Quanto valgono 100 dollari nei diversi stati USA?

A seconda dello stato, il valore e il relativo potere d’acquisto di 100 dollari possono cambiare notevolmente. Vediamo come

Quanto valgono 100 dollari nei diversi stati USA?

Il mezzo busto di Benjamin Franklin sulla banconota da 100 dollari non ha sempre lo stesso significato per gli statunitensi.
A seconda dello stato, infatti, il valore e il relativo potere d’acquisto possono cambiare notevolmente.

A evidenziare nel dettaglio le differenze è l’Ufficio americano di analisi economica, che ha misurato il fenomeno per tre anni e di recente ha pubblicato i suoi dati con riferimento ai prezzi nel 2016.

Ne viene fuori una vera e propria mappa, che mostra come i prezzi per gli stessi prodotti siano spesso molto più economici in Stati come il Missouri o l’Ohio di quanto lo siano a New York o in California. Di conseguenza, la stessa quantità di denaro può acquistare comparativamente di più in uno stato rispetto a un altro.

100 dollari: stessa banconota, valori diversi di stato in stato

In Dakota del Sud, ad esempio, a dominare sono prezzi più bassi. Qui 100 dollari acquistano beni che ne costerebbero mediamente 113,25 in un altro stato. Si potrebbe etichettare il fenomeno definendo il Dakota del Sud, nell’ottica degli acquisti di tutti i giorni, un 13% più ricco di quanto realmente suggerirebbero i redditi.

Gli stati in cui mediamente 100 dollari valgono di più rispetto agli altri sono il Mississippi (115,74 dollari), l’Alabama (115,47), l’Arkansas (115,07), la Virginia dell’Ovest (114,16) e il Kentucky (113,90 dollari). Al contrario, 100 dollari valgono di meno alle Hawaii (84,46), nel Distretto di Columbia (86,28), a New York (86,51), in California (87,41) e nel New Jersey (88,34 dollari).

Le differenze di prezzo a livello regionale sono sorprendentemente elevate; il vero potere d’acquisto è del 34% maggiore in Mississippi rispetto a New York. In altre parole con questa misura, avendo 50.000 dollari di reddito al netto delle imposte in Mississippi, occorrerebbero guadagni di 67.000 dollari a New York solo per permettersi lo stesso standard di vita generale.

Di norma, gli stati con redditi più elevati hanno anche livelli di prezzo più elevati. Si può anche notare come in posti con un alto costo della vita vengano pagati salari più alti per gli stessi posti di lavoro. Questo è ciò che l’economia del lavoro chiama differenziale compensativo; la paga più alta è offerta per compensare il basso potere d’acquisto.

Si tratta di una relazione importante, anche se non sempre vera. Alcuni stati, come il Nord Dakota, hanno alti redditi senza prezzi elevati; l’adeguamento dei redditi per il livello dei prezzi può sostanzialmente cambiare la nostra percezione di quali tra questi siano veramente poveri o ricchi.

I residenti del Massachusetts e del Nord Dakota, ad esempio, guadagnano approssimativamente lo stesso importo in dollari, ma dopo essersi adeguati alla parità dei prezzi regionali, i redditi del North Dakota hanno un valore d’acquisto maggiore.

Questo ha implicazioni enormi a livello di politiche pubbliche, che sono spesso progressive rispetto al reddito. Molte misure, come il salario minimo, i benefit e le agevolazioni fiscali, sono denominate in dollari. Ma con diversi livelli di prezzo in ogni stato, gli importi finiscono spesso per non equivalere al potere d’acquisto.

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