Quota 100, Reddito di Cittadinanza e Flat Tax: ecco le mosse del governo per la Finanziaria

Il governo sta studiando la prossima legge di Bilancio: primi segnali di Reddito di Cittadinanza e Flat Tax, ma ci sarà anche la Quota 100 per le pensioni.

Quota 100, Reddito di Cittadinanza e Flat Tax: ecco le mosse del governo per la Finanziaria

In questo momento nessuno vorrebbe essere nei panni di Giovanni Tria. Stretto tra la necessità di non sforare nel bilancio e le richieste dei due partiti di governo, non sarà facile alla fine per il ministro dell’Economia riuscire a trovare la quadra in merito alla prossima legge di Bilancio.

In qualche modo però nella Finanziaria saranno inseriti, anche se in maniera parziale, tutti i principali cavalli di battaglia di Lega e Movimento 5 Stelle proposti durante l’ultima campagna elettorale: Quota 100, Reddito di Cittadinanza e Flat Tax.

La legge di Bilancio

Anche se il Parlamento si appresta a chiudere i battenti per le lunghe vacanze, giusto il tempo di approvare il Decreto Dignità e poi ci si rivede il 10 settembre, in Via XX Settembre si continuerà a lavorare per imbastire la prossima legge di Bilancio.

Dopo la nascita del governo Conte e questi primi mesi di assestamento, sarà il primo vero e proprio banco prova per la maggioranza carioca. Viste le tante promesse elettorali e i buoni propositi inseriti nel programma, Lega e 5 Stelle dovranno iniziare a dare alcune risposte ai cittadini che li hanno votati in massa alle ultime elezioni.

Però si dovrà per forza fare i conti con il bilancio, visto che i Mercati sono sempre molto attenti all’evolvere della situazione italiana, con il temuto spread sempre in agguato, al pari dell’Unione Europea da tempo preoccupata per i conti nostrani.

Il compito di Giovanni Tria quindi non sarà dei più facili: da un lato ci sono i vincoli imposti da Bruxelles che l’Italia è chiamata a rispettare, anche se potrebbe essere concesso qualcosa in termini di flessibilità, dall’altro ci sono le esigenze politiche dei due partiti di governo.

In autunno quindi quando verrà presentata la manovra Finanziaria si capirà anche quale sarà l’indirizzo del nuovo esecutivo, oltre che intuire se questo matrimonio tra Lega e Movimento 5 Stelle potrà essere duraturo.

Dal Reddito di Cittadinanza alla Flat Tax

Anche se ancora siamo in una fase di studio, già si sta iniziando a capire quale sarà l’impostazione della prossima Finanziaria. Vediamo allora quali saranno i provvedimenti che dovrebbero trovare spazio nella legge di Bilancio.

Iva, interessi e spese indifferibili.

Iniziamo da quelle voci che certamente saranno presenti nel testo. Per prima cosa si dovranno sterilizzare le clausole di salvaguardia per scongiurare l’aumento dell’Iva a partire da gennaio. Un provvedimento questo che peserà per 12,5 miliardi.

Ci sono poi le spese per i maggiori interessi, ovvero l’aumento dello spread, che costeranno 2,7 miliardi, mentre le spese indifferibili (per esempio quelle per le missioni) sono state calcolate in 5 miliardi.

In totale quindi ci sono già 20,2 miliardi da mettere in conto escludendo ogni provvedimento di indirizzo politico. Se pensiamo che la scorsa Finanziaria ha avuto un impatto per 20 miliardi, già siamo oltre soltanto con le spese fisse.

Reddito di Cittadinanza

Come tutti sappiamo il Reddito di Cittadinanza è da sempre il cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle. Sarà praticamente impossibile però che possa essere inserito nella Finanziaria nella sua interezza, ma verranno gettate le basi per un avvio a pieno regime in futuro.

Per prima cosa ci sono i centri per l’impiego da dover potenziare, conditio sine qua non per far partire il Reddito di Cittadinanza altrimenti si farebbe un gran papocchio. I fondi a riguardo dovrebbero arrivare dall’Unione Europea.

Si cercherà poi di potenziare la platea dei beneficiari del Reddito di Inclusione istituito dal centrosinistra e la Naspi. Un primo segnale questo per aumentare il sostegno verso chi in questo momento si trova in difficoltà, ma per il Reddito di Cittadinanza vero e proprio ancora si dovrà aspettare.

Flat Tax

La Flat Tax invece è stato il piatto forte della campagna elettorale del centrodestra, con la proposta che poi è stata portata avanti anche dalla sola Lega nel momento di siglare l’accordo di governo con i 5 Stelle.

Anche in questo caso ci dovrebbe essere soltanto una sorta di anteprima che riguarderà soltanto le partite Iva: il regime forfettario del 15% potrebbe essere innalzato dagli attuali 25.000 euro a 100.000 euro, aumentando così i possibili beneficiari.

Una sorta di Flat Tax al 15% poi potrebbe essere applicata sugli incrementi di reddito rispetto all’anno precedente, una proposta questa che negli ultimi tempi era stata portata avanti da Fratelli d’Italia e che il governo potrebbe accogliere.

Pensioni

Argomento invece assolutamente bipartisan all’interno della maggioranza è quello delle pensioni. Sia Lega che Movimento 5 Stelle infatti, anche se in maniera differente, si erano poste l’obiettivo in campagna elettorale di cambiare la legge Fornero.

Un colpo di spugna istantaneo come voleva Salvini però non è possibile farlo visti gli alti costi, così si procederà con la modalità indicata dai pentastellati di un progressivo smantellamento del sistema Fornero.

Si dovrebbe partire quindi con il via libera alla Quota 100, ovvero la somma dell’età anagrafica e degli anni di contributi: a partire da 64 anni, un lavoratore così con 36 anni di contributi potrà andare in pensione. Il costo del provvedimento dovrebbe aggirarsi sui 4 miliardi.

I costi e le coperture

Se tutte queste proposte dovessero trovare spazio nella legge di Bilancio, anche se formulate in maniera molto più contenuta rispetto le intenzioni iniziali porterebbero comunque a un impatto di almeno una trentina di miliardi di euro.

La grande sfida quindi sarà quella di trovare le coperture necessarie per accontentare tutti, considerato che anche alcuni ministeri, vedi quello della Famiglia guidato dal leghista Lorenzo Fontana, reclamano un budget adeguato.

Per poter far cassa torna in auge quindi la Pace Fiscale, ovvero una sorta di condono per permettere a chi si trova in difficoltà economica di poter sanare la propria posizione con il Fisco pagando una piccola percentuale del proprio debito. Dal provvedimento si stima che potrebbero entrare 3,5 miliardi.

Al momento si sta facendo più remota l’ipotesi di una sforbiciata alle pensioni d’oro, obiettivo questo del Movimento 5 Stelle che però, dopo lo slancio preso con il ricalcolo dei vitalizi degli ex deputati, si è al momento raffreddato.

Non sarà facile quindi per Giovanni Tria riuscire a trovare un equilibrio tra le spese previste e le entrate, visto che le coperture ipotizzate al momento sembrerebbero essere ancora insufficienti.

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