Raccolta funghi, le regole: giorni consentiti, limiti e sanzioni

Chiara Esposito

10 Ottobre 2021 - 22:49

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Tutto ciò che c’è da sapere prima di andare a caccia di funghi. Una guida per neofiti che riassume norme nazionali, sanzioni e novità sulla stagione 2021.

Raccolta funghi, le regole: giorni consentiti, limiti e sanzioni

Torna l’autunno e torna il tempo di lunghe passeggiate nei boschi: il maltempo non causa solo danni, apre anche la stagione della raccolta dei funghi. Finferli, trombette, chiodini e porcini in cima alla lista dei cacciatori più appassionati.

L’attività della ricerca però non è semplice né da prendere sotto gamba qualora si fosse alle prime armi. Non sempre basta affidarsi ai detti e ai luoghi comuni, le informazioni più attendibili sono quelle fornite dai siti delle singole regioni e delle varie unioni micologiche specializzate sparse sul territorio nazionale.

Ogni area boschiva italiana ha le sue caratteristiche specifiche e, in nome della salvaguardia degli ecosistemi autoctoni, ciascuna è provvista di una regolamentazione chiara, precisa e stringente. Conoscere tutte le specifiche del caso però non è semplice.

Certo, ci sono delle normative nazionali a cui far riferimento, ma è importante conoscere ancor più approfonditamente le indicazioni della propria zona. Le sanzioni ad esempio sono sia di tipo nazionale che regionale e non in tutta Italia serve un il patentino, ci sono delle novità in merito.

Raccolta funghi: norme nazionali e specificità regionali

Come attesta l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale esiste una normativa nazionale specifica sui funghi che si sofferma sugli aspetti connessi alla raccolta e alla commercializzazione.

La stessa è basata sulla Legge 23 agosto 1993, n. 352 che riporta le “Norme quadro in materia di raccolta e commercializzazione dei funghi epigei freschi e conservati”, ma fissa anche norme generali sulla raccolta dei funghi epigei in generale.

L’obiettivo ambientale va di pari passo quindi con quello sanitario a tutela dei consumatori. Le normative ambientali sono rivolte sia alla salvaguardia degli ambienti che alla conservazione dei funghi epigei stessi dal punto di vista quantitativo e dal punto di vista della biodiversità.

A livello quantitativo ogni giorno non si possono raccogliere più di tre chili di funghi (anche se il limite varia di poco da regione a regione) salvo che il raccolto sia costituito da un unico esemplare o da un solo cespo di funghi concresciuti.

A livello di dimensioni invece, al fine di impedire la raccolta di esemplari fungini immaturi o troppo piccoli, si deve tener conto del diametro del carpoforo:

  • Amanita caesarea (ovolo buono) cm. 4;
  • Boletus edulis e relativo gruppo (porcino) cm. 4;
  • Clitocybe geotropa (agarico geotropo) cm. 4;
  • Macrolepiota procera e simili (mazza di tamburo) cm. 5;
  • Agaricus campestris (prataiolo) cm. 4;
  • Russula virescens (verdone) cm. 4.

Per tutte le altre specie la dimensione minima è determinata a 3 cm.

Limiti e giorni consentiti

Norme sempre valide sono le seguenti:

  • non si possono usare rastrelli uncini o altri attrezzi che possono rovinare la terra e la zona in cui crescono i funghi;
  • i funghi raccolti devono essere trasportati in contenuti che lascino diffondere le spore: la plastica è vietata;
  • non si possono raccogliere i funghi nella aree adibite a riserve naturali.

Se invece si desidera capire i giorni in cui è possibile materialmente recarsi nel bosco è bene sapere che esistono dei limiti temporali per motivi di salvaguardia dell’ecosistema. Nel 2021 la raccolta funghi sarà consentita nei giorni di martedì, venerdì, sabato e domenica quasi in ogni zona d’Italia.

Sanzioni amministrative

Sebbene alcune violazioni portino a sanzioni amministrative pecuniarie aggravate in alcune aree protette o di particolare interesse ambientale possiamo far riferimento anche a delle linee guida di massima.

Le multe vanno da:

  • euro 200,00 a euro 600,00 se si esercita la raccolta in mancanza di tesserino di idoneità o in caso di tesserino scaduto;
  • euro 100,00 a euro 300,00 se si esercita la raccolta senza il permesso annuale;
  • euro 200,00 a euro 600,00 se la raccolta risulta superiore fino ad un chilogrammo per persona rispetto ai limiti consentiti;
  • euro 300,00 a euro 900,00 se la raccolta risulta superiore ad un chilogrammo e fino a due chilogrammi per persona rispetto ai limiti consentiti;
  • euro 100,00 a euro 300,00 se si sono raccolti l’Amanita caesarea allo stato di ovulo chiuso, esemplari di Boletus edulis (Porcino) e relativo gruppo con diametro del cappello inferiore a cm. 3 e di esemplari di Calocybe gambosa (Prugnolo) e Cantharellus cibarius (Gallinaccio) con diametro del cappello inferiore a cm. 2;
  • euro 200,00 a euro 600,00 se si esercita la raccolta in una delle aree ove è vietata;

Nella caso di raccolta eccessiva, la confisca riguarderà solo l’eccedente; in caso invece di violazione alle altre disposizioni, la confisca sarà su tutto il raccolto così come nei casi di recidiva.

Niente patentino per il Lazio

La regolamentazione sulla raccolta funghi 2021 per il Lazio si differenza da tutte le altre.

La Legge Regionale 1 del 27/02/2020 – art. 9 ha infatti eliminato il tesserino di autorizzazione alla raccolta funghi sostituendolo con l’attestato di frequenza al corso di formazione micologica che andrà esibito in caso di controlli.

Per andare a funghi occorrerà quindi avere con sé un documento in corso di validità, l’attestato di frequenza del corso di formazione micologica e la ricevuta di versamento.

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