Previdenza complementare e deducibilità fiscale

Visto l’importante scopo sociale della previdenza complementare, lo Stato prevede per gli aderenti tutta una serie di vantaggi fiscali.

Previdenza complementare e deducibilità fiscale

La previdenza complementare è uno strumento di risparmio finalizzato all’integrazione pensionistica e, visto il suo importante scopo sociale, lo Stato prevede per gli aderenti tutta una serie di vantaggi fiscali: deducibilità dei versamenti e tassazione agevolata dei rendimenti e della prestazione finale.

Grazie a questi vantaggi fiscali, di cui il più importante è proprio la deducibilità, si avrà un aiuto concreto nella costruzione della propria pensione di scorta.

Deducibilità fiscale: partiamo dalle aliquote IRPEF

Il reddito dichiarato ai fini IRPEF viene tassato attraverso l’applicazione di una serie di aliquote per scaglioni di reddito. Più è alto il reddito e maggiori saranno le tasse da pagare sulla base dei seguenti scaglioni:

Su un reddito pari a 35.000 € le aliquote IRPEF verranno applicate nel seguente modo:

  • fino a 15.000 € l’aliquota del 23% = 3.450 € di tasse
  • dai 15.000 € a 28.000 € l’aliquota del 27% = 3.500 €
  • dai 28.000 € a 35.000 € l’aliquota del 38% = 2.660 €

Sommando i tre risultati si ottiene un totale di tasse da pagare pari a 9.610 €.

Deducibilità fiscale: come funziona?

Grazie alla deducibilità è possibile diminuire l’importo delle tasse ottenendo un grande risparmio fiscale. Infatti, i contributi versati al fondo pensione possono essere dedotti dal proprio reddito dichiarato ai fini IRPEF fino a ben 5.164 € all’anno.

Cosa significa?
In fase di dichiarazione dei redditi è necessario comunicare l’importo dei contributi volontari versati alla previdenza complementare, ad esempio 5.000 €. Questo importo verrà sottratto dall’effettivo reddito dichiarato prima dell’applicazione delle aliquote IRPEF che di conseguenza verranno calcolate su un reddito più basso.

Ad esempio, se l’aderente ha un reddito da dichiarare pari a 35.000€ lordi e ha versato nel corso dell’anno 5.000 € al fondo pensione, allora le aliquote non gli verranno più applicate su 35.000 € ma solo su 30.000 € (35.000 € - 5.000 € di versamenti). Questo consentirà dell’aderente di pagare 7.710 € di tasse invece dei 9.610 € visti in precedenza e dunque di risparmiare ben 1.900 €.

A chi si rivolge la deducibilità fiscale?

Tutti gli aderenti alla previdenza complementare possono dedurre i contributi versati fino a ben 5.164 € all’anno.

Oltretutto, i genitori che hanno aderito per i figli fiscalmente a carico potranno dedurre anche i contributi versati presso le posizioni dei propri figli, sempre entro il limite massimo di 5.164 € (ad esempio un genitore che versa 3.000€ nel suo fondo pensione e 2.000€ in quello del figlio potrà dedurre dal suo reddito entrambi i contributi, per un totale di 5.000€).

Inoltre, i giovani alla prima occupazione potranno contare su un vantaggio fiscale ulteriore: nel caso in cui non riuscissero a sfruttare l’intero limite di deducibilità dei 5.164 € in ognuno dei primi cinque anni di partecipazione al fondo, a partire dal sesto anno avranno diritto ad un “bonus di deducibilità” pari a 2.582,29 € da sommare agli ordinari 5.164 € per i vent’anni successivi.

Il fondo pensione non è solo uno strumento di risparmio utile a costruirsi una pensione di scorta da affiancare a quella pubblica ma permette anche di risparmiare ogni anno sulle tasse, ottenendo un grande vantaggio fiscale.

Iscriviti alla newsletter

Money Stories
SONDAGGIO

Termina il 07/12/2020

Come passerai questo Natale?

688 voti

VOTA ORA