Petrolio: OPEC non taglia la produzione e i prezzi crollano sui minimi a 4 anni

Nicola D’Antuono

28 Novembre 2014 - 06:55

Nessun taglio all’output di greggio da parte dell’OPEC e così i prezzi crollano vistosamente sui minimi da oltre 4 anni. Il Brent cede quasi il 7% a 72$ al barile

Petrolio: OPEC non taglia la produzione e i prezzi crollano sui minimi a 4 anni

C’era grande attesa per il meeting di ieri dell’OPEC, l’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio, che doveva esprimersi sulla possibilità di tagliare la produzione giornaliera di greggio per risollevare le quotazioni dopo alcuni mesi caratterizzati da violenti ribassi. A Vienna il cartello - che detiene quasi l’80% delle riserve mondiali di greggio e che esporta quasi la metà del petrolio a livello globale – ha deciso di lasciare il tetto massimo dell’offerta a 30 milioni di barili al giorno.

La spunta, dunque, l’Arabia Saudita, il più grande esportatore di greggio al mondo, che qualche giorno fa aveva già espresso la propria opinione attraverso le parole del proprio ministro del petrolio Ali Naimi. Quest’ultimo aveva affermato che il taglio dell’output non era necessario e che alla fine i prezzi si sarebbero stabilizzati da soli. Altri paesi volevano invece il taglio dell’offerta, in particolare Venezuela e Iran. Chi ne esce realmente sconfitta da tutto ciò è la Russia, sebbene non appartenga al cartello.

Mosca è il principale produttore di greggio al mondo al di fuori dell’OPEC e sta soffrendo tantissimo il crollo delle quotazioni. Inoltre, secondo gli esperti del settore, il costante calo dei prezzi sui mercati internazionali rischia di far uscire dal mercato diversi giacimenti di shale gas negli Stati Uniti. La decisione dell’OPEC di lasciare inalterata la produzione ha sancito un nuovo sell-off dei prezzi del petrolio. Al Nymex il petrolio Wti ha perso il 6,3%, toccando il minimo più basso da maggio 2010 a 67,75$ al barile.

Il greggio americano ha chiuso la seduta di ieri poco sopra 69$, ma stanotte sui mercati asiatici sono proseguite le vendite tanto che anche per la sessione odierna sono attesi nuovi minimi. Dai top di area 107,70$ di giugno scorso, il petrolio Wti è arrivato a perdere quasi il 60% del proprio valore. La perdita del supporto di lungo periodo di 75$ dovrebbe favorire pesanti ribassi, forse anche fino a 50$ al barile nel giro di pochi mesi. E’ sell-off anche sul petrolio Brent, che ieri ha perso quasi il 7%. La quotazione è scesa sui minimi da agosto 2010 a 72,25$ al barile.