Pensioni, novità: Boeri boccia l’Ape e presenta i dati dell’Inps

Tito Boeri, presidente dell’Inps, si è espresso sulla riforma delle pensioni, sull’Ape e sulla Legge Fornero. I dati annuali dell’Inps sono stati presentati e Boeri ha avanzato delle proposte per i problemi attuali. Vediamo insieme le soluzioni.

La riforma delle pensioni dovrà essere inserita nella prossima Legge di Stabilità 2017 e per tale ragione devono essere messi a punto tutti i problemi che sono stati evidenziati nei mesi scorsi. A parlare al riguardo è lo stesso Tito Boeri, presidente dell’Inps, che sottolinea i problemi della riforma.
Primo scoglio il piano per il pensionamento anticipato, il così detto Ape. La proposta del Governo per aumentare la flessibilità in uscita infatti non solo non piace a nessuno dei sindacati, ma comporta anche delle decurtazioni pesanti sull’assegno pensionistici.

Boeri si è più volte espresso sulla riforma delle pensioni e soprattutto sul piano Ape, che a dire il vero non convince troppo neanche al presidente dell’Inps. Le possibilità che la pensione venga dimezzata a causa della restituzione del prestito infatti sono sempre più alte e il prestito pensionistico ha dei costi troppo elevati per la maggior parte dei lavoratori. Il piano Ape, secondo Boeri, non è la giusta strada da percorrere, dal momento che penalizzerebbe a vita gli assegni dei nuovi pensionati e non comporterebbe alcun vantaggio per il lavoratore.

A più riprese i sindacati hanno chiesto di attuare una revisione della Legge Fornero e di rivalutare i criteri per il pensionamento, ma al momento non sembra questa la strada che vuole percorrere il Governo. Sebbene il Ministro Poletti, durante il Festival del Lavoro, ha affermato che il Governo sta prendendo in esame la proposta di revisione, al momento non ci sono indiscrezioni al riguardo.

Boeri invece sulla riforma pensioni ha dato un quadro chiaro della situazione ed ha spiegato alcuni punti oscuri della riforma e del piano Ape in generale. Cosa ha dichiarato Tito Boeri? Quali sono le soluzioni possibili per la riforma delle pensioni? Vediamo insieme tutte le novità del giorno sulla riforma e le possibili manovre correttive che si potrebbero attuare per revisionare piano Ape e Legge Fornero.

Pensioni, novità: Boeri spiega il rapporto annuale dell’Inps

Tito Boeri, presidente dell’Inps, si è espresso sul piano Ape e sulla flessibilità in uscita. Il problema della proposta del Governo la decurtazione che esso avrebbe sull’assegno pensionistico, che penalizzerebbe a vita i pensionati. Il presidente dell’Inps nel rapporto annuale presenta al Governo le problematiche che si hanno al momento in Italia e che riguardano anche le manovre future sulle pensioni.

Il problema maggiore del nostro Paese è l’aumento degli anziani non autosufficienti, che comportano costi elevati per il mantenimento dell’indennità di accompagno (512 euro al mese) e che hanno cure per la degenza molto costose. La situazione non è destinata a migliorare al momento, anzi Boeri afferma che “nei prossimi 60 anni il numero di persone con più di 80 anni è destinato a triplicarsi. Le generazioni maggiormente a rischio di non autosufficienza passeranno da un quinto a un terzo della popolazione italiana”.

Tutto questo comporta un peso per la “generazione sandwich”, ossia la generazione che al momento è compresa tra i 50 e i 65 anni. Questi lavoratori sono schiacciati tra due problemi: i genitori ormai anziani e bisognosi di cure e i figli che non trovano lavoro e spesso devono essere ancora mantenuti. Attuando un buon piano di flessibilità in uscita si potrebbe provare a risolvere questo grave problema e soprattutto creare nuovi posti di lavoro.

Altro punto da rivedere secondo Boeri sono anche gli assegni che vengo dati per l’indennità di accompagno. Il Governo non può continuare a dare a tutti la stessa cifra, ma si devono cominciare a guardare al reddito della persona. La proposta è quella di una rimodulazione dell’indennità in base alla pensione che la persona già prende e ai redditi che ha al momento della richiesta.

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Pensioni, novità: gli immigrati sono la vera risorsa del Paese

In Italia, ad esempio, gli immigrati versano ogni anno 8 miliardi di contributi sociali e ne ricevono 3 in termini di pensioni e altre prestazioni sociali, con un saldo netto di circa 5 miliardi.

Queste le parole con cui Boeri spiega il contributo che il lavoro di molti stranieri porta al nostro Paese. Nel rapporto si calcola che gli stranieri hanno portato un capitale di 17 miliardi negli ultimi anni, a fronte dei quali non sono però state versate pensioni. I contributi infatti non si traducono in pensioni, dal momento che spesso, concluso il periodo di lavoro, tornano nel loro Paese. In pratica, spiega Boeri, gli stranieri hanno “regalato” all’Italia un punto di Pil con i versamenti degli ultimi anni.

Quelli che molti Italiani incolpano essere la causa delle problematiche del Paese sono invece la vera risorsa e i problemi sono altri. Il Presidente dell’Inps spiega infatti che a costare tanto allo Stato non sono gli stranieri che lavorano stabilmente nel nostro Paese, ma i parlamentari. A costare cifre esorbitanti sono infatti le pensioni dei parlamentari e i vitalizi che si ottengono per le cariche elettive.

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Pensioni, novità: cosa comporta il piano Ape

Il vero problema del Paese è il blocco che si ha al momento per il lavoro. Non riuscendo ad ottenere dei veri e propri risultati con la flessibilità in uscita si rischia infatti il blocco totale del nostro sistema. Si deve creare un buon piano per la flessibilità, in modo da eliminare i problemi creati dalla Legge Fornero e soprattutto per creare nuovi posti di lavoro. Il piano Ape però così strutturato non funziona e a dirlo è lo stesso Boeri.

Avevamo già spiegato come l’attuazione del piano Ape avrebbe comportato delle decurtazioni pesanti sull’assegno pensionistico, fino ad un mese in meno di pensione. Adesso a enucleare le problematiche dell’Ape è lo stesso Boeri, nella sua relazione annuale.
La Legge Fornero “ ha creato forti disagi sociali fra i lavoratori con più di 55 anni e ha reso più difficile l’ingresso nel mercato del lavoro dei giovani” ed è questo che il Governo deve cambiare.

Un buon risultato è il confronto che si è instaurato tra sindacati e Governo, ma il dato sconcertante è che non si sia trovata una soluzione alla decurtazione sull’assegno pensionistico. Afferma il Presidente dell’Inps: “Non si può negare che rate ventennali di ammortamento pensionistico costituiscano una riduzione pressoché permanente della pensione future”.
Con la Ape si rischia di creare una generazione di pensionati poveri, che avranno sulle spalle per tutta la vita i drammatici effetti del prestito concesso dalle banche per la flessibilità in uscita.

Pensioni, novità: Boeri difende il Jobs Act

Si esprime anche riguardo al Jobs Act il Presidente dell’Inps e lo considera un buona mossa del Governo. Il piano è infatti riuscito a creare nuovi posti di lavoro stabili (quasi 500 mila), difatti “il numero dei contratti senza una data di scadenza è aumentato del 62%, addirittura del 76% per i giovani con meno di 30 anni” dice Boeri.
All’aumento dell’occupazione nel nostro Paese ha concorso anche il contratto a tutele crescenti e la disoccupazione è scesa.

Il problema rimangono i lavoratori che si trovano in cassa integrazione, per questa categoria il Governo deve fare dei passi avanti e deve cercare di trovare una soluzione. La cassa integrazione al momento copre solo il 45% dei lavoratori e i fondi di solidarietà non riescono invece a trovare una strada attuativa.

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