“Posso andare a casa di parenti e amici?” Cosa dice il decreto coronavirus

Tra i dubbi più comuni dopo l’entrata in vigore del decreto Io resto a casa, c’è quello se è possibile andare a mangiare a casa di parenti e amici. A chiarirci le idee è il Ministero dell’Interno.

“Posso andare a casa di parenti e amici?” Cosa dice il decreto coronavirus

“Posso andare a casa dei parenti o vedere un film a casa di amici?” Una domanda tutt’altro che banale di questi tempi, dato che per contrastare il coronavirus l’invito è di stare a casa e non uscire. Dunque c’è chi dopo aver rinunciato a pranzi, cene e aperitivi all’aperto e nei ristoranti (che sono chiusi fino al 25 marzo) si chiede se è possibile mangiare tutti insieme a casa, magari invitando amici e parenti per svagarsi.

La risposta è no, e a ribadirlo è stato proprio il Ministero dell’Interno, dato che questo è uno dei dubbi più diffusi tra gli italiani. La ragione risiede nel fatto che stare in gruppo a casa non protegge dal rischio di contrarre il virus, anzi può compromettere la salute dei soggetti più deboli, come i nostri nonni. In altre parole, almeno fino al 13 aprile, sono vietati i pranzi domenicali in famiglia.

“Posso andare a mangiare dai parenti?”: la risposta è no

Contro l’emergenza coronavirus l’unica misura veramente efficace è ridurre al minimo indispensabile i contatti diretti e ravvicinati con le altre persone, sia estranee che della nostra famiglia. Bisogna stare a casa il più possibile, prediligere lo smart working ed uscire solo per commissioni urgenti e necessarie, come fare la spesa e andare in farmacia. Le direttive ministeriali però sono generiche e di ampia portata, per questo spesso nascono dei dubbi su cosa si può fare e cosa è vietato. Uscire per andare da parenti e amici per mangiare tutti insieme è assolutamente vietato, anche se la cena o il pranzo si svolge all’interno delle mura domestiche.

Il secco no da parte del Ministero è dovuto al fatto che le misure di prevenzione e di sicurezza contro la diffusione del virus impongono di uscire solo per motivi di salute, lavoro o di necessità (quindi per comprare beni/prodotti di prima necessità o svolgere commissioni essenziali); in tutti gli altri casi non sono consentiti spostamenti, né all’interno del Comune di residenza né altrove.

Chi è legato al tipico pranzo domenicale con la famiglia allargata, quindi, dovrà rinunciarvi. Stessa cosa vale per feste, aperitivi e cene a casa di amici, anche se in poche persone. Tutti questi comportamenti non solo violano il senso del decreto - si rischia la multa da 400 a 3000 euro con possibilità di aumento se il fatto è commesso in automobile.

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