Sono diversi i fattori macroeconomici che fanno pensare a una debacle del greggio da qui a qualche mese. Tuttavia, l’analisi tecnica indica la possibilità di un’inversione del trend
L’OPEC, dopo aver abbassato le stime dei prezzi, ha annunciato di aver rivisto al ribasso anche le previsioni sulla domanda di petrolio nel 2016, a seguito della pesante crisi di alcuni mercati emergenti. Le richieste di greggio saranno sempre più basse, a causa del forte rallentamento economico in Cina e negli altri BRIC, a fronte di un surplus di offerta notevole. Quest’anno, però, la domanda dovrebbe essere più alta del previsto, in quanto Europa e Stati Uniti stanno cercando di incrementare l’import di greggio approfittando dei bassi prezzi.
Il cartello dei principali paesi produttori di “oro nero” ha così rivisto le stime sulla domanda per il prossimo anno, abbassandole di 50mila barili al giorno a 1,29 milioni. L’OPEC ha dichiarato di essere soddisfatta della propria capacità di mantenere invariato l’output con prezzi in ribasso, in virtù della possibilità di alcuni paesi dell’organizzazione (come Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Kuwait) di sostenere prezzi del greggio molto bassi avendo un break even point tra i 10$ e i 15$ al barile. I produttori russi e americani, invece, stanno soffrendo il crollo delle quotazioni, visto che il loro punto di pareggio si aggira intorno ai 40$ al barile.
Nonostante il taglio delle stime sui prezzi e la domanda da parte dell’OPEC, la previsione shock di 20$ al barile di Goldman Sachs, l’eccezionale surplus di offerta e il super trend ribassista in atto, nel medio-lungo periodo il petrolio potrebbe registrare un’inversione della tendenza. Questa possibilità viene indicata dall’analisi tecnica. Infatti, se si osserva il grafico mensile del future sul Petrolio Wti, si può notare come si sia formato un segnale long di price action su base monthly (la pin candle, ndr) su una zona di supporto chiave di lungo termine posta a 38$ al barile. Ora, in caso di breakout rialzista di 50$, il greggio americano potrebbe salire fino a 63$ prima e 70$ poi, recuperando buona parte delle perdite accumulate nell’ultimo anno e mezzo.