Quanto guadagna un benzinaio in Italia

Alessandro Nuzzo

9 Marzo 2022 - 18:42

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Quello del benzinaio è un mestiere che difficilmente conosce crisi. Ecco quanto guadagna in media in Italia.

Quanto guadagna un benzinaio in Italia

Tra gli effetti della guerra tra Russia e Ucraina c’è sicuramente l’aver fatto balzare al rialzo il costo del petrolio. Il risultato è stato un aumento del prezzo del carburante in Italia che sta toccando cifre da record.

Ormai non si fa più distinzione tra senza piombo e gasolio visto che il loro prezzo quasi si equivale. Il prezzo medio ha superato quello dei 2 euro al litro anche al self.

Sempre più persone si stanno chiedendo quanto guadagnano i benzinai in Italia. In questo articolo vediamo qual è lo stipendio medio di un benzinaio impiegato e quanto guadagna invece un titolare di un distributore di benzina.

Quanto guadagna un benzinaio impiegato

Un benzinaio dipendente della stazione di servizio dovrà saper effettuare i vari rifornimenti, saper cambiare filtro e olio e anche saper lavare l’automobile. A volte è chiamato a maneggiare una consistente quantità di soldi contanti e per questo deve nutrire la massima fiducia da parte del gestore.

Diciamo che lo stipendio medio di un benzinaio in Italia varia molto in base agli anni di esperienza. Può andare dai circa 870€ netti al mese per chi è senza esperienza fino ad un massimo di 1.570€ per un benzinaio a fine carriera con almeno 20 anni di lavoro alle spalle. Di media si può dire che lo stipendio è di 1.250€ netti al mese.

L’orario di lavoro full time si aggira più o meno sulle 45 ore settimanali.

Quanto guadagna un benzinaio titolare del distributore

Un imprenditore titolare di un distributore di benzina ha un guadagno che proviene dalla vendita di ogni singolo litro di carburante. Prima di fare un calcolo bisogna specificare che il costo della benzina che noi paghiamo al distributore si divide in 3 parti:

  • platts;
  • tasse;
  • guadagno del benzinaio.

Il platts è un’agenzia specializzata, con sede a Londra, che definisce il valore, in dollari americani, a cui una tonnellata di benzina o di gasolio può essere venduta dalle raffinerie. Altro non è che quindi che il costo della benzina venduta all’ingrosso al benzinaio, quindi il guadagno delle compagnie petrolifere. Questo pesa per circa il 30% sul prezzo.

A tale costo vanno aggiunte poi poi le tasse, comprese di accise e Iva che pesano per il 59%.

Quindi su ogni litro di benzina erogato il guadagno di un distributore è di circa il 10%.

Come si diventa benzinai

Diventare benzinai non richiede la frequentazione di un particolare corso di studi anche se un diploma di scuola superiore ad indirizzo tecnico è preferibile ed è uno dei requisiti più richiesti.

La candidatura dev’essere effettuata presso i distributori ubicati su tutto il territorio nazionale. La formazione avverrà direttamente in sede di lavoro ed è molto importante apprendere le norme sulla sicurezza soprattutto in caso di incendio.

Il benzinaio oltre a saper rifornire le varie vetture dovrà anche saper cambiare filtri e olio oltre a saper effettuare piccoli lavori di manutenzione ordinaria del veicolo. Visto il contatto con il pubblico sono preferibili anche spiccate doti comunicative.

Come aprire un distributore di benzina

Diverso invece è il discorso per chi ha deciso di aprire un’attività di vendita di carburante, quindi diventare il titolare di un distributore. Bisogna infatti seguire un iter burocratico che prevede:

  • ottenimento della licenza petrolifera;
  • attestazione del Comune riguardo l’idoneità dell’area;
  • autorizzazione del progetto da parte dei vigili del fuoco;
  • autorizzazione comunale sui carburanti venduti;
  • verifica dell’Asl per le installazioni elettriche;
  • collaudo dell’impianto con Asl e Comune.

La licenza petrolifera si ottiene facendo richiesta al proprio Comune specificando il sito di localizzazione del distributore, la dimensione delle aree di impianto, le distanze tra i vari impianti, la presenza di servizi integrativi. Aprire un impianto ex novo comporta un investimento di almeno 500.000 euro.

Conviene aprire un distributore?

La risposta è dipende dalla strada dove si è ubicati e se si è affiliati ad un marchio oppure no. Ad oggi quasi tutti i distributori affiancano delle piccole aree di servizio con attività di ristorazione, vendita ricambi o autolavaggio, per incrementare gli introiti mensili che come abbiamo visto non sono molto elevati.

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