Petrolio sotto 60$ fa a pezzi molte valute. Ecco le 4 monete più correlate all’oro nero

Nicola D’Antuono

12 Dicembre 2014 - 08:33

Il petrolio scende sotto 60$ e continua a spingere al ribasso anche le valute più correlate al suo andamento. Scopriamo le 4 monete più colpite dal crollo dell’oro nero

Petrolio sotto 60$ fa a pezzi molte valute. Ecco le 4 monete più correlate all’oro nero

La costante discesa dei prezzi del greggio sui mercati internazionali sta mettendo in ginocchio diverse valute di paesi molto dipendenti dalle entrate petrolifere. Il petrolio Wti è sceso fin sotto 60$ al barile durante la sessione asiatica, aggiornando i minimi dal 2009 e facendo aumentare sempre più la volatilità sui mercati finanziari.

Il crollo dell’oro nero non dispiace per ora ai principali paesi produttori dell’Opec, Arabia Saudita e Kuwait su tutti, che continuano a praticare forti sconti di listino ai clienti asiatici e che non hanno alcuna intenzione di fare pressioni nel cartello per tagliare l’output, che attualmente ha un tetto di 30 milioni di barili al giorno.

Riyadh ha dichiarato guerra ai concorrenti più pericolosi, ovvero la Russia e i produttori americani di shale oil, e vede nell’attuale forte discesa delle quotazioni del greggio un’opportunità per metterli fuori gioco una volta per tutte. I bilanci di molti paesi eccessivamente dipendenti dalle entrate petrolifere sono già in forte affanno e c’è già chi rischia seriamente il crack (Venezuela).

Sul forex alcune valute stanno registrando significativi ribassi già da diverse settimane, considerando che il Light Crude Oil quotato al Nymex di New York è passato da area 107,7$ di metà giugno scorso a poco meno di 59$ al barile per un deprezzamento complessivo che si aggira intorno all’80%. Le monete più colpite dal crollo del petrolio sono quattro. Si tratta del rublo russo, della corona norvegese, del dollaro canadese e del peso messicano.

Il rublo è la valuta più venduta in assoluto, complice anche la crisi geopolitica tra Mosca e l’Occidente. Negli ultimi dodici mesi la divisa russa ha perso più del 70% nei confronti del biglietto verde. Stamattina il cambio dollaro/rublo ha aggiornato i massimi storici appena sotto quota 57. Non se la passa bene nemmeno la corona norvegese, che questa mattina ha toccato il valore più basso degli ultimi 11 anni sul dollaro.

Fino a qualche anno fa la valuta di Oslo veniva considerata un asset rifugio e una moneta pregiata, oggi si riscopre troppo vulnerabile alle oscillazioni dell’oro neo. La Norges Bank è già corsa ai ripari tagliando i tassi di interesse all’1,25%. Negli ultimi dodici mesi il cambio dollaro/corona, il cosiddetto Nokkie, ha guadagnato il 20%. Giù anche il peso messicano, ai minimi dal 2009 sul greenback.

Il tasso di cambio dollaro/peso è salito in area 14,80, guadagnando quasi il 10% nell’ultimo mese. Il paese centroamericano ha una importante attività petrolifera nel Golfo del Messico e risente molto della discesa dei prezzi del greggio. Infine il dollaro canadese, che è comunque la valuta più solida tra le quattro viste finora. La divisa di Ottawa è ai minimi dall’estate del 2009 sul dollaro, con il Loonie approdato oggi in area 1,1550 (+8% nel secondo semestre dell’anno).