Il piano del governo Conte per arrivare a fine legislatura nel 2023

A Palazzo Chigi il premier Conte ha riunito i leader dei partiti di governo: patto di legislatura per arrivare al 2023, con un programma di riforme per cercare di compattare la maggioranza e blindare di fatto l’esecutivo anche se Renzi sembrerebbe spingere sempre per un rimpasto.

Il piano del governo Conte per arrivare a fine legislatura nel 2023

Un mese di tempo per ridefinire il piano di governo e andare avanti fino al 2023, scadenza naturale di questa legislatura. Questo è l’obiettivo che si sono dati i giallorossi, anche se non sarà facile tramutare le buone intenzioni in fatti.

Dopo le richieste arrivate nelle scorse settimane, Giuseppe Conte appena licenziato l’ultimo DPCM ha riunito a Palazzo Chigi i leader dei partiti della sua maggioranza: Nicola Zingaretti, Vito Crimi, Matteo Renzi e Roberto Speranza.

Un vertice che avrebbe dato i suoi frutti, anche se Matteo Renzi ca va sans dire è stato il più cauto nelle dichiarazioni fatte una volta usciti dall’incontro. Il confronto tanto auspicato però c’è stato e, soprattutto, è stata delineata una strategia per superare i malcontenti all’interno dei giallorossi.

L’obiettivo è quello di arrivare al 2023, anche se non sarà facile fare progetti a lungo termine vista la pandemia in corso e la debolezza del Movimento 5 Stelle, azionista di maggioranza di questo governo che si appresta a concludere i suoi Stati Generali dove non è da escludere anche una clamorosa scissione.

Governo Conte: come arrivare al 2023

In un momento così complesso vista l’emergenza Covid, alla fine Giuseppe Conte è riuscito a trovare il tempo per ospitare nel suo appartamento a Palazzo Chigi il tanto invocato vertice di governo con i leader della sua maggioranza.

Soddisfatti al termine dell’incontro Nicola Zingaretti e Vito Crimi, tanto che il segretario del Partito Democratico si è sbilanciato fino a parlare di un “patto di legislatura che vada oltre il Covid”, mentre il reggente dei 5 Stelle ha sentenziato che “arriveremo uniti fino alla fine della legislatura”.

Ma cosa si è deciso in questo vertice? Niente di concreto, ma soltanto la definizione di quello che sarà il percorso della maggioranza, con la nascita di due tavoli che avranno un mese di tempo per trovare la quadra.

Il primo tavolo vedrà la presenza dei capigruppo dei partiti della maggioranza e avrà il compito, non semplice, di delineare quelli che saranno i progetti di riforma da portare avanti rivedendo al tempo stesso il programma di governo.

Il secondo tavolo invece vedrà di volta in volta la presenza di delegati diversi dei quattro partiti, allo scopo di delineare gli interventi da mettere in pratica subito per fronteggiare la crisi economica e sociale dovuta al coronavirus.

Il più scettico di tutti è ancora una volta Matteo Renzi, che ha spiegato come “entro fine mese si capirà se ci sono i presupposti per questo patto”. Il leader di Italia Viva avrebbe insistito sulla necessità di un cambio di passo e sulla sostituzione di alcuni ministri.

Un rimpasto però non sembrerebbe essere all’orizzonte, ma l’interrogativo maggiore riguarda la capacità dei giallorossi in questo mese di tempo di arrivare a una fumata bianca nei due tavoli di confronto: l’obiettivo comune è quello di arrivare al 2023, anche se in piena emergenza Covid e in sessione di bilancio non sarà facile mettere d’accordo i quattro partiti della maggioranza.

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