Quanto è costato il referendum costituzionale 2016?

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Quanto è costato il referendum costituzionale 2016?

Quanto è costato il referendum costituzionale 2016? Ecco i soldi che lo Stato ha sborsato per le votazioni sulla riforma di Renzi.

Quanto è costato il referendum costituzionale? Dopo aver conosciuto il risultato del referendum del 4 dicembre, i più curiosi si chiedono quanto è costato allo Stato indire, organizzare e pagare tutto il personale coinvolto nelle votazioni.

Non solo referendum costituzionale: in linea generale tutte le votazioni a livello nazionale hanno, come si può immaginare, un costo rilevante sulle casse dello stato.
Oppure vuoi conoscere il costo della campagna per il Sì di Renzi?

La risposta a quanto costa il referendum costituzionale, purtroppo, può essere solo orientativa date le variabili che possono entrare in gioco.
Senza contare la possibilità di elezioni anticipate nel 2017 qualora vincesse il No al referendum sulla riforma costituzionale Renzi-Boschi.

Ha vinto il referendum costituzionale 2016 ha segnato il destino di Renzi. Tante notizie, tanti commenti, ma di soldi e di quanto è costato il referendum all’Italia ancora nessuno ne parla.

Quanto ci è costato questo referendum costituzionale?
Qual è la spesa che lo Stato deve affrontare per aver indetto il referendum costituzionale voluto da Renzi e in cui ha vinto il NO, andando contro il progetto dell’ormai ex primo ministro?

Tradotto: quanto è costato il referendum costituzionale agli italiani? Perché di questo si parla: i soldi delle tasse versati dai contribuenti utilizzati per coprire il costo del referendum costituzionale sono tanti. Le spese di uno Stato per un referendum sono alte e già lo scorso aprile l’Italia ha dovuto sborsare una cifra non indifferente.

Insomma, per quanto rimanga più che nobile onorare il diritto della popolazione di farsi sentire e dire la propria, un referendum in Italia non è uno scherzo ed anche il costo del referendum costituzionale sarà altissimo.

Quanto ci è costato il referendum costituzionale 2016?

I costi fissi per un referendum in Italia, che sia esso consultivo o abrogativo, variano tra i 170 e i 200 milioni di euro. Ma per il referendum abrogativo di aprile, la cifra stimata è stata assai più alta, vicina ai 300 milioni di euro. Questo significa che anche il costo del referendum costituzionale 2016 dovrebbe aggirarsi attorno al 300 milioni di euro, con le dovute differenze che analizziamo di seguito sul fronte dei comitati.

Questa cifra, che potrebbe anche essere più alta, serve a coprire i rimborsi ai comuni e il costo tra presidenti di commissioni e scrutinatori, a anche il trasporto delle schede e i vari servizi di sicurezza.

Quanto costa il referendum costituzionale: il costo inutile dei comitati

La spesa più scomoda da sopportare riguarda i rimborsi statati ai comitati per il referendum costituzionale 2016.
Con 500.000 firme raggiunte, scatta il rimborso statale automatico. Solo per il referendum abrogativo serve necessariamente che si raggiunga il quorum, per il referendum costituzionale basterà aver superato mezzo milione di firme.
Il costo del rimborso da parte dello Stato nei confronti dei comitati è presto detto: un euro a scheda, quindi mezzo milione di euro per ciascun comitato.

Ma, parliamoci chiaro, è un costo inutile: il referendum costituzionale sulla riforma Renzi-Boschi si sarebbe dovuto fare lo stesso perché richiesto da un quorum di parlamentari.

E invece no: mettiamoci anche i comitati, un utile mezzo per rimborsare i partiti sostenitori e far lievitare il costo del referendum costituzionale 2016.

Quanto costa il referendum costituzionale: la scomodità delle famiglie

Ma molto spesso si tralascia il costo che hanno gli italiani. A dirne una, la chiusura delle scuole adibite a seggi elettorali il lunedì seguente al referendum costituzionale 2016 rimarranno chiuse. E i genitori che lavorano, come fanno? E vai giù di baby sitter.

Quanto costa il referendum costituzionale: i rimborsi per i comuni

E poi c’è sempre qualcuno che potrebbe approfittarsene. Lo Stato è tenuto a rimborsare i comuni per spese come l’utilizzo di telefoni cellulari e di propaganda elettorale, compreso il costo di installazione dei cartelli di propaganda.

Quanto costa il referendum costituzionale: i compensi per presidenti e scrutinatori

Secondo i dati del 2008, le sezioni elettorali sul territorio italiano sono 61.432, il che rende necessario 61.432 presidenti, 61.432 segretari e circa 184.296 scrutinatori.

Per fare chiarezza: le sezioni elettorali corrispondo al numero indicato nella propria tessera elettorale, corrispondente al numero che troviamo sulla porta della stanza dove onoriamo il nostro diritto al voto.
Con seggio elettorale, invece, si intende meramente il luogo, l’edificio in cui si trovano un certo numero di sezioni, e generalmente sono edifici scolastici.

Il presidente di sezione prende circa 229 euro, quindi solo il compenso per il loro lavoro in tutta italia costerà allo Stato più di 14 milioni di euro. Tra segretari e scrutinatori, invece, il costo potrebbe aggirarsi attorno ai 20 milioni di euro.

Per non parlare poi degli straordinari dei messi comunali, dei carabinieri, della polizia municipale e via dicendo.

In quest’ambito vanno aggiunte anche le spese previste per il rimborso parziale di biglietti arei e treni degli elettori che devono effettuare un viaggio per raggiungere il luogo di residenza.

Caro referendum, quanto ci costi.

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