Perché si parla di un terzo governo Conte? I piani di Renzi e l’ombra di Draghi

Alessandro Cipolla

2 Dicembre 2020 - 14:32

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Si fanno sempre più insistenti le voci di un possibile rimpasto di governo che porterebbe alla nascita di un Conte-ter: tra i più attivi ci sarebbe Matteo Renzi, con il premier che alla fine potrebbe cedere per smontare così le velleità di chi vorrebbe un cambio di inquilino a Palazzo Chigi e l’arrivo di Mario Draghi.

Perché si parla di un terzo governo Conte? I piani di Renzi e l'ombra di Draghi

Giuseppe Conte a breve potrebbe trovarsi di fronte a una sorta di bivio, con ogni manovra politica che al momento è comunque rimandata al nuovo anno quando, si spera, che la situazione sanitaria in Italia sia migliore dell’attuale.

In un articolo dell’Huffington Post, a Matteo Renzi viene infatti attribuita questa uscita: “Alla fine di questa storia o c’è il Conte-ter o il Draghi 1, vedrete. Per questo Conte metterà mano alla squadra”.

In sostanza, stando alle parole attribuite a Renzi l’unico modo che avrebbe Conte per mettere a tacere i vari malumori nella sua maggioranza sarebbe fare un rimpasto di governo, per esorcizzare una volta per tutte l’ipotesi Draghi.

Nei giorni scorsi a riguardo si era parlato di un Matteo Renzi che sarebbe pronto a subentrare nella squadra di governo, nelle vesti di ministro della Difesa (con vista Nato) oppure degli Affari Europei, un modo quest’ultimo per entrare così nella cabina di regia del Recovery Fund.

Un Conte-ter e il ruolo di Renzi

Paradossalmente, nonostante la pandemia le maggiori spine per Giuseppe Conte al momento non sembrerebbero riguardare, direttamente, la gestione della crisi sanitaria legata al coronavirus.

Se il Movimento 5 Stelle non dovesse votare compatto a favore del via libera alla riforma del MES, il prossimo 9 dicembre il governo rischia di non avere i numeri al Senato per portare in Europa l’ok dell’Italia alla modifica del Salva-Stati.

Sul Recovery Fund invece al momento sembrerebbe regnare il caos, con la presentazione del piano dei progetti da finanziare rinviata di un mese e le liti sul chi dovrà gestire i 209 miliardi in arrivo da Bruxelles.

Il recente avvicinamento di Forza Italia alla maggioranza ha scatenato poi la fantasia di possibili nuovi scenari politici, anche se l’abiura alla riforma del MES da parte degli azzurri fa capire come Silvio Berlusconi al momento non abbia nessuna intenzione di rompere con Matteo Salvini.

Con il nome di Mario Draghi continuamente tirato in ballo, probabilmente anche a insaputa del diretto interessato, per blindare il suo posto a Giuseppe Conte potrebbe non bastare accontentare i partiti della sua maggioranza allargando la cabina di regia del Recovery Fund.

Un rimpasto di governo sarebbe così utile per placare i vari mal di pancia, con Matteo Renzi che a quel punto potrebbe entrare nell’esecutivo come ministro, ma si parla pure di una possibilità di rispolverare la figura dei due vicepremier.

Conte però è ben conscio che, nel caso di un rimpasto di governo con il cambio di più di un ministro, si andrebbe a esporre alle autentiche Forche Caudine del Senato, visto che a quel punto servirebbe un voto di fiducia pieno di insidie per il suo terzo esecutivo.

Alla fine Giuseppe Conte però potrebbe decidere di andare avanti ignorando i vari malumori, forte del fatto che in realtà non esiste al momento un’alternativa concreta al suo governo: pur di evitare le urne, il sentore è che tutti i vari cani che al momento abbaiano alla fine non morderanno.

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