Aumentano le tensioni in Europa e a Cipro, dove la questione del prelievo forzoso diventa, di ora in ora, sempre più preoccupante.
Presto, il prelievo forzoso non sarà più un problema esclusivo di Cipro, ma riguarderà anche l’Italia, la Grecia, la Francia, la Spagna e l’Irlanda. A dirlo è Athina Kyriakidou, parlamentare dell’opposizione cipriota intervistata da Bloomberg.
«Hanno già deciso tutto»
Presto, ha detto la parlamentare Kyriakidou, lo stesso trattamento destinato oggi a Cipro sarà riservato a tutti quei paesi del Mediterraneo affetti dai numerosi problemi della crisi finanziaria ed è per questo che ora è il momento di esprimere solidarietà per tutti quei cittadini, costretti a pagare (letteralmente) il costo della crisi.
Athina Kyriakidou, membro del Partito Democratico di Cipro (DIKO) si dice convinta che presto l’Eurogruppo deciderà di imporre una misura simile anche negli altri paesi del blocco dei Diciassette.
Il parlamento di Nicosia deve ancora esprimersi in merito alle decisioni sul prelievo forzoso e sulle modalità con le quali sarà approvata questa clausola necessaria a radunare 5.8 miliardi di Euro (che saranno prelevati dai conti), indispensabili per ricevere i 10 miliardi di sussidi forniti dalla Troika. Ma secondo i media ciprioti non ci sono ancora i numeri sufficienti per approvare la manovra.
Nell’intervista a Bloomberg, Athina Kyriakidou dice:
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L’intervista su BloombergTV
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Di chi è stata l’idea?
Non tarda ad arrivare la risposta dell’Eurogruppo che dopo aver fatto rimbalzare da una parte all’altra la paternità dell’idea di un prelievo forzoso lascia la patata bollente a Nicosia: «la decisione spetta al governo cipriota» aveva già detto ieri Joerg Asmussen (BCE).
Durissimo il commento del Ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble che lancia una frecciata velenosa ai correntisti stranieri nelle banche cipriote (la maggior parte Russi): «Chiunque investe i suoi soldi in un Paese dove si pagano meno imposte si assume il rischio quando le banche di quel Paese non sono più meritevoli di credito, è ovvio.»
Nel frattempo, a Cipro...
Nel frattempo, fa sapere l’agenzia di rating Fitch di aver posto il «watch negative» sulle banche di Cipro: Bank of Cyprus, Cyprus Popular Bank e Hellenic Bank. In altre parole: il downgrade è pronto perché, si legge in una nota, «riflette i rischi al ribasso relativi all’imposizione di perdite forzate sui conti correnti».
Banche chiuse fino al 21 marzo, per volere della banca centrale di Cipro che in queste ore tenta il possibile per evitare corse agli sportelli e fughe di capitale, ma cresce fervente la rabbia dei cittadini che come segno di protesta inneggiano ad un semplice e sintetico «NO - Giù le mani da Cipro» riferito ad una Germania troppo dura e distante, ritenuta «colpevole» della situazione.
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Il prelievo forzoso di Cipro in uno schema
Stando a quanto riportato, il prelievo forzoso dai conti di Cipro dovrebbe articolarsi in uno switch del 9.9% sui depositi di oltre 100mila euro e del 6.75% sui depositi di importi inferiori, per un totale di 5.8 miliardi di Euro.
Ma i dettagli, come sappiamo, sono ancora in via di definizione e secondo la stampa estera, la strada per giungere ad un punto definitivo è tutta in salita e la meta sembra lontana.
(Per approfondire, su Forexinfo.it Cipro: cos’è il prelievo forzoso? Come funziona?)
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