Cos’è il regime forfettario startup per le partite IVA 2017?

Partita IVA 2017: cos’è il regime forfettario startup? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Cos'è il regime forfettario startup per le partite IVA 2017?

Il regime forfettario è l’unica forma agevolata oggi a disposizione dei contribuenti per aprire una partita IVA con tassazione ridotta.

Per chi intende aprire una partita IVA agevolata a partire dal 1° gennaio 2016 è disponibile solo un’opzione: il regime forfettario.
In realtà la normativa fiscale prevede due diverse forme di tassazione del regime forfettario a seconda che l’attività sia nuova o sia già esercitata precedentemente.

Nel primo caso si parla di partita IVA agevolata con “regime forfettario startup”.

Ecco cos’è, come funzione e quali sono i vantaggi della partita IVA agevolata con regime forfettario startup 2017.

Partita IVA regime forfettario startup 2017: cos’è?

Chi intende aprire una partita IVA per l’avvio di una nuova attività nel 2017 può fruire del cosiddetto regime forfettario startup: cos’è e come funziona?

Il regime forfettario startup 2017 prevede una tassazione agevolata per effetto della quale l’imposta sostitutiva sul reddito forfettario è pari al 5% per i primi 5 anni, oltre i quali la tassazione passa al 15%.

I contribuenti che, invece, sono già titolari di partita IVA e decidono di aderire al forfettario (provenendo dal vecchio regime dei minimi ovvero dal regime ordinario) subiscono una tassazione sul reddito forfettizzato con aliquota subito pari al 15%.

Partita IVA regime forfettario startup 2017: analisi dei requisiti

I contribuenti che intendono aprire una partita IVA agevolata nel 2017 possono quindi fruire del cosiddetto regime forfettario startup.

Tuttavia, a differenza dei contribuenti già titolari di partita IVA che decidono di aderire al forfettario, i contribuenti che iniziano una nuova attività con il regime forfettario startup devono verificare la sussistenza anche dei seguenti requisiti, già previsti per le partite IVA nel regime dei minimi, ovvero:

  • il contribuente non deve aver avere esercitato, nei 3 anni precedenti, attività
    artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare;
  • l’attività da esercitare non deve costituire, in nessun modo, mera prosecuzione
    della medesima attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente e/o autonomo, escluso il caso in cui la stessa costituisca un periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio dell’arte e/o professione;
  • qualora l’attività intrapresa sia il proseguimento di un’attività esercitata da un altro soggetto, i requisiti di accesso devono essere verificati sul bilancio del cedente.

I dubbi relativi ai suddetti requisiti sono già stati chiariti dall’Agenzia delle Entrate con la circolare numero 17/E del 2012.

Si segnalano, in particolare, i due chiarimenti seguenti:

  • per il conteggio dei tre anni precedenti, il limite dell’esercizio dell’attività deve essere considerato partendo dalla data di inizio attività;
  • qualora il contribuente sia stato dipendente, durante il periodo d’imposta precedente, se il rapporto di lavoro è cessato per cause involantarie (licenziamento) non si verificherà la continuità dell’attività.

Partite IVA, regime forfettario startup 2017: limiti fatturato/ricavi annuali e coefficienti di reddito

I contribuenti che decidono di aprire una partita IVA nel 2016, usufruendo del regime forfettario startup, sono soggetti agli stessi limiti di fatturato e coefficienti di reddito dei contribuenti che aderiscono al regime forfettario provenendo dal regime dei minimi o dal regime ordinario.

Ecco l’elenco dei limiti di reddito, ricavi/fatturato e coefficiente di redditività divisi a seconda del settore economico di riferimento (tra parentesi le radici del codice ATECO):

  • Industrie alimentari e delle bevande (10 - 11) coefficiente redditività è il 40% limite ricavi/fatturato 45.000 euro;
  • Commercio all’ingrosso e al dettaglio [45 - (da 46.2 a 46.9) - (da 47.1 a 47.7) - 47.9] limite ricavi/fatturato è 50.000 con coefficiente di redditività al 40%;
  • Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande (47.81): limite fatturato/ricavi 40.000 e coefficiente di redditività al 40%;
  • Commercio ambulante di altri prodotti (47.82 - 47.8): limite fatturato/ricavi 30.000 e coefficiente di redditività al 54%;
  • Costruzioni e attività immobiliari (41 - 42 - 43) - (68): limite fatturato/ricavi 25.000 e coefficiente di redditività all’ 86%;
  • Intermediari del commercio (46.1): limite fatturato/ricavi 25.000 e coefficiente di redditività al 62%;
  • Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (55 - 56): limite fatturato/ricavi 50.000 e coefficiente di redditività al 40%;
  • Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari ed assicurativi (64 - 65 - 66) - (69 - 70 - 71 - 72 -73 - 74 - 75) - (85) - (86 - 87 - 88): limite fatturato/ricavi 30.000 euro e coefficente di redditività al 78%;
  • Altre attività economiche (da 01 a 03 a 05 a 09), (da 12 a 33, da 35 a 39), (49 - 50 - 51 - 52 - 53) - (58 - 59 - 60 - 61 - 62 - 63) - (77 - 78 - 79 - 80 - 81 - 82) -(84) - (90 - 91 - 92 - 93) - (94 - 95 - 96) - (97 - 98) - (99) limite fatturato/ricavi 30.000 euro e coefficiente di redditività al 67%.

Partite IVA 2017: il nuovo regime previdenziale

Per uno studio delle novità sulla partite IVA 2017 anche in materia previdenziale, INPS e casse professionali, i lettori possono fare riferimento al seguente approfondimento:

Partite IVA 2017: INPS e contributi previdenziali. Ecco la guida aggiornata

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