Pensioni più alte da gennaio 2022: è tutto vero?

Simone Micocci

28 Maggio 2021 - 15:35

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Aumento delle pensioni dal 1° gennaio 2022, rivalutazione più favorevole rispetto al passato. Ma Covid e Governo Draghi potrebbero interferire.

Pensioni più alte da gennaio 2022: è tutto vero?

Le pensioni potrebbero aumentare dal 1° gennaio 2022 e ci riferiamo a tutti gli assegni, anche a quelli che sono già in liquidazione. Il condizionale, però, è d’obbligo in questi casi: è vero, infatti, che è la legge stessa a prevedere un aumento delle pensioni dal prossimo anno, ma ci sono comunque diverse variabili da prendere in considerazione. Una di queste riguarda le decisioni che potrebbe prendere la politica, come pure ci sono da considerare le conseguenze del Covid.

Ma di cosa stiamo parlando? Per quale motivo dal prossimo anno le pensioni potrebbero aumentare? Tutto dipende dalla rivalutazione degli assegni, il meccanismo con cui ogni anno le pensioni vengono adeguate in base all’andamento dell’inflazione così da non farne perdere il potere d’acquisto.

Ebbene, dal 1° gennaio 2022 dovrebbe cambiare il meccanismo di perequazione delle pensioni, in quanto la legge prevede l’entrata in vigore di un sistema di calcolo più favorevole per gli assegni d’importo medio alto.

Ci saranno differenze rispetto agli anni scorsi, quando per risparmiare sulle pensioni venne introdotto un sistema di rivalutazione che svantaggia coloro che hanno un assegno d’importo superiore ai 2.000€ (lordi).

Aumento delle pensioni dal 2022: ecco perché

I sindacati si sono sempre lamentati per la decisione dei vari Governi di tagliare le percentuali di rivalutazione sopra un certo importo. Nel dettaglio, è stato deciso che sopra una certa soglia la rivalutazione non è piena ma solamente parziale.

Cosa succede dunque ogni anno? L’Istat indica il tasso di rivalutazione, in base all’andamento dell’indice dei prezzi: questa percentuale si applica in misura piena agli assegni sotto una certa soglia, mentre per quelli d’importo più elevato solamente una parte.

Nel dettaglio, il meccanismo di rivalutazione in vigore fino al 31 dicembre di quest’anno, prevede che il tasso si applichi tenendo conto delle seguenti percentuali:

  • 100% per i trattamenti che hanno un importo inferiore alle quattro volte il trattamento minimo;
  • 77% per gli importi compresi tra le quattro e le cinque volte il minimo;
  • 52% tra le cinque e le sei volte il trattamento minimo;
  • 47% tra le sei e le otto volte il minimo;
  • 45% tra le otto e le nove volte il minimo;
  • 40% sopra le nove volte il minimo.

Oggi il trattamento minimo ha un importo pari a 515,58 euro; solamente per gli assegni d’importo inferiore ai 2.062,32€ (lordi), quindi, si applica una rivalutazione piena, mentre più si sale e più l’adeguamento avviene in forma parziale.

Questo meccanismo, modificato nel 2019 e poi dalle ultime Leggi di Bilancio, è destinato a finire in archivio. Da normativa, infatti, dal 1° gennaio 2022 ne dovrebbe entrare in vigore un altro - in realtà si tratterebbe di un ricorso in quanto descritto dalla legge 388/2000 - il quale prevede:

  • perequazione piena (100%) sotto le quattro volte il trattamento minimo;
  • perequazione al 90% tra le quattro e le cinque volte il minimo;
  • perequazione al 75% sopra le cinque volte il minimo.

Confrontando i due sistemi è subito chiaro il vantaggio offerto da quest’ultimo: chi, ad esempio, ha una pensione compresa tra i 2.000€ e i 2.500€ (circa) lordi godrà di una perequazione pari al 90% del tasso di rivalutazione anziché del 77% come negli anni scorsi.

Tuttavia, ci sono dei “però” da considerare.

Aumento delle pensioni dal 2022: è tutto vero?

Con la Legge di Bilancio del 2021 è stato confermato che dal 1° gennaio 2022 tornerà in vigore il suddetto sistema, con le pensioni quindi che godranno di un aumento più favorevole rispetto agli anni scorsi.

Tuttavia, non è da escludere un nuovo intervento da parte della politica a ritardare ulteriormente l’entrata in vigore di questo sistema di rivalutazione. Ad esempio, una tale decisione potrebbe essere presa in Legge di Bilancio, così da risparmiare ancora sulle pensioni. È una possibilità, non una certezza.

Altro ostacolo che potrebbe impedire l’aumento delle pensioni dal 1° gennaio 2022 è il Covid. Anche se dovesse entrare in vigore il nuovo sistema di rivalutazione, infatti, non è detto che ci sarà stata una variazione dell’inflazione tale da giustificare un adeguamento degli importi.

D’altronde nel 2021 non c’è stata alcuna variazione, causa stagnazione dei prezzi causata dalla pandemia e non è da escludere che la storia si ripeta quest’anno.

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