Quali sono le lauree più facili e veloci da prendere

Luna Luciano

15/08/2021

15/08/2021 - 15:29

condividi

Davanti alla scelta della facoltà universitaria molti si domandano: quali sono le lauree più facili e veloci da prendere? Ecco alcuni consigli che possono aiutarti.

Quali sono le lauree più facili e veloci da prendere

Ci sono delle lauree più semplici e veloci da prendere?

Con l’avvicinarsi di settembre chi ha concluso gli esami di stato si trova davanti a una delle decisioni più importanti della propria vita: cosa fare del proprio futuro, una scelta non così facile come si potrebbe immaginare. Spesso i ragazzi, se non hanno già le idee chiare, si trovano spiazzati a dover fare i conti con nuove realtà.

A seconda delle proprie prospettive e attitudini chi decide di continuare gli studi si trova nella delicata condizione di scegliere quale sarà la facoltà universitaria più adatta, e quindi quale sarà il proprio futuro professionale. Un futuro in continuo divenire che può essere sempre cambiato.

Vi sono alcune variabili che i futuri studenti devono prendere in considerazione, come la disponibilità economica e la propensione allo studio; in alcuni casi molti prendono però in considerazione anche la difficoltà del percorso accademico.

La scelta di un percorso di laurea “più semplice” sarebbe dettato dalla logica di entrare il prima possibile nel mercato del lavoro. Secondo alcuni studi statistici alcune facoltà possono essere indicate come più semplici. Vediamo da vicino quali sono queste facoltà, tenendo bene a mente però che ogni percorso universitario richiede sempre impegno e costanza.

L’Università italiana oggi: dati alla mano

Prima di capire come scegliere la propria facoltà, cerchiamo di comprendere la situazione delle università italiane con dati e numeri alla mano. Secondo i dati Miur-Ustat, nell’anno 2018-2019 circa 1,72 milioni di studenti si sono iscritti ai corsi universitari, di questi:

  • 1,05 milioni verso corsi triennali
  • 360.000 verso corsi a ciclo unico
  • 310.000 verso corsi specialistici

Di questi solo 326.332 sono i laureati di I e II livello, mentre alle statistiche si aggiungono 76.072 iscritti e 16.454 diplomati ai corsi AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica). Stando ai dati AlmaLaurea, la media di laureati italiani d’età tra 30 e 34 anni è del 27,8%, rispetto a quella europea del 40,7%.

Come distinguere un corso di laurea semplice da uno difficile?

Per individuare un corso di laurea «più facile», benché questo non dovrebbe essere il criterio guida nella scelta, può aiutare uno studio condotto dalla Durham University, nel Regno Unito, che fornisce i criteri con i quali distinguere facoltà semplici e difficili.

Tra i fattori indicati da prendere in considerazione ci sono i voti, con corsi universitari classificati come più difficili se presentano un maggior tasso di voti bassi; un criterio che indica più che altro un elevato standard nella valutazione e severità durante gli esami. Altri fattori potrebbero essere:

  • Numero di studenti in corso e fuoricorso
  • Percentuale di promossi agli esami
  • Media dei voti

Insomma molti fattori che potrebbero complicare la scelta.

Quali sono le lauree più facili d’Italia?

Tra i percorsi universitari più facili d’Italia sono riconosciute comunemente le facoltà umanistiche; questo perché non si tende a considerare la mole di studio, della quantità di libri e capacità analitiche che lo studio di materie umanistiche richiede.

Solitamente questo luogo comune è dato dall’assenza della matematica, la materia che miete più vittime a scuola.

Molte sono le facoltà umanistiche offerte dalle università italiane, come:

  • Lettere, classiche o moderne
  • Storia
  • Filosofia
  • Antropologia, religioni e civiltà orientali
  • Lingue e letterature straniere
  • Archeologia e storia dell’arte
  • Beni culturali
  • Informatica umanistica
  • Mediazione linguistica e culturale
  • Scienze archivistiche e librarie
  • Scienze dell’educazione
  • Scienze linguistiche
  • Scienze umane dell’ambiente, territorio e paesaggio
  • Discipline Arti, Musica e Spettacolo (DAMS)

Per tutte queste facoltà è previsto, al termine della laurea triennale, se lo studente lo desidera, un percorso di due anni per conseguire la laurea specialistica, con cui sarà possibile svolgere ricerche in ambito accademico o insegnamento in scuole primarie, licei o università.

Tra le facoltà umanistiche sono presenti invece corsi a ciclo unico come quello in Scienze della formazione primaria.

Sempre per la ricerca di una facoltà più semplici si potrebbe prendere in considerazione la realtà di università telematiche, in grado di fornire formazione a distanza attraverso tutor, strumenti didattici e piattaforme e-learning proprietarie.

Si considerano più semplici in quanto si considera la semplicità di fruizione dei contenuti, grazie all’aiuto di docenti e al materiale didattico, in molti casi già snellito, e la comodità che ne deriva.

Le lauree umanistiche sono più semplici: è veramente così?

Con le evoluzioni degli scenari lavorativi, se un tempo le materie umanistiche erano famose per l’alto tasso di disoccupazione, queste facoltà sono state rivalutate.

Secondo gli studi dell’Harvard University, questi studi forniscono delle soft skill necessarie per entrare nel mondo del lavoro, come:

  • la capacità di scrittura
  • organizzazione e pianificazione
  • gestione del tempo
  • intelligenza emotiva
  • pensiero fuori dagli schemi

Per questo l’impegno psicologico-sociale ha priorità rispetto a quello tecnico in molti campi, come quello delle risorse umane.

Stando al report 2019 dell’American Academy of Arts and Sciences, le lauree umanistiche garantiscono livelli occupazionali ed entrate simili a quelli inerenti ad altri percorsi accademici. Uno studio che è confermato anche in Italia da AlmaLaurea, secondo cui vi è un tasso di soddisfazione tra studenti e laureati del 75%.

Come scegliere la facoltà adatta: non guardare alla semplicità

La semplicità, come abbiamo visto, può essere del tutto opinabile, da facoltà a facoltà. La narrazione di un’università competitiva, porta spesso alla scelta sbagliata, credendo di poter scegliere una facoltà più semplice dell’altra per poter concludere prima gli studi.

Ogni percorso universitario è altamente personale, non ci sono solo gli esami da prendere in considerazione, ma la mole di studio, nonché la crescita personale che lo studente vive dentro l’università, grazie al contatto con i docenti.

Ciò che potrebbe veramente aiutare nella scelta della facoltà più adatta è prendere in considerazione alcuni fattori soggettivi e non come:

  • Ambizioni personali/professionali
  • Convinzione generale allo studio
  • Disponibilità economiche

La scuola superiore e l’università sono ambienti completamente differenti, i rendimenti potrebbero essere completamente differenti in questi due contesti.

Come rendere l’università semplice?

Una domanda valida potrebbe invece essere, dopo aver scelto la facoltà: come rendere l’università più semplice. Ecco quindi alcune piccole tips che potrebbero tornarti utile, validi per qualsiasi università.

Sicuramente la gestione del tempo è fondamentale, lo studio non è più quello liceale, i temi vanno approfonditi e si ha una scansione della vita universitaria (e quindi dello studio) completamente diversa. Il primo scoglio sarà dunque comprendere come impiegare al meglio il proprio tempo.

Un’opzione valida potrebbe essere quella di creare dei gruppi studio, con cui poter studiare e confrontarsi alla fine della sessione. Un modo per poter affrontare lo studio «matto e disperato» in compagnia.

Andare a ricevimento dal docente, benché sia un ottimo aiuto, da molti non è contemplato, in quanto si cerca di evitare il contatto con professori e professoresse; eppure saranno i più validi alleati per risolvere nodi e dubbi emersi a lezione.

Infine attenzione alla burocrazia: è proprio questa a essere uno dei più grandi nemici degli studenti, in quanto spesso ci si dimentica di prenotare esami, controllare ricevute e controllare le scadenze delle tasse (queste ultime se non saldate possono diventare molto salate a causa della mora). Per quanto spaventi molti studenti, la burocrazia può essere affrontata in serenità se ci si confronta con studenti più grandi, se si cercano informazioni sui siti indicati o chiamando le segreterie. In questo modo sarà più facile gestire non solo lo studio ma l’intero percorso accademico.

Argomenti

# Laurea
# Alma

Iscriviti a Money.it