Quando riaprono le palestre? Cosa dice il nuovo Dpcm

Fiammetta Rubini

15 Gennaio 2021 - 18:04

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Riapertura di palestre, piscine e centri sportivi al chiuso slitta a dopo il 5 marzo (forse). Resta consentito lo svolgimento dell’attività sportiva e motoria all’aperto nei circoli sia pubblici che privati. Ecco cosa prevede il nuovo Dpcm 14 gennaio.

Quando riaprono le palestre? Cosa dice il nuovo Dpcm

Quando riaprono palestre, piscine e centri sportivi al chiuso? La risposta all’agognata domanda è finalmente arrivata con il nuovo Dpcm in vigore dal 16 gennaio al 5 marzo. Il provvedimento sancisce le regole in materia di spostamenti in Italia e all’estero, coprifuoco e divieti per le attività commerciali, ma si esprime anche riguardo la ripartenza dell’attività sportiva al chiuso, stoppata dal 24 ottobre ma di fatto in lockdown da un anno.

Quando riaprono le palestre?

Non prima di marzo, almeno. Chi sperava di poter tornare in sala pesi, in piscina o al corso di pilates in palestra dovrà avere ancora un po’ di pazienza.

Al momento non c’è una data di riapertura, ma è ormai assodato che resteranno chiuse fino al 5 marzo almeno, e potranno riaprire non appena ci saranno le condizioni sanitarie per poter consentire la ripresa di queste attività.

Cosa dice il nuovo Dpcm su palestre e piscine

Il Dpcm con le misure anti Covid varato il 14 gennaio resta in vigore fino al 5 marzo e ribadisce che, fino a quella data,

Sono sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e per le attività riabilitative o terapeutiche, nonché centri culturali, centri sociali e centri ricreativi; ferma restando la sospensione delle attività di piscine e palestre, l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte all’aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall’Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), con la prescrizione che è interdetto l’uso di spogliatoi interni a detti circoli; sono consentite le attività dei centri di riabilitazione, nonché quelle dei centri di addestramento e delle strutture dedicate esclusivamente al mantenimento dell’efficienza operativa in uso al Comparto Difesa, Sicurezza e Soccorso pubblico, che si svolgono nel rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti.

Il testo del decreto ministeriale prevede inoltre che si possano svolgere eventi e competizioni sportive all’interno di impianti sportivi a porte chiuse o all’aperto senza la presenza di pubblico. Le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti - continua il testo -, “degli sport individuali e di squadra, partecipanti alle competizioni di cui alla presente lettera e muniti di tessera agonistica, sono consentite a porte chiuse, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate e Enti di promozione sportiva”.

La question ristori

“Siamo al lavoro da settimane tutti i giorni con il CTS in modo proficuo per la riapertura”, aveva scritto Spadafora in un lungo post su Facebook il 9 gennaio, “che sarà graduale a seconda dei colori delle regioni. Mi auguro di avere l’ok per poter ripartire entro fine mese”. “Non voglio fare promesse ma l’obiettivo di riaprire, seppur con delle limitazioni, palestre, centri danza e piscine e tutte le altre attività importanti per il benessere degli italiani credo sia possibile a fine gennaio”. Auspicio sbiadito, stando ai nuovi provvedimenti approvati dal Governo.

Per quanto riguarda i ristori per il settore, il ministro Spadafora ha annunciato un nuovo piano di aiuti straordinari per tutte le strutture sportive e per tutti i cittadini per incentivarli alla ripresa.

Riapertura in zona bianca

Un barlume di speranza per il settore potrebbe essere rappresentato dalla zona bianca, la quarta fascia introdotta dal DL 14 gennaio che scatta nei territori con Rt sotto 0,50 e un’incidenza sotto i 50 casi ogni 100mila abitanti per tre settimane consecutive. Qui grazie alla bassissima circolazione del virus potrebbero riaprire palestre e piscine, così come teatri, cinema, sale da concerto e i musei anche nel weekend. Al momento, però, resta un’utopia in quanto nessuna Regione ha i numeri per entrare in fascia bianca.

“Capisco le difficoltà che da troppo tempo sta vivendo il mondo dello sport, per questo ho sempre lavorato per sostenerlo e continuo a farlo”, ha scritto Spadafora su Facebook. Il ministro ha così fatto sapere che il bonus gennaio per i collaboratori sportivi ci sarà, come “garantito sempre a centinaia di migliaia di persone sin dall’inizio della pandemia”. Ma i lavoratori del settore beneficeranno anche del credito d’imposta e del rinvio di scadenze e pagamenti.

Si tratta di un duro colpo per il settore, che per il 2020 prevede una perdita del 70% del fatturato e per il 2021, sempre ammesso che usciremo dall’emergenza Covid-19 entro la primavera, danni per il 50-60%.

Argomenti

# DPCM

Iscriviti alla newsletter

Money Stories