Reddito di Cittadinanza a 6,5 milioni di italiani? Con 10 miliardi i conti non tornano

Nel Def sono previsti 10 miliardi per l’avvio del Reddito di Cittadinanza: se però lo si vuole elargire a 6,5 milioni di italiani, i conti non sembrerebbero tornare.

Reddito di Cittadinanza a 6,5 milioni di italiani? Con 10 miliardi i conti non tornano

Festeggia il Movimento 5 Stelle dopo aver vinto la “battaglia” del Def. Superata la tenace resistenza del ministro Tria, con l’aumento del deficit al 2,4% nel documento è stato inserito l’avvio di quello che da sempre è il cavallo di battaglia dei pentastellati: il Reddito di Cittadinanza.

Nella legge di Bilancio 2019 quindi saranno destinati 10 miliardi al Reddito di Cittadinanza che, dalle dichiarazioni dei 5 Stelle, sarà elargito dal prossimo anno a 6,5 milioni di italiani che al momento vivono sotto la soglia di povertà.

Calcolatrice in mano, appare evidente però che i costi per erogare assegni da 780 euro al mese a 6,5 milioni di persone sono molto più alti: si può arrivare fino a 60,84 miliardi. Dove verranno presi allora i tanti soldi che mancherebbero all’appello?

Il Reddito di Cittadinanza nel Def

Alla fine il governo giallo-verde ha deciso di forzare la mano e sfidare sia Bruxelles che i Mercati. Una mossa senza dubbio molto rischiosa ma legittima, visto che i due partiti della maggioranza godono del largo sostegno dell’elettorato e in sostanza hanno semplicemente iniziato a realizzare il loro programma di governo.

Guardando però le proposte fatte prima del voto, appare evidente come le coperture che erano state inizialmente ipotizzate siano state tutte disattese: gran parte della prossima legge di Bilancio non sarà quindi finanziata attraverso tagli agli sprechi, ma facendo debito.

Per accontentare le richieste sia del Movimento 5 Stelle che della Lega, nel Def si è dovuto di conseguenza mettere nero su bianco che l’Italia, per i prossimi tre anni, avrà un rapporto deficit/Pil pari al 2,4%.

Grazie a questa mossa, tra i vari provvedimenti adottati c’è anche il Reddito di Cittadinanza. Stando alle parole degli esponenti del Movimento 5 Stelle, inizialmente sarà percepito da 6,5 milioni di italiani che vivono sotto la soglia di povertà.

Lo scorso anno l’Istat ha pubblicato i risultati di un’indagine dove, prendendo in esame il 2016, si diceva che nel nostro paese è sotto la soglia di povertà chi non riesce a percepire in media almeno 812 euro al mese.

Nello specifico per chi vive da solo la cifra è di 636 euro al mese, 1.061 euro se si tratta di una coppia, 1.411 euro per una famiglia di tre persone e 1.730 euro per una di quattro. Stando a queste soglie, nel 2016 quindi venivano stimate in 4 milioni e 742 mila le persone che vivono sotto la soglia di povertà.

I costi

Due anni più quindi il governo Conte ha deciso che il Reddito di Cittadinanza verrà elargito a 6,5 milioni di persone. Al mese quindi andrebbero a ricevere 780 euro, per una cifra annua totale di 9.360 euro.

Non tutti però prenderanno l’assegno per intero: se una persona ha introiti pari a 500 euro al mese, lo Stato allora andrà a versare 280 euro per arrivare così al tetto di 780 euro sotto al quale nessun italiano deve stare. Questo è il meccanismo che interverrà per esempio nell’aumentare le pensioni minime.

Nella peggiore delle ipotesi, se andiamo a moltiplicare i 9.360 euro l’anno percepiti da ogni singolo beneficiario per 6,5 milioni, il totale della platea, si ottiene la cifra monstre di 60,84 miliardi .

L’Inps invece aveva stimato per il Reddito di Cittadinanza costi fino a 38 miliardi, mentre il Movimento 5 Stelle aveva fatto una stima molto più bassa pari a 14,8 miliardi.

Se a queste cifra andiamo a togliere i 10 miliardi stanziati e i 2,5 miliardi del Reddito di Inclusione, che verrebbe assorbito, considerando pure i 2 miliardi necessari per il restyling dei Centri per l’Impiego la coperta sarebbe in ogni modo corta.

Se invece facciamo un calcolo ancora più semplice, dividendo i 10 miliardi stanziati per la platea dei 6,5 milioni di beneficiari, mediamente ogni cittadino incasserebbe 1.538 euro l’anno pari a 128 euro al mese: anche in questo caso, i conti non sembrerebbero tornare.

Nel Def comunque sono indicate soltanto le linee guida di quella che sarà le legge di Bilancio: al momento i conti non sembrerebbero tornare, ma il governo avrà tempo fino a dicembre (quando verrà approvata la Manovra) per indicare quale sarà la struttura definitiva.

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