Pensioni, in arrivo nona salvaguardia per gli esodati?

Dopo aver definito la Quota 100 e la proroga di Opzione donna, resta aperto il problema degli esodati. Possibile una nona salvaguardia?

Pensioni, in arrivo nona salvaguardia per gli esodati?

La riforma delle pensioni è ormai definita, con la Quota 100 confermata che consentirà a molti lavoratori di andare in pensione anticipata, e con la proroga di Opzione donna che dopo anni di stop ha trovato spazio all’interno della Legge di Bilancio.

Non tutti i problemi, tuttavia, sono risolti. Rimane aperto il problema degli esodati, ossia di quei lavoratori che a causa del brusco innalzamento dell’età pensionabile avvenuto con la riforma Fornero del 2011, si sono trovati improvvisamente senza lavoro e senza pensione.

Per gli esodati sono state apportate otto salvaguardie, in passato, che però non sono state risolutive. Ecco quindi che questa categoria di lavoratori, che si trova in questo pericoloso limbo, ha chiesto al Governo un intervento che sia finalmente definitivo e metta una volta per tutte la parola fine a quello che ormai è divenuto un incubo.

Probabile nona salvaguardia?

Ad aprire alla possibilità di una nona salvaguardia è stato il Ministro del Lavoro Luigi Di Maio che, dopo aver ascoltato le istanze degli esodati, ha dato mandato ai suoi tecnici di lavorare a una soluzione affinché già nella Legge di Bilancio che dovrà essere approvata in Parlamento possano essere apprestate tutte le necessarie tutele.

Secondo le stime gli esodati rimasti al momento esclusi da qualsiasi salvaguardia sarebbero 6mila, soprattutto donne del settore privato.

Le richieste avanzate dai lavoratori interessati durante l’incontro che si è tenuto lo scorso 18 ottobre sono sostanzialmente tre: innanzitutto che l’eventuale nona salvaguardia pensata dal Governo sia davvero un intervento risolutivo, non come i precedenti interventi che hanno escluso dalle tutele una parte degli interessati.

Inoltre gli esodati hanno chiesto che si utilizzi per tutte le categorie il criterio della maturazione del requisito del diritto a pensione come parametro per scorrere la graduatoria fino a raggiungere i 6.000 posti in platea per i vari profili di tutela.

Ultima richiesta è quella che venga riconosciuto il cumulo gratuito dei contributi ai fini del raggiungimento del requisito contributivo per la pensione di anzianità e che venga disposto il blocco degli adeguamenti alla speranza di vita previsti dalla Legge Fornero e degli incrementi di cui alla legge 111/2011 per le donne del settore privato.

Quota 100 e Opzione donna

Qualora la nona salvaguardia dovesse trovare posto in extremis nella riforma delle pensioni inserita nella prossima Legge di Bilancio, andrebbe ad accompagnare altre due misure in materia previdenziale ormai date per certe: la Quota 100, che consentirà una possibilità di pensione anticipata a quei lavoratori che hanno raggiunto i 38 anni di contributi e almeno i 62 anni di età, e la proroga di Opzione donna al 2018 destinata a tutte le donne con 35 anni di contributi versati alle spalle e 58 anni (per le lavoratrici dipendenti) o 59 anni (per le autonome) di età.

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