Pensione di vecchiaia invalidi a 61 anni: attenzione, non è per tutti

Esiste una misura che permette il pensionamento di vecchiaia agli invalidi al compimento dei 61 anni se uomini e dei 56 anni se donne, ma si tratta di una misura non rivolta a tutti.

Pensione di vecchiaia invalidi a 61 anni: attenzione, non è per tutti

La pensione di vecchiaia anticipata per lavoratori invalidi permette il pensionamento agli invalidi con determinati requisiti al compimento dei 61 anni se uomini e dei 56 anni se donne. Per questa misura sono richiesti soltanto 20 anni di contributi, essendo, appunto, una pensione di vecchiaia concessa in anticipo ai disabili.

Rispondiamo ad un lettore di Money.it che ci scrive:

“Salve, mi chiamo L. ho letto l’articolo in cui si evidenzia una possibilità remota,mi domando nel mio caso essendo un invalido civile con un verbale di commissione medica che evidenzia la mia invalidità con percentuale di pari al 75% e con tanto di certificato legge 104 al seguito con una emiparesi spastica sul tutto il lato sinistro.Sono un impiegato pubblico ad ora che ho 55 anni ho 19 anni di contributi ad arrivare ai 61 anni per gli uomini arriverò che avrò i miei 25 anni di contributi versati e non so se al quel punto si aggiungeranno gli ulteriori 5 anni figurativi questo passaggio di sicuro mi potrà rispondere un esperto nel settore .Ecco la mia domanda e: avendo questi requisiti potrei rientrare ad una pensione di vecchiaia invalidi oppure dovrei comunque arrivare ai miei 67 anni di età per accedere a tutto questo. Grazie per l’attenzione e spero di avere delle informazioni al quanto confortanti.”

Pensione di vecchiaia anticipata invalidi

La pensione di vecchiaia anticipata per gli invalidi richiede, innanzitutto una percentuale di invalidità pari o superiore all’80%.

Nel suo caso, però, se anche avesse tale percentuale non potrebbe accedervi in ogni caso, essendo un dipendente del pubblico impiego. La misura, infatti, è destinata esclusivamente ai dipendenti del settore privato e ne sono esclusi sia i dipendenti delle pubbliche amministrazioni che i lavoratori autonomi.

Purtroppo i dipendenti pubblici non possono accedere alle pensioni di invalidità (come anche l’assegno ordinario di invalidità) previste per i dipendenti del settore privato. L’unica possibilità è quella di poter essere riconosciuto inabile al lavoro e accedere, quindi, ad una delle pensioni di inabilità previste per i dipendenti pubblici che sono:

  • L’Inabilità Assoluta e Permanente alla Mansione
  • L’inabilità Assoluta e Permanente a Proficuo Lavoro
  • L’Inabilità Assoluta e Permanente a Qualsiasi Attività Lavorativa

Se non rientra in uno dei trattamenti sopra elencati, purtroppo, l’unica alternativa di pensionamento (in mancanza di misure apposite varate in futuro per gli invalidi) resta la pensione di vecchiaia al compimento dei 67 anni perché ha troppi pochi contributi versati per poter sperare nell’accesso alla pensione anticipata (pur tenendo in considerazione l’eventuale maggiorazione contributiva invalidi che le assegna 2 mesi di contribuzione figurativa per ogni anno effettivamente lavorato con i requisiti sanitari richiesti, ovvero un’invalidità superiore al 74%).

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