Le prospettive economiche divergenti tra Stati Uniti ed Eurozona, insieme a politiche monetarie differenti, indicano una possibile debolezza dell’euro rispetto al dollaro.
Nel 2025, il cambio EUR/USD potrebbe continuare a deprezzarsi? Questa ipotesi non è da escludere. Ma perché il dollaro USA ha registrato guadagni significativi nel 2024 mentre l’euro è rimasto più debole? E quali scenari sono realistici per il nuovo anno?
Il dollaro mangerà quote di mercato all’euro?
La divergenza tra le economie di Stati Uniti ed Eurozona nel 2025 potrebbe portare a un significativo indebolimento dell’euro rispetto al dollaro.
Le previsioni di crescita indicano un’economia statunitense ancora solida, con Goldman Sachs che stima un aumento del PIL del 2,4%, superiore al consenso del 2%. Questo slancio è sostenuto da consumi resilienti, investimenti aziendali stabili e un’inflazione che seppur in fase di rientro, resta ancora sopra il target della banca centrale USA.
In questo contesto, la Federal Reserve sembra essere pronta per procedere a solo due dei tagli dei tassi preannunciati nel corso dell’anno, mantenendo un atteggiamento molto prudente. Di conseguenza, i rendimenti dei titoli di Stato americani restano elevati, in quanto il mercato non si aspetta interventi significativi sulla politica monetaria. Ma rendimenti elevati catturano più facilmente l’attenzione degli investitori esteri, e questo rende il dollaro ancora più attraente.
L’Eurozona in difficoltà
A differenza degli Stati Uniti, l’Eurozona si trova in una situazione più fragile. Le proiezioni di crescita per il PIL del 2025 indicano un aumento dell’1,2%, ben al di sotto delle prospettive americane. Il rischio recessione resta elevato, aggravato dalla forte esposizione commerciale con la Cina e dalla minaccia di nuovi dazi da parte dell’amministrazione Trump.
Un’eventuale imposizione di barriere doganali sui prodotti europei potrebbe danneggiare significativamente alcuni settori chiave dell’economia, riducendo le esportazioni e aumentando l’incertezza finanziaria. La Banca Centrale Europea ha assunto un approccio più espansivo rispetto alla Federal Reserve, con una politica monetaria accomodante e tassi d’interesse più bassi, rendendo gli investimenti denominati in euro meno attraenti rispetto a quelli in dollari. Questa condizione potrebbe spingere i capitali verso mercati con rendimenti più elevati, determinando una crescente domanda di dollari e una conseguente diminuzione dell’interesse per l’euro.
Impatto sul cambio EUR/USD
L’andamento del cambio EUR/USD risentirebbe direttamente di queste dinamiche. Un ulteriore indebolimento dell’euro potrebbe ridurre il potere d’acquisto degli investitori europei, rendendo più costosi gli investimenti in dollari e incidendo negativamente sulle aziende che dipendono dalle importazioni. Sebbene alcuni paesi stiano cercando di ridurre la loro dipendenza dal dollaro attraverso iniziative di de-dollarizzazione, nel breve termine il biglietto verde mantiene il suo ruolo dominante nei mercati finanziari globali.
L’eventuale aumento dei dazi commerciali potrebbe addirittura rafforzare il dollaro, poiché gli investitori tenderebbero a cercare rifugio in asset considerati sicuri. Il blocco BRICS potrebbe consolidarsi nel tentativo di contrastare l’egemonia del dollaro, ma questi processi richiedono tempo e difficilmente modificheranno in modo significativo il mercato valutario nel 2025.
EUR/USD, 1W
Grafico a candele settimanali di EUR/USD. Fonte: baha.com