficiale della decisione di mantenere aperta la circolazione autostradale nel Traforo del Gran Sasso è arrivato dopo una riunione convocata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nella giornata di giovedì 16 maggio. Venerdì 17 maggio ci verranno concordate le azioni da intraprendere durante un ulteriore incontro tecnico al MIT.

Mauro Fabris, vicepresidente della società concessionaria ha commentato così la decisione: “Strada dei Parchi "revoca la decisione di chiudere il traforo del Gran Sasso. Alla luce di quanto emerso negli incontri dei giorni scorsi al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, e questa mattina in Procura a Teramo”.

Chiusura Traforo del Gran Sasso: i motivi della decisione

Le ragioni che avevano portato Strada dei Parchi a decidere la chiusura del Traforo del Gran Sasso a partire dal 19 maggio sono da ricondurre all’inchiesta della Procura di Teramo sull’inquinamento delle falde acquifere del massiccio del Gran Sasso. Inchiesta che coinvolge il gestore dell’A24, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e la società di gestione del servizio idrico della provincia di Teramo.

Il lavori di realizzazione del traforo - iniziati nel 1968 e terminati nel 1993 con la seconda galleria e i laboratori - hanno interessato i vasti depositi di acqua formatisi all’interno della montagna. Oltre a decine di morti, il perforamento delle falde acquifere ha causato l’abbassamento delle sorgenti collocate sui versanti del Gran Sasso e una grossa massa d’acqua di deflusso, incanalata verso gli acquedotti dell’aquilano.

Quella massa d’acqua - però - passa al di sotto delle gallerie e risulta inquinata, sia dal traffico veicolare sia dall’attività dei laboratori. Nel 2002 si è verificato uno sversamento di di materiali tossici da i laboratori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, che ha portato all’apertura dell’inchiesta da parte della Procura di Teramo.

Le analisi effettuate sulle acque potabili captate dal Gran Sasso tra il 2016 e il 2017 hanno rilevato la presenza di toluene, imponendo la chiusura degli acquedotti in molte zone dell’Abruzzo. L’inchiesta ha portato al rinvio a giudizio di 10 dirigenti tra i vertici di Strada Parchi - concessionaria delle autostrade A24 e A25 - della Ruzzo reti Spa - società pubblica del ciclo idrico integrato del Teramano - e dell’Istituto nazionale di fisica nucleare del Gran Sasso

La Regione Abruzzo si è costituita parte civile e ha chiesto a Strada dei Parchi interventi urgenti per porre fine all’inquinamento. Lavori per un importo totale di circa 170 milioni di euro, che il gestore non ritiene però di sua competenza.

La posizione di Strada dei Parchi

Strada dei Parchi - società concessionaria che ha in gestione le autostrade A24 e A25 - aveva motivato la decisione di chiudere alla circolazione il Traforo del Gran Sasso “per evitare di incorrere in ulteriori contestazioni correlate a presunti pericoli di inquinamento delle acque di superficie”.

Il rischio di reiterazione dei reati che vengono contestati dalla Procura di Teramo avrebbe potuto aggravare le posizioni processuali sia dell’azienda sia dei dirigenti della stessa. Ma è stata proprio la Procura di Teramo - durante un incontro con il Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio - a rassicurare Strada dei parchi sul fatto che altre contestazioni, ad inchiesta chiusa, non ci sarebbero state.

Le voci contrarie alla chiusura

Posizioni diametralmente opposte a quelle del gestore erano state espresse dalle autorità locali e nazionali, dai cittadini abruzzesi e anche dalle autorità sanitarie. Il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi aveva parlato di “atto irresponsabile”, mentre il sottosegretario del M5S Gianluca Vacca - eletto in Abruzzo - aveva ventilato la revoca della concessione a Strada dei Parchi per “interruzione di pubblico servizio”.

La deputata del PD Stefania Pezzopane aveva sollecitato il Ministro dei Trasporti Danilo Toninelli a “varare subito la nomina del commissario e lo stanziamento delle risorse”. Paola Inverardi - rettore dell’Università dell’Aquila - aveva espresso “viva preoccupazione per l’enorme disagio che ciò avrebbe comportato alle migliaia di studenti provenienti dal Teramano, dalle zone costiere abruzzesi e marchigiane che frequentano l’Ateneo”.

Preoccupazione espressa anche da parte della ASL di Avezzano. Secondo Simonetta Santini - DG facente funzioni dell’azienda - “non sarebbero state più garantite le prestazioni salvavita perché i percorsi alternativi sarebbero stati impraticabili”. Per la Santini, la chiusura del Traforo del Gran Sasso avrebbe messo a forte rischio le urgenze sanitarie che si muovono da L’Aquila a Teramo per cardiochirurgia e chirurgia toracica e per radiologia interventistica e tin della direzione opposta.

Chiusura Traforo del Gran Sasso: i percorsi alternativi

In caso di chiusura del Traforo del Gran Sasso - ormai definitamente scongiurata - per gli utenti dell’autostrada A24 ci sarebbe stata l’uscita obbligata tra gli svincoli di Assergi e di San Gabriele Colledara. I percorsi alternativi sarebbero stati due:

  • Chi è diretto da l’Aquila verso Teramo sarebbe dovuto uscire a L’Aquila Ovest, percorrere la SS 80 attraverso il il Valico delle Capannelle e riprendere l’autostrada a San Gabriele Colledara. Chi proviene da Teramo e viaggia in direzione l’Aquila può avrebbe dovuto effettuare il percorso inverso.
  • L’alternativa, soprattutto per i viaggi di lunga percorrenza diretti da e verso la A14 Adriatica sarebbe stato quello di percorrere la A25, diramazione della A24 che si ricongiunge con la A14 a Pescara.

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