Recovery Fund: Conte boccia anche la proposta di Michel

Dopo aver detto no alla proposta di Rutte, Conte boccia anche la proposta di mediazione del presidente del consiglio UE Michel. In corso il vertice dei sette.

Recovery Fund: Conte boccia anche la proposta di Michel

Il Premier Giuseppe Conte non ha alcuna volontà di fare un passo indietro sulla richiesta italiana presentata al Consiglio europeo. Il piano di aiuti prevede tra l’altro un Recovery Fund di 750 miliardi di euro, di cui 500 miliardi a fondo perduto e 250 miliardi sotto forma di prestito a condizioni favorevoli.

I Paesi «frugali» Austria, Danimarca, Svezia e soprattutto Olanda si sono opposti sin da subito. L’olandese Rutte ha chiaramente posto il veto, l’importo del Recovery Fund deve essere rivisto al ribasso, così come l’ammontare dei soldi a fondo perduto. Inoltre, i Paesi Bassi con Svezia e Danimarca rifiutano di vedere tagliato lo sconto da loro ottenuto sui contributi da versare al bilancio pluriennale.

Mark Rutte esige il controllo dei piani nazionali dei singoli Paesi, senza riforme strutturali, niente fondi. La sua proposta è stata dichiarata irricevibile da Conte, il Premier non è disposto a raggiungere eventualmente dei compromessi. Inoltre, sostiene che l’uso dei fondi comunitari deve camminare di pari passo allo stato di diritto. L’Ungheria viene toccata personalmente e si oppone a questo vincolo, così come la Polonia.

La proposta di Charles Michel

Il presidente del Consiglio UE Michel, ha cercato una via di mediazione nella tarda serata di ieri, proponendo un freno d’emergenza al Recovery Fund. Ovvero, nel caso in cui, dopo l’ok iniziale, i piani nazionali dei singoli Stati membri non dovessero venire attuati così come previsto, il Consiglio europeo avrebbe la possibilità di bloccare l’erogazione.

Anche in questo caso, la risposta di Giuseppe Conte è stata chiara: nessun potere da parte del Consiglio di controllare lo stato di avanzamento dei progetti dei singoli Paesi.

Intanto, stamane è iniziato un vertice a sette che ha coinvolto l’Italia con il Premier Giuseppe Conte, la Germania di Angela Merkel, la Francia di Emmanuel Macron, l’Olanda di Mark Rutte, la Spagna di Pedro Sanchez, con la presenza di Charles Michel e della presidente della commissione Ursula Von der Leyen. Si cerca un’ulteriore mediazione prima dell’inizio ufficiale della seconda giornata.

Secondo voci di corridoio, il presidente del Consiglio europeo sta mettendo sul tavolo una seconda proposta che prevede di lasciare intatto l’importo del Recovery Fund, ma per trovare un via di mezzo tra la richiesta dei Paesi del Sud e quella dei Paesi frugali, con un maggiore equilibrio tra soldi a fondo perduto e prestiti. Conte accetterà? Molto probabilmente no, specialmente se alcuni Paesi non rispetteranno i principi delle democrazie e se non verrà eliminato lo sconto sui contributi da versare per altri.

Al momento, sembra davvero improbabile un accordo tra i vari Stati membri. Conte è disposto a continuare il vertice di Bruxelles anche domenica, se si rendesse necessario per chiudere, ma i veti sono ancora tanti.

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