Quando si andrà in pensione con la riforma M5S-Lega?

La riforma delle pensioni M5S-Lega è pronta: ecco a che età si potrà smettere di lavorare e i possibili vantaggi per i lavoratori italiani.

Quando si andrà in pensione con la riforma M5S-Lega?

Movimento 5 Stelle e Lega sono pronti ad andare al Governo - probabilmente appoggiando la figura di Giuseppe Conte come premier - e ad attuare una nuova riforma delle pensioni per dire stop a quanto disposto dalla Legge Fornero.

Qualora Salvini e Di Maio mantengano le promesse contenute nel contratto di Governo si potrà andare in pensione con circa tre anni di anticipo rispetto a quanto avviene oggi.

Ricordiamo che con le attuali regole per la pensione di vecchiaia sono richiesti 66 anni e 7 mesi di età (più 20 anni di anzianità contributiva) che dal prossimo anno aumenteranno a 67 anni a causa dell’adeguamento con l’aumento delle aspettative di vita rilevato dall’ISTAT.

Per la pensione anticipata, invece, non viene indicata alcuna età anagrafica poiché è sufficiente aver maturato 42 anni e 10 mesi di contributi (per gli uomini) o 41 anni e 10 mesi (per le donne). Anche il requisito contributivo della pensione anticipata subirà una variazione dal 1° gennaio 2019 quando per smettere di lavorare bisognerà aver maturato 43 anni e 3 mesi (uomini) o 42 anni e 3 mesi (donne).

A questo punto in molti si chiedono come cambieranno questi requisiti con la riforma delle pensioni che il Governo “giallo-verde” intende realizzare. Come già accennato ci sarà un anticipo di circa tre anni rispetto a quanto avviene oggi; un progetto ambizioso che per buona parte verrà finanziato tagliando le pensioni d’oro e cancellando quegli strumenti - come Ape Sociale e Ape Volontario - attuati dal Governo di Centrosinistra per rendere maggiormente flessibile la riforma Fornero.

Naturalmente non subirà alcuna variazione la pensione di vecchiaia se non fosse per la promessa fatta da Lega e Movimento 5 Stelle di rivedere il meccanismo che porta l’adeguamento dell’età della pensione con le aspettative di vita.

Ci saranno poi altri due strumenti con i quali si potrà andare in pensione: Quota 41 e Quota 100. Inoltre per le donne ci sarà la proroga della misura sperimentale Opzione Donna, che renderà più semplice e veloce la strada per il pensionamento.

Ecco in che modo queste tre misure contano di agevolare l’accesso alla pensione facendo dimenticare la “dolorosa” riforma del 2011.

Quota 41

Movimento 5 Stelle e Lega hanno deciso di rivedere la Legge Fornero sostituendola con un meccanismo a quote. Il primo strumento che ne farà parte è la Quota 41 che - come l’attuale pensione anticipata - non prevede alcun requisito anagrafico ma solamente contributivo.

Per andare in pensione con la Quota 41, infatti, basta aver maturato un’anzianità contributiva di 41 anni. Questo strumento non è totalmente innovativo perché già oggi viene utilizzato per i lavoratori precoci, ovvero per coloro che prima del compimento dei 19 anni abbiano lavorato per almeno 12 mesi (effettivi ma non necessariamente continuativi) e abbiano contributi maturati prima del 1995.

Le intenzioni del Governo M5S-Lega sono di estendere la Quota 41 a tutti i lavoratori, nessuno escluso. In questo modo l’età per la pensione dovrebbe notevolmente abbassarsi poiché con la Quota 41 si potrà andare in pensione anche dai 60 anni di età (ma solo se si ha cominciato a lavorare a 19 anni e ha avuto una carriera stabile e senza alcun vuoto contributivo).

Quota 100

Il secondo strumento è la Quota 100, con il quale verrà data la possibilità di uscire dal lavoro quando la somma dell’età e degli anni dei contributi è almeno pari a 100.

Tuttavia in fase di attuazione di questo progetto dovrebbero essere posti dei paletti, ovvero un minimo sia per l’età anagrafica che per l’anzianità contributiva.

Nel dettaglio, per l’età si pensa ad un minimo di 62 anni; quindi in questo caso l’anzianità contributiva sarebbe pari a 38 anni. Per quanto riguarda il minimo contributivo, invece, non si dovrebbe scendere al di sotto dei 35 anni (con 65 anni di età).

Inoltre, c’è la possibilità - non ancora confermata dalle parti - che per gli autonomi ci sia l’innalzamento di un anno; si parlerà quindi di Quota 101.

Opzione Donna

Come anticipato Movimento 5 Stelle e Lega vogliono andare avanti con la fase di sperimentazione dell’Opzione Donna fermata al 2017.

Con la proroga dell’Opzione Donna per le lavoratrici andare in pensione sarà più agevole rispetto alla Quota 41 e Quota 100; con questo strumento, infatti, le lavoratrici potranno andare in pensione all’età di 58 anni (e 35 di contributi) con lo svantaggio però di avere l’assegno previdenziale calcolato interamente con il sistema contributivo.

Iscriviti alla newsletter Lavoro e Diritti per ricevere le news su Pensione

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.