Perché Pier Ferdinando Casini può diventare il prossimo Presidente della Repubblica

Alessandro Cipolla

15 Dicembre 2021 - 13:47

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Tra gli aspiranti candidati per il Quirinale, chi da tempo starebbe lavorando sotto traccia a una sua elezione a Presidente della Repubblica sarebbe Pier Ferdinando Casini: è lui il grande favorito?

Perché Pier Ferdinando Casini può diventare il prossimo Presidente della Repubblica

Pier Ferdinando Casini potrebbe diventare il prossimo Presidente della Repubblica. Scongiuri dell’interessato a parte, sono molti gli indizi che farebbero pensare a una possibile ascesa al Colle da parte del decano dei parlamentari italiani.

In attesa di sapere quando ci sarà la votazione, l’ufficialità della data dovrebbe arrivare a giorni con l’ultima ipotesi che è quella del 24 gennaio, sono diversi i nomi papabili in questa corsa per il Quirinale.

Oltre a Pier Ferdinando Casini che da mesi si sarebbe trincerato dietro a un assoluto silenzio per non rischiare di essere “bruciato”, in ballo ci sarebbero anche Mario Draghi, Silvio Berlusconi, Paolo Gentiloni e Marta Cartabia.

Non mancano poi i possibili outsider come Luciano Violante, Paola Severino e Marcello Pera, senza dimenticare l’ipotesi di un secondo mandato per Sergio Mattarella anche se l’attuale Presidente della Repubblica finora ha sempre ribadito di non essere interessato a un bis.

Ci sono però due convitati di pietra in questa partita per il Colle: la pandemia in corso che non accenna ad affievolirsi e le elezioni politiche, visto che la nomina del prossimo Capo dello Stato potrebbe avere inevitabili ripercussioni sulla tenuta del Governo.

Pier Ferdinando Casini: sarà lui il Presidente della Repubblica?

Quando si parla dell’elezione del Presidente della Repubblica in Italia bisogna sempre ben tenere presente le immancabili trame machiavelliche per quello che, non a caso, è stato ribattezzato come il Romanzo Quirinale.

Questa volta però sarà diverso perché alle inevitabili logiche politiche, si andranno a intrecciare quelle sanitarie e quelle di sopravvivenza visto che, gran parte degli attuali parlamentari, difficilmente saranno confermati nella prossima legislatura.

Al momento nessuno dei partiti sembrerebbe avere il pieno controllo dei propri gruppi: visto il voto segreto, la presenza degli immancabili franchi tiratori appare scontata. C’è poi da considerare i tantissimi parlamentari che formano il corpaccione del Gruppo Misto, autentiche mine vaganti difficilmente incasellabili.

In questo scenario quante sono le possibilità di Pier Ferdinando Casini di poter diventare il prossimo Presidente della Repubblica? Il senatore non è tra i più chiacchierati e questo potrebbe essere un punto a suo favore.

Finora l’unico a essere uscito allo scoperto è Silvio Berlusconi ma, nelle ultime settimane, tutti i giornali hanno parlato di un Mario Draghi che si sarebbe convinto a giocarsi le sue carte per il Quirinale.

Berlusconi però è una figura troppo divisiva per essere digerita dalla maggioranza del Parlamento e dall’opinione pubblica, mentre Draghi potrebbe avere non poche difficoltà a “svincolarsi” da Palazzo Chigi.

Dopo una serie di Presidenti della Repubblica vicini al centrosinistra, nel 2022 invece potrebbe essere la volta di una figura proveniente dal centrodestra. In quest’ottica quello di Casini, nonostante sia stato eletto nella coalizione del PD, sarebbe un identikit perfetto in quanto da tutti percepito come un profilo assolutamente bipartisan.

Si vocifera che la figura dell’ex Presidente della Camera sia gradita anche a Matteo Renzi: il leader di Italia Viva che viene dato come molto attivo nel dialogo con Matteo Salvini, potrebbe essere decisivo con i suoi parlamentari per l’esito del voto.

Quando dalla quarta chiamata in poi basterà la maggioranza assoluta per eleggere il Presidente della Repubblica, ecco che Pier Ferdinando Casini potrebbe entrare in gioco raccogliendo i consensi della parte più moderata del centrodestra e del centrosinistra.

Difficile però al momento prevedere quello che potrà accadere tra un mese: nel frattempo Casini continua nella sua strategia del basso profilo, senza dubbio la migliore quando in ballo c’è il voto per il Quirinale.

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