Project manager: chi è, cosa fa, formazione e guadagni. La guida pratica

Claudio Garau

23 Febbraio 2022 - 18:32

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Il project manager è una figura di importanza strategica per il raggiungimento degli obiettivi di un’azienda, ma per assumere questo ruolo occorre una solida preparazione e specifiche soft skills.

Project manager: chi è, cosa fa, formazione e guadagni. La guida pratica

Di origine anglosassone, quella del project manager è una professione oggi fondamentale per il profitto delle aziende, specialmente le realtà di maggior grandezza e prestigio. Si tratta di un lavoro che implica di doversi assumere una serie di responsabilità, in quanto il professionista del project management si occupa di un progetto a 360° e al fine di portarlo a termine con successo, sfrutta una serie di competenze che hanno a che fare con distinti campi del management.

Il project management è nato allo scopo di pianificare, coordinare e controllare le articolate attività dei moderni progetti industriali e commerciali. La certezza di base e comune a tutti i progetti è la seguente: proiettare idee e attività in nuove iniziative di successo.

Di seguito intendiamo vedere da vicino proprio la figura professionale del project manager, chiarendo i tratti principali del suo profilo, quelle che sono le mansioni quotidiane, il percorso formativo e soffermandoci infine sulle prospettive di retribuzione. Davvero si tratta di un lavoro capace di garantire buone prospettive per il futuro? Scopriamolo.

Project manager: il profilo

Oggi in non poche offerte di lavoro pubblicate nei principali portali web, le aziende ricercano persone a cui assegnare le mansioni di un project manager, a conferma che si tratta di una figura professionale che ha parecchie chance di inserimento stabile nel mondo del lavoro. In italiano questa figura professionale è definita solitamente ’responsabile di progetto’ e non di rado è indicato con la sigla PM.

In primis, quando si parla di progetto, intendiamo l’identificazione ed il raggiungimento di specifici obiettivi aziendali. Di fatto dunque il project management include lo studio di detti obiettivi e dei modi per raggiungerli, insieme allo svolgimento di azioni e strategie per giungere nel modo migliore, e con tempestività, ai risultati desiderati.

In altre parole, il project management indica l’insieme delle attività di back office e di front office aziendale. A svolgerle è appunto il project manager, figura che si occupa dell’analisi, della progettazione, della pianificazione e della realizzazione degli obiettivi di un progetto, gestendolo in tutte le sue fasi.

Per comprendere appieno la rilevanza strategica del profilo di un project manager, occorre tener presente il concetto di ROI, vale a dire ’return on investment’. Il project manager si impegna infatti a garantire che gli utili siano maggiori delle risorse impiegate e che dunque il progetto dia i suoi frutti. Il responsabile di progetto si relaziona agli altri componenti dell’azienda, attraverso report regolari da sottoporre a dirigenti ed anche agli stakeholders. Essi potranno scegliere se continuare a puntare sul progetto gestito del PM, o meno. Si tratta, in modo piuttosto evidente, di un lavoro adatto a chi vuole mettersi sempre in gioco.

Da notare che il segreto di qualsiasi azienda che vuole prevalere sta nelle sue capacità organizzative sviluppate. Ciò significa che per ogni prodotto o servizio offerto dall’azienda, occorre una efficace progettualità la quale consenta di favorire il raggiungimento degli obiettivi, nel miglior modo possibile e soprattutto con il minor sforzo e nel minor tempo. Ecco perché si rivela assai strategica la figura del project manager: egli contribuisce in modo sostanziale ad assicurare la competitività dell’azienda sul mercato. E perciò non sorprende che questa professione sia molto diffusa ormai non soltanto presso le grandi aziende o multinazionali, ma anche nelle PMI.

Di fatto un project manager preparato ed esperto si rivela un elemento chiave del tessuto aziendale, in quanto è in grado di gestire un progetto aziendale nel migliore dei modi, in virtù delle proprie skills nell’ambito del management, insieme a competenze di natura economica e molto altro.

Project manager: quali sono le tipiche mansioni svolte?

Ci si potrebbe domandare in che cosa consistono, nel concreto, le attività quotidiane di una figura come il responsabile di progetto: ebbene, la risposta è che esse sono una pluralità e implicano l’assunzione di responsabilità, inquadrata sotto differenti aspetti. Ecco una lista dei principali compiti di un project manager:

  • valutazione e innovazione delle procedure di gestione dell’azienda;
  • pianificazione dei progetti, contribuendo in modo sostanziale alla loro esecuzione;
  • gestione del team, cercando di rimuovere ostacoli che possono influire sul risultato finale;
  • assistenza nel raccogliere risorse per il progetto da realizzare;
  • identificazione di un budget ragionevole in rapporto a ciascun progetto seguito;
  • svolgimento di controlli di gestione (monitoraggio del budget, controllo dei costi ecc.)
  • formulazione di previsioni economiche;
  • controllo e supervisione sui processi produttivi e le attività svolte;
  • garanzia di un buon ritorno dell’investimento (ROI);
  • compimento di analisi sui rischi e sui possibili risultati;
  • creazione e strutturazione della documentazione e dei report da inviare al team e agli stakeholders;
  • garanzia che tutti gli incarichi e i progetti siano svolti e siano completati in base alle tempistiche prestabilite.

Come si può notare, le mansioni di un project manager sono davvero molte, e dunque si tratta certamente di un lavoro ad alto tasso di specializzazione.

Project manager: quali sono le attitudini richieste per ricoprire questo ruolo?

Oltre alle conoscenze e competenze che si ottengono grazie ai corsi di formazione ed alla stessa esperienza sul campo, non bisogna dimenticare che per essere un project manager di successo, occorre avere una serie di soft skills, o capacità attitudinali in buona parte innate. Pensiamo ad esempio alle doti di organizzazione e al talento per la pianificazione di un progetto complesso: si tratta di qualità che non sono rintracciabili indistintamente in tutte le persone.

Ovviamente la lista delle soft skills richieste a chi intende lavorare come project manager, non terminano qui. Tra quelle più rilevanti e che non dovrebbero mai mancare abbiamo:

  • capacità di gestire efficacemente il tempo e le attività connesse alla realizzazione del progetto;
  • attitudine alla leadership;
  • capacità di relazionarsi giornalmente con molte persone, gestendole per il miglior risultato possibile;
  • duttilità e spirito di adattamento;
  • attitudine alla gestione dello stress e degli imprevisti;
  • capacità di problem solving.

Il percorso formativo per diventare project manager

Ci si potrebbe a questo punto domandare qual è la strada da percorrere per diventare project manager, in quanto è del tutto evidente che non si tratta di una professione per cui vale l’improvvisazione. Ebbene, la figura del project manager impone il possesso di competenze trasversali, che si apprendono sia attraverso un iter di studi di tipo universitario che con l’esperienza sul campo, ma rilievo hanno anche le propensioni personali e le soft skills sopra citate. Almeno in parte, dunque, si nasce già con i tratti adatti ad essere un buon ’responsabile di progetto’.

Sul piano strettamente formativo il profilo tipico del project manager è quello di una persona laureata, ovvero la laurea è un requisito molto apprezzato dalle aziende e da tutti coloro che hanno bisogno del contributo di un project manager. I corsi più adatti a chi intende lavorare come PM sono sicuramente quelli di Ingegneria, Economia, Architettura, Management e Finanza, ma vero è che, in un ambito sempre più informatizzato, è consigliabile anche il corso di laurea in Informatica.

Non solo competenze prettamente tecniche e soft skills: ad un responsabile di progetto preparato sono richieste anche conoscenze in tema di marketing e comunicazione, in quanto uno dei compiti del project manager è quello di fare promozione e marketing verso i clienti.

Rimarchiamo inoltre che, specialmente per un giovane che vuole inserirsi nel project management, è assai opportuno investire nella formazione, anche e soprattutto dopo la laurea. Sono presenti numerosi master in materia ed esistono varie certificazioni di project management: si tratta di fattori in grado di rafforzare una candidatura per un posto di lavoro e di fare la differenza rispetto alla concorrenza.

Project manager: le prospettive di guadagno per questa figura professionale

Il compenso di una persona che svolge attività di project management è variabile sulla scorta di vari fattori, ma rilevano soprattutto capacità e esperienza sul campo. Non bisogna dimenticare che spesso un project manager è dipendente di un’azienda, ma anche può operare come consulente freelance e occuparsi di progetti su commissione. Ciò ha chiaramente un riflesso in termini di guadagni.

Volendo effettuare una stima dei compensi annui, indichiamo che un project manager che lavora in Italia incassa dai 30mila ai 50mila euro annui, a cui possono altresì sommarsi bonus e possibili benefit come auto aziendale, tablet, smartphone ecc.

Vero è che le migliori prospettive di guadagno sono quelle dei responsabili di progetto che hanno una lunga esperienza e che sono parte di aziende di rilievo internazionale in un certo ambito. In dette circostanze, la retribuzione media di un project manager può partire dai 70mila euro e addirittura oltrepassare i 100mila euro annui. Ecco perché si tratta di una professione in grado di garantire un futuro solido dal punto di vista economico, a patto però di possedere le caratteristiche sopra indicate.

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