Referendum costituzionale, Messina (ad Intesa Sanpaolo): “Panico eccessivo, non è punto di svolta”

Antonio Atte

17/10/2016

Referendum costituzionale: per l’ad di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, il voto non mette a rischio la stabilità politica dell’Italia.

Referendum costituzionale, Messina (ad Intesa Sanpaolo): “Panico eccessivo, non è punto di svolta”

Il prossimo 4 dicembre - giorno in cui si terrà il referendum sulla riforma costituzionale voluta dal governo Renzi - non sarà il giorno del Giudizio per il futuro del Paese. Secondo Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, il voto non metterà a repentaglio la stabilità politica dell’Italia, per cui è bene non farsi prendere dall’isteria.

In un’intervista a Wirtschaftswoche, settimanale del gruppo Handelsblatt, il CEO dell’istituto italiano ha affermato che è esagerato guardare al referendum costituzionale come a una potenziale minaccia per la stabilità politica del Paese:

“E’ assolutamente normale che qualcuno che voglia intraprendere un percorso di riforme indica anche un referendum. Questo non sarà sicuramente un punto di svolta nella storia d’Italia. Investitori e giornalisti a volte sono inclini al panico”.

Messina: consolidamento sistema non durerà più di 2-3 anni

Il manager ha parlato anche dello stato di salute attuale del sistema bancario italiano, il cui consolidamento “credo non durerà più di due o tre anni”.

Come è emerso dagli ultimi stress test BCE di luglio, oggi Intesa Sanpaolo può essere considerata la banca italiana più solida e una delle più affidabili di tutto il Vecchio Continente. Il motivo? Lo spiega sempre Messina al settimanale tedesco:

“Abbiamo saputo reagire per tempo, anche prima della grande crisi della zona euro, e già lì abbiamo effettuato un significativo aumento di capitale. Abbiamo migliorato costantemente il nostro rapporto costi-ricavi, ora siamo al 50%.

Abbiamo migliorato il profilo di rischio del gruppo riducendo la nostra esposizione ai titoli di Stato italiani della metà, da 100 a 50 miliardi di euro. Al momento la nostra quota è giusta ma se la situazione dovesse cambiare, la modificheremo ancora. Non usciremo mai del tutto”.

Fondo Atlante: Intesa Sanpaolo conferma nuovo impegno da 150 mln

In merito al rifinanziamento del Fondo Atlante - strumento messo in campo da governo, banche e compagnie assicurative per risolvere la crisi del settore bancario italiano - Messina ha affermato che Intesa Sanpaolo contribuirà con ulteriori 150 milioni “in modo da raggiungere 1 miliardo, ma non di più”.

Messina: in 5 anni Mps sarà una buona banca

Infine, per quanto riguarda il Monte dei Paschi di Siena - chiamato a una ricapitalizzazione da 5 miliardi dopo la cessione di oltre 27 miliardi di sofferenze lorde -, il CEO di Intesa Sanpaolo si dice ottimista:

“La riduzione dei crediti deteriorati attraverso il fondo di salvataggio funzionerà. Il secondo passo, l’aumento di capitale, è certamente più difficile. Per quello hanno bisogno di investitori privati che attualmente sono titubanti. Tuttavia il modello di business attuale della banca funziona. Penso che in cinque anni sarà una buona banca”.