Reddito di Cittadinanza: quando il rinnovo dell’ISEE non è sufficiente

Antonio Cosenza

26 Marzo 2021 - 12:00

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Reddito di Cittadinanza: per essere in regola con gli obblighi previsti dalla normativa non sempre è sufficiente il rinnovo dell’Isee. Facciamo chiarezza.

Reddito di Cittadinanza: quando il rinnovo dell'ISEE non è sufficiente

Per continuare a prendere il Reddito di Cittadinanza anche nel 2021 i nuclei familiari avevano l’obbligo di presentare la DSU aggiornata ai fini Isee entro il 31 gennaio. Va detto, però, che in alcuni casi non è sufficiente rinnovare l’Isee per continuare a percepire il Reddito di Cittadinanza.

Ci sono, infatti, una serie di comunicazioni aggiuntive che il nucleo familiare deve dare entro il 31 gennaio di ogni anno se non vuole rischiare la sanzione che porta alla decadenza della prestazione.

Nel dettaglio, gli obblighi di comunicazione all’Inps sono indicati chiaramente nella guida al modello Sr181, il quale va utilizzato per indicare diverse variazioni di reddito, patrimonio o nucleo familiare, avvenute durante il periodo di fruizione del Reddito di Cittadinanza.

Vediamo, quindi, in quali casi non è sufficiente rinnovare l’Isee per essere in regola con gli obblighi fissati dalla normativa sul Reddito di Cittadinanza.

Superamento del limite patrimoniale

Per avere diritto al Reddito di Cittadinanza è necessario che il patrimonio mobiliare stia al di sotto di una determinata soglia.

Nel dettaglio, questa è pari a:

  • 6.000,00 euro per la persona sola;
  • a questa si aggiungono 2.000,00 euro per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo (fino ad un massimo di 10.000,00 euro);
  • in aggiunta alla soglia massima di 10.000,00 euro si aggiungono altri 1.000,00€ per ogni figlio successivo al secondo;
  • si aggiungono anche altri 5.000,00 euro per ogni componente con disabilità.

Queste soglie non vanno superate neppure nel periodo di fruizione del Reddito di Cittadinanza. Per questo motivo, qualora l’Isee 2021 certifichi un superamento delle soglie patrimoniali la prestazione decade con effetto immediato.

Ma attenzione, perché l’Isee 2021 tiene conto di redditi e patrimoni riferiti al 2019. Qualora il superamento delle suddette soglie dovesse esserci stato nel 2020 sarà obbligo del nucleo familiare darne comunicazione utilizzando il modello SR181.

La comunicazione, relativamente all’anno precedente, laddove non già compresa nella DSU, di ogni variazione del patrimonio mobiliare che comporti la perdita dei requisiti deve essere data appunto entro il 31 gennaio. In tal caso, quindi, non è sufficiente rinnovare l’Isee.

Attività lavorativa che si protrae nell’anno successivo

Come noto, se un componente del nucleo familiare intraprende un’attività lavorativa nel periodo di fruizione del Reddito di Cittadinanza deve darne comunicazione entro i 30 giorni successivi. Deve inoltre indicare il reddito presunto che verrà percepito da tale attività nel corso dell’anno.

Cosa succede l’anno successivo qualora l’attività lavorativa continui? Non sarà sufficiente rinnovare l’Isee, in quanto per il nucleo familiare vi è l’obbligo di utilizzare il modello SR181 per comunicare il reddito presunto per l’anno solare successivo qualora l’attività di lavoro già comunicata si protrae nel
corso di tale anno.

Tale comunicazione va data entro il 31 gennaio dell’anno successivo.

Se quindi avete dei componenti del vostro nucleo che nel 2020 hanno iniziato a lavorare, non basta il rinnovo dell’Isee: bisogna anche dare comunicazione del reddito presunto che questo andrà a percepire.

Cambio dei componenti del nucleo familiare

Altro caso in cui il rinnovo dell’Isee non è sufficiente per essere in regola con gli obblighi è quello della variazione dei componenti del nucleo familiare.

Se tra l’Isee 2020 e l’Isee 2021 sia intervenuta una variazione nel numero dei componenti, infatti, potrebbe essere necessario anche inoltrare una nuova domanda. Nel dettaglio, la nuova domanda è obbligatoria per tutte le variazioni che non dipendono da nascita o morte.

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