Qualcuno pensi anche al turismo (che vale il 13% del PIL italiano)

Il turismo è uno dei settori che maggiormente subirà il contraccolpo negativo di questa epidemia, è tempo di pensare misure ad hoc per un comparto che vale quasi il 13% del nostro PIL.

Qualcuno pensi anche al turismo (che vale il 13% del PIL italiano)

Secondo una stima del World Travel & Tourism Council (WTTC) sarebbero a rischio circa 50 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo.

Dai dati emerge che le economie che soffriranno di più la crisi saranno Filippine, Thailandia e Grecia, ma l’Italia non se la passa meglio. Con 94 milioni di turisti stranieri nel 2019, l’Italia è il 5° Paese più visitato al mondo.
Il settore del turismo italiano vale oltre 100 miliardi di euro e occupa più di 3 milioni di persone. E il fatto che le misure restrittive siano state prolungate almeno fino al 3 maggio di certo non aiuta il settore a intravedere la luce in fondo al tunnel. Perché, come spiegano le principali agenzie di viaggi, gran parte delle prenotazioni per il periodo estivo avvengono proprio tra aprile e maggio.

L’attuale pandemia ha completamente paralizzato l’intera filiera del turismo. Secondo una ricerca ByTek, agenzia di marketing internazionale, a marzo le ricerche sul travel sono calate del 50% circa rispetto allo stesso mese del 2019, e del 37,4% rispetto allo scorso mese di febbraio.

Tutto lascia presagire che, dopo la Pasqua completamente saltata, anche la prossima estate rischi di essere fortemente compromessa. E questo potrebbe voler dire un colpo mortale per molti piccoli operatori del settore, di cui il nostro Paese è ricchissimo. Basti pensare alle migliaia di agriturismi e bed & breakfast o ai piccoli alberghi a conduzione familiare. Ma come non pesare anche a tutta la filiera degli stabilimenti balneari, che proprio nel periodo estivo realizzano la gran parte del loro fatturato.

Si rischia seriamente un vero e proprio cortocircuito di un settore dell’economia italiana che genera circa il 13% del PIL nazionale. Sempre secondo il World Travel end Tourism Council, nel turismo trova occupazione circa il 15% della forza lavoro italiana, per un controvalore di oltre 17 miliardi di euro della bilancia commerciale italiana.

Dall’inizio della quarantena fino a fine maggio si contano oltre 30 milioni di turisti in meno. Secondo i dati diffusi da Confturismo ed elaborati dal WTTC, le perdite sono enormi e nel migliore dei casi si parla di oltre 100 miliardi di euro in meno per il 2020, considerando anche tutto l’indotto che il turismo genera.

Quello che fino ad ora sembra però mancare è una vera e propria strategia da parte del Governo per adottare misure eccezionali che possano prevenire un vero e proprio crollo di un settore così importante per la nostra economia. Forse a questo scopo non aiuta la mancanza (al contrario della Spagna) di un ministero preposto per il settore, che invece fa parte del Ministero della Cultura retto da Dario Franceschini.

Durante l’emergenza dovremo puntare sul turismo interno. Stiamo pensando a misure che compensino le mancate entrate della tassa di soggiorno. Stiamo lavorando a un incentivo - ha detto di recente il ministro Franceschini - che spinga gli italiani a spendere in turismo interno. Il 2020 potrà diventare un anno in cui scoprire l’Italia meno conosciuta: borghi, cammini, piste ciclabili, treni storici”.

Al momento mancano, tuttabia, misure ed atti consoni. Certo, esiste la possibilità della cassa integrazione per i lavoratori, ma con tutte le difficoltà che essi incontrano per accedervi. Quello che invece occorre sarebbe una serie di misure e di progetti, anche a livello di marketing, per evitare che molte delle piccole aziende che vivono di turismo possano riprendere la loro attività.

Fratelli d’Italia ha organizzato una serie di videoconferenze con operatori del settore ed esperti per cercare di arrivare ad una serie di proposte da inserire in un pacchetto ad hoc per il rilancio del settore.

Oggi si capisce quanto sarebbe stato importante che qualcuno, avendone la competenze, ascoltasse un mondo in ginocchio che rischia in gran parte di non rialzarsi. Fratelli d’Italia, ascoltando le categorie, ha lavorato a un pacchetto di proposte. Fra queste, l’istituzione di un buono-vacanza di 250 euro per ogni membro di una famiglia, da acquistare tramite agenzie e tour operator in modo da rimettere in moto la filiera del turismo interno incentivando le vacanze in Italia questa estate; rendere disponibile e certa la liquidità alle imprese, considerata anche l’assoluta inadeguatezza della indennità di 600 euro per un comparto come quello degli agenti di viaggio; occorre poi garantire la cig per il futuro qualora non ripartisse la stagione, assicurando adeguati investimenti nei vari comparti e profondendo qualunque sforzo utile a risollevare un settore che per l’Italia rappresenta da sempre un formidabile volano per l’economia. Anche, ad esempio, istituendo un fondo di emergenza nazionale per il turismo”.

Questo è il comunicato che riassume la tre giorni di incontri e dibattiti, sempre in videoconferenza, che il capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia Francesco Lollobrigida, il capogruppo della Commissione attività produttive Riccardo Zucconi e il capo delegazione al éarlamento europeo Carlo Fidanza hanno tenuto. Lo stesso comunicato si conclude con una pesante tirata d’orecchi alla Presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen:

“Pretendiamo inoltre che il governo faccia sentire la propria voce contro le improvvide dichiarazioni Ursula Von der Leyen sull’opportunità di non prenotare le vacanze estive”.

In effetti, in un momento di gravissima crisi per il comparto, le affermazione dei giorni scorsi della Presidente della Commissione europea - che invitava gli europei a non prenotare le loro vacanze estive - sono suonate quantomeno stonate.

Il turismo sicuramente è uno dei settori che maggiormente subirà il contraccolpo negativo di questa epidemia e fino ad ora le misure messe in campo dal governo non hanno certo soddisfatto gli operatori del comparto. E il tempo in queste situazioni è una variabile tutt’altro che trascurabile.

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