Primo Maggio festa dei lavoratori, peccato che in Italia, di gente che lavora, ce ne sia sempre di meno. Sono davvero allarmanti, infatti, i dati 2012 resi noti dall’Organizzazione Internazionale del lavoro (Ilo) l’agenzia Onu che si occupa di lavoro.
Situazione allarmante per l’Italia
Dalla scheda sull’Italia emerge un crollo del mercato del lavoro e tassi di disoccupazione che sfiorano il 10% ( 9,7% per la precisione) e la stessa Organizzazione sottolinea che «il tasso reale potrebbe risultare superiore poiché ai quasi 2,1 milioni di disoccupati si aggiungono 250.000 lavoratori in cassa integrazione».
Sono in preoccupante aumento i Neet, che già l’Istat aveva evidenziato lo scorso 19 aprile. Neet è un acronimo inglese che sta ad indicare i Not in Education, Employment or Training cioè persone che non studiano, non lavorano o non si stanno formando e che sarebbero giunte a quota 1,5 milioni.
Situazione disperata per i giovani: sono disoccupati circa il 32,6%, dato praticamente raddoppiato dall’inizio del 2008 e i disoccupati di lunga durata sono circa il 51,1% del totale.
Anche nel resto del mondo la situazione non è rosea, secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro, infatti, sarebbero oltre 202 milioni i disoccupati in tutto il mondo ed il dato è destinato a crescere arrivando fino al 6,3%.
L’austerity aumenta la recessione
Sempre nel rapporto dell’Ilo si può leggere che in Italia «la ripresa viene frenata dalla contrazione del consumo privato e che tale contrazione è aggravata dal fatto che gli stipendi crescono meno velocemente rispetto all’inflazione».
Il piano di austerità attuato dal Governo Monti e dal «Piano Salva Italia», corroborato dalle recenti modifiche all’articolo 81 della Costituzione, che rischia di provocare un ulteriore aumento della pressione fiscale soprattutto sui Comuni, «di alimentare ulteriormente il ciclo di recessione e di rinviare ancora l’inizio della ripresa economica e il risanamento fiscale».
Il debito pubblico, evidenzia l’Organizzazione, «è schizzato dal 103% del Pil nel 2007 al 120% nel 2011. A seguito dell’aumento dei tassi di interesse nazionali sono anche sorti dubbi sulla tenuta delle finanze pubbliche. Per ridurre il deficit, il governo ha aumentato la pressione fiscale che dovrebbe raggiungere il 45% nel 2012.». Ora la priorità è «trovare un equilibrio sostenibile tra risanamento fiscale e ripresa dell’occupazione. L’Italia non puo’ sottrarsi alle misure di risanamento di bilancio».
Continuano i suicidi di chi ha perso il lavoro
Sarà una festa dei lavoratori all’insegna della crisi questo 1 maggio 2012. Sono di questi giorni, infatti, le notizia di altri tre suicidi: uno avvenuto oggi a Napoli in cui un portiere di 56 anni ha deciso di togliersi la vita sapendo di dover lasciare casa e lavoro entro pochi giorni; solo qualche giorno fa la stessa decisione era stata presa da un immobiliarista del Vomero e nella giornata di ieri un imprenditore si è sparato in provincia di Nuoro. Una triste lista che va ad alimentare le statistiche Istat sui suicidi al tempo della crisi di qualche settimana fa.
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