Reddito di emergenza: pagamento di giugno a rischio?

Reddito di emergenza: pagamento di giugno a rischio? I primi accrediti potrebbero slittare a luglio dal momento che le domande per il REM hanno già superato quota 150mila e si attende ancora la circolare INPS.

Reddito di emergenza: pagamento di giugno a rischio?

Reddito di emergenza: pagamento di giugno a rischio? Una domanda che molti potenziali beneficiari immaginiamo si stiano facendo dal momento che la misura prevista dal decreto Rilancio, è accessibile con l’invio dell’istanza online all’INPS solo dal 22 maggio e con il termine fissato al 30 del mese corrente.

Il reddito di emergenza è un contributo pensato dal governo per aiutare le famiglie maggiormente in difficoltà con l’emergenza COVID-19, specie i lavoratori irregolari che non hanno potuto accedere ad altre forme di sostegno previste dal decreto Cura Italia.

Il contributo è di 400 euro, in due quote, moltiplicati per il parametro di scala di equivalenza che tiene conto della composizione del nucleo familiare. 800 euro dunque che arrivano fino a 840 euro se presenti disabili.

Considerando il numero elevato di potenziali beneficiari e il numero delle domande che l’INPS dovrà processare non è detto che il pagamento del reddito di emergenza arrivi a giugno.

Reddito di emergenza: pagamento di giugno a rischio?

Il pagamento del reddito di emergenza a giugno potrebbe essere a rischio. È un’ipotesi sicuramente sostenuta dal fatto che le domande per il reddito di emergenza si possono inoltrare fino alla fine del mese di giugno e dall’ulteriore elemento che i tempi dell’INPS alle volte sanno essere molto lunghi.

La situazione emergenziale che stiamo vivendo ha messo l’Istituto a dura prova per il carico di lavoro che si è trovato ad affrontare. Solo per il reddito di emergenza in questione, dal primo giorno utile in cui si poteva inoltrare la domanda all’INPS, il 22 maggio 2020, sono arrivate circa 150mila richieste, come la ministra della Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone ha annunciato solo due giorni fa sul suo profilo ufficiale Twitter. La ministra ha scritto infatti:

“Per il reddito di emergenza la procedura è già avviata e le domande presentate all’INPS sono a quota 150mila. Grazie al ministro Nunzia Catalfo per il suo infaticabile lavoro: con il Movimento Cinque Stelle al governo nessuno rimarrà indietro.”

Il 27 maggio d’altronde, solo cinque giorni dopo l’apertura della procedura online, sono state 100.258 le domande inviate in totale per il reddito di emergenza e di queste:

  • 63.140 dai cittadini;
  • 37.118 tramite patronati.

150 mila domande che potrebbero aumentare fino a fine giugno specie a seguito della pubblicazione prevista, nei prossimi giorni, della circolare applicativa. I primi pagamenti del reddito di emergenza potrebbero così slittare al mese di luglio.

Reddito di emergenza: domanda online

Per il reddito di emergenza, lo ricordiamo, la domanda va fatta online dai cittadini che possono accedere al servizio dedicato mediante PIN, SPID, CIE e CSN. I cittadini possono farlo in autonomia seguendo le istruzioni fornite da INPS e che trovate nella guida completa di Money.it, o anche attraverso patronati e CAF.

Non possono accedere al reddito di emergenza secondo l’articolo 82 del decreto Rilancio e presentare quindi la domanda online i nuclei familiari in cui vi siano componenti che abbiano:

  • ottenuto il bonus 600 euro per il mese di marzo come previsto dal decreto Cura Italia;
  • titolari di pensione diretta o indiretta a eccezione dell’assegno ordinario di invalidita’;
  • titolari di un rapporto di lavoro dipendente la cui retribuzione lorda sia superiore all’importo di REM spettante;
  • percettori del reddito di cittadinanza.

L’attesa in ogni caso, per avere informazioni ancora più dettagliate sul pagamento del reddito di emergenza e sulla prestazione in generale, è per la circolare applicativa annunciata da INPS.

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