Premi produttività 2016, denaro o voucher: quale conviene di più?

Con la tassazione agevolata sui premi di produttività il lavoratore potrà scegliere tra la busta paga e il voucher, ma qual è l’opzione più conveniente?

Tra le agevolazioni fiscali previste dalla legge di Stabilità 2016 ce n’è anche una che riguarda la detassazione o la tassazione agevolata dei premi di produttività in denaro o voucher, ma quale opzione è più conveniente per il lavoratore?

Visto che molte aziende italiane usano erogare bonus premi ai propri dipendenti, il governo vuole intervenire applicando una tassazione vantaggiosa. I lavoratori potranno scegliere o il premio in cash, quindi un aumento in busta paga o, in alternativa, il voucher, cioè una serie di servizi welfare da destinare alla retta dell’asilo nido, alla baby sitter o alla previdenza integrativa.

Il decreto è in attesa dell’approvazione del Consiglio dei Ministri, ma il dubbio che è sorto in molti lavoratori è se il premio di produttività conviene in busta paga o sotto forma di voucher. Qual è la via migliore? Ecco cosa prevede la tassazione dei premi di produttività 2016 e quali agevolazioni sono previste in busta paga e con i voucher.

Premi produttività 2016, tassazione agevolata in busta paga

Attualmente la tassazione sui premi di produttività in denaro parte dal 23%, ma il decreto attuativo della norma prevista dalla nuova Legge Finanziaria prevede di abbassarla al 10%.

Oggi, infatti, le aliquote Irpef sono scaglionate in base al reddito dei lavoratori:

  • 23% per redditi fino a 15.000€
  • 27% per redditi fino a 28.000€
  • 38% per redditi fino a 55.000€

Potranno beneficiare del premio produttività 2016 solo i dipendenti con un reddito non superiore ai 50mila euro. L’azienda fisserà con i sindacati gli obiettivi da raggiungere e gli incrementi di produttività, innovazione, qualità ed efficienza saranno premiati con un bonus annuale di massimo 2000€ lordi.

Il premio è aumentabile a 2500€ qualora l’azienda sottoscriva un accordo con i sindacati con il coinvolgimento dei dipendenti nell’organizzazione del lavoro.

Premi di produttività, detassazione in voucher

Al premio di produttività si applicherà la tassazione dell’aliquota Irpef del 10% solo per quanto riguarda la busta paga. Infatti la novità è che i voucher saranno totalmente esenti dalla tassazione.

Il lavoratore può scegliere di ricevere l’importo del premio produttività sotto forma di servizi welfare aziendali (riguardano anche le medie e piccole imprese) e quindi vedrà aumentati i suoi benefit dal punto di vista economico e sociale. Potrà decidere se utilizzarlo per i trasporti, l’assistenza medica, l’asilo nido, la baby sitter, borse di studio per figli a carico, o ancora, per la previdenza integrativa o la sanità complementare.

Premi in denaro o voucher, quale conviene?

Con la tassazione agevolata, quindi, il dipendente virtuoso che deciderà per il premio produttività in busta paga si vedrà accreditato circa 1800€, invece chi opta per il premio in voucher riceverà l’importo intero di 2000€ poiché esentasse.

Cosa sarebbe meglio per il lavoratore: una busta paga più sostanziosa ma su cui applicare il 10% di tasse o un bonus tondo da utilizzare sui servizi?
Dal punto di vista economico il benefit detassato appare conveniente sia per il dipendente, che va a risparmiare il prelievo previdenziale e quello fiscale, sia per il datore di lavoro, che evita la contribuzione a proprio carico.

Se un dipendente che deve pagare 2000€ di spese scolastiche per il figlio riceve un bonus di 2000€ in busta paga, dovrà aggiungerne 200 ma sarà soggetto ai contributi; se opta per il welfare aziendale non dovrà aggiungere altri soldi per pagare le spese scolastiche.

In attesa che il decreto venga approvato, i dipendenti possono cominciare a pensare a quale delle due vie sia la più conveniente e su misura per loro.

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