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di Glauco Maggi

A Portland, in Oregon, impazza il crimine e si dileguano i poliziotti

Glauco Maggi

10 agosto 2021

A Portland, in Oregon, impazza il crimine e si dileguano i poliziotti

Un viaggio a Portland, Oregon, dove la memoria dell’anno horribilis delle proteste violente dei gruppi radicali è ancora lì. Aumenta il crimine e si dileguano i poliziotti.

Il primo luglio, durante il mio recente viaggio alla scoperta dell’“altra America” per conto dell’Istituto Culturale Italiano di New York, ero a Portland, Oregon. La memoria dell’«anno horribilis» delle proteste violente dei gruppi radicali era ancora lì, visibile e triste. Monito e minaccia. Vergogna e paura. Attorno al quartiere cittadino della Apple, un intero isolato al 450 SW Yamhill Street, c’era una cancellata metallica presidiata da guardie private.

In tutta downtown, le vetrine e gli ingressi degli alberghi, delle banche, dei negozi griffati erano una sola teoria di tavole di legno, alcune usate da lavagne per graffiti di denuncia e rabbia, tutte le altre in bianco, o in nero, scampoli di un cantiere provvisorio. Provvisorio? Forse.

Non so se da allora i titolari dei business del centro hanno rimosso le protezioni brutte e indispensabili contro la criminalità politica. Ma scommetterei di no. I cortei, con i saccheggi in coda, sono sempre in agguato, scatenati da episodi che i vandali di BLM e Antifa ritengono degni d’essere “protestati”.

Costante, certa più che prevedibile, è invece la criminalità comune, quella delle gang. Le due calamità metropolitane, oggettivamente entrambe nemiche della pacifica vita dei cittadini, convergono di fatto su un tema specifico, la polizia e il suo ruolo di difesa dell’ordine e della legge. Mentre i banditi di strada sono ovvi e diretti nemici degli agenti, i politici di sinistra “fiancheggiano”.

Il problema della criminalità negli Stati Uniti

Infatti, hanno abbracciato la tesi detta “defund the police”, “togli i fondi alla polizia”. Con ciò sono diventati compagni più o meno espliciti, sul piano ideologico, dei militanti violenti. Sul terreno pratico, la conseguenza scontata è che la lotta al crimine si è fatta assai più ardua.

E Portland, appunto, è il caso di scuola. Il tasso degli omicidi è in aumento, parallelo a quello delle sparatorie. Nel 2019 ce ne sono state 389 (fonte: Portland Police Bureau) . Nel 2020 sono balzate a quasi 900. Quest’anno, a maggio erano già 453 e di questo passo supereranno quota 1000 a fine anno.

Il dramma è che i leader Democratici, dopo tanta retorica anti-polizia, non riescono a riempire i ranghi del reparto cruciale per la protezione della gente. In maggio erano stati annunciati i bandi per 14 posizioni del “Team per la riduzione della violenza armata”, la nuova versione della squadra sciolta un anno fa sull’onda delle proteste contro le ingiustizie razziali, e riformata oggi con la modifica delle pratiche operative, rese più “sensibili” e politicamente corrette. Un tempo erano le qualifiche più ambite nel dipartimento, ma ora soltanto 4 agenti hanno fatto richiesta di entrare nel team di élite.

Il perché lo ha spiegato il capo del sindacato dei poliziotti di Portland, Daryl Turner, sul WSJ del 3 agosto: "Ti demonizzano e ti offendono, e poi ti vogliono mettere in una unità dove sarai sotto un microscopio ancora più severo”, ha detto riferendosi ai rischi sempre maggiori che oggi gli agenti corrono di finire sotto inchiesta interna per ogni loro azione.

E con la certezza di essere criticati dalla stampa, dagli attivisti, e dai politici da cui dipendono. Infatti, in America, della pubblica sicurezza nelle città è interamente responsabile il sindaco, che nomina il capo del dipartimento di polizia, e che firma le leggi, votate dall’assemblea dei consiglieri municipali, sui finanziamenti e sulle regole di gestione e di ingaggio.

Il tasso degli omicidi è cresciuto del 24% nel primo trimestre del 2021 rispetto ai primi tre mesi del 2020, in un campione di 32 grandi città americane, secondo il Council on Criminal Justice, pensatoio dedicato alle politiche della giustizia criminale. A livello nazionale siamo lontani ancora dai livelli record di crisi degli Anni Novanta, ma con i 53 omicidi di quest’anno Portland è avviata invece a battere il record di sempre per la città, che fu di 70 assassinii nel 1987.

Il fatto che tra i poliziotti di Portland, da qualche anno, sia calato il morale, non è purtroppo un fenomeno unico. I pensionamenti anticipati e le dimissioni stanno aumentando in generale nel personale di sicurezza in tutta America, poiché è diffusa la campagna di criminalizzazione degli agenti da parte della sinistra radicale.

Ridicola, se non fosse sull’aspetto delicato della sicurezza della gente, è la faccia tosta con la quale, in molte delle città ad alta criminalità, tutte rette dai Democratici anti-polizia, gli stessi sindaci aumentano in dollari e organici il proprio personale di scorta. La rivista Forbes, grazie alla legge che prescrive la trasparenza degli atti amministrativi, ha ottenuto da una ventina di amministrazioni locali le spese messe a bilancio. Ecco qualche esempio.

San Francisco ha speso 12,4 milioni di dollari tra il 2015 e il 2020 per proteggere il sindaco London Breed. Da 1,7 milioni cinque anni fa, il costo della scorta è salito a 2,6 milioni nel 2020.

Baltimora ha tagliato 22 milioni di dollari dal suo budget di polizia nel 2020, ma ha speso senza problemi 3,6 milioni di dollari per 14 agenti per proteggere il sindaco Brandon Scott, l’avvocato dello Stato Marilyn Mosby e il commissario di polizia Michael Harrison.

A Chicago, anche se il sindaco Lori Lightfoot sostiene di essere contro il “defund”, l’anno scorso sono stati tagliati 400 posizioni nella polizia. Il costo delle scorte del sindaco, in compenso, ha raggiunto nel 2020 il massimo storico di 3,4 milioni per 22 agenti. La città aveva speso 2,8 milioni per 17 poliziotti nel 2019; 2,8 milioni per 16 nel 2018; 2,7 milioni per 20 nel 2017; e 2,9 milioni per 16 nel 2016.

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Glauco Maggi

Giornalista dal 1978, vive a New York dal 2000 ed è l'occhio e la penna italiana in fatto di politica, finanza ed economia americana per varie testate nazionali

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