Pensione con 15 anni di contributi anche nel 2022 (e negli anni successivi)?

Simone Micocci

17 Giugno 2021 - 10:12

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Andare in pensione con 15 anni di contributi: anche nel 2022 si può, ma in futuro saranno sempre meno coloro che potranno ricorrere allo sconto contributivo.

Pensione con 15 anni di contributi anche nel 2022 (e negli anni successivi)?

Molti dei nostri lettori ci hanno chiesto chiarimenti riguardo alla possibilità di accedere alla pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi, anziché 20, una volta compiuti i 67 anni di età.

In particolare, c’è chi ci chiede se questa opportunità sparirà nel 2021 oppure se sarà prevista anche nei prossimi anni. Ebbene, andare in pensione con 15 anni di contributi sarà possibile anche in futuro, ma va detto che più passano gli anni e più sarà difficile soddisfarne i requisiti.

Di seguito vi spiegheremo il perché.

Andare in pensione con 15 anni di contributi conviene?

La pensione di vecchiaia oggi richiede 67 anni di età (requisito destinato a cambiare nei prossimi anni per effetto degli adeguamenti con le speranze di vita) e 20 anni di contributi.

A una prima impressione potrebbero non sembrare molti 20 anni di contributi, ma pensiamo a coloro che tuttavia, pur avendo sempre lavorato, solo in poche occasioni sono riusciti ad avere un contratto di lavoro. D’altronde, il lavoro nero è un problema, purtroppo, ancora molto diffuso nel nostro Paese.

Questi, quindi, potrebbero aver bisogno di questo “sconto” contributivo, così da poter comunque andare in pensione a 67 anni. Anche perché, in alternativa l’unica alternativa è rappresentata dall’opzione contributiva della pensione di vecchiaia, alla quale si può accedere a 71 anni di età e 5 anni di contributi, riservata però solo a coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 1° gennaio 1996.

Andare in pensione con 15 anni di contributi, dunque, conviene se non si hanno altre alternative: è bene sottolineare, infatti, che con appena 15 anni di lavoro non si andrà a maturare un assegno d’importo elevato, quindi se ce ne sono le possibilità è meglio ritardare l’accesso alla pensione continuando a versare qualche altro anno di contributi.

Pensione con 15 anni di contributi anche nel 2022 (e negli anni a venire)

Non ci sono scadenze temporali per l’opzione - anzi, le opzioni - che consentono di andare in pensione con 15 anni di contributi anziché con 20 anni. Tuttavia, sia le cosiddette Deroghe Amato che l’Opzione Dini, prevedono dei requisiti che in futuro sarà sempre più complicato soddisfare.

Le Deroghe Amato (articolo 2, comma III, del Dlgs 503/1992) riconoscono questa possibilità a coloro che:

  • hanno maturato 15 anni di contribuzione (780 settimane) entro il 31 dicembre 1992;
  • sono stati autorizzati al versamento dei contributi volontari in data anteriore al 31 dicembre 1992;
  • hanno un’anzianità assicurativa (quindi si guarda al primo versamento contributivo) di almeno 25 anni.

Per quanto riguarda le prime due casistiche è ovvio che più si andrà avanti negli anni e sempre meno saranno coloro che possono vantare queste due condizioni. C’è però la terza opzione, che di fatto non sembra essere così irraggiungibile; va detto, tuttavia, che questa - come le altre due deroghe Amato - è riservata a coloro che rientrano nel regime misto per il calcolo della pensione.

È necessario, dunque, aver maturato almeno un contributo settimanale entro il 31 dicembre 1995. E visto che con il passare degli anni saranno sempre di più coloro che rientreranno interamente nel regime di calcolo contributivo, si ridurrà anche la platea di chi potrà approfittare di questa opportunità.

Per chi invece ne soddisfa tutti i requisiti, ovviamente la terza Deroga Amato si potrà sfruttare anche nel 2022 e negli anni successivi.

Lo stesso vale per l’Opzione Dini. Anche questa richiede una pensione calcolata con il regime misto, e dunque in futuro saranno sempre meno coloro che vi potranno ricorrere.

Nel dettaglio, questa è riservata ai “lavoratori che al 31 dicembre 1995 possono far valere un’anzianità contributiva inferiore ai 18 anni” (basta anche un solo contributo versato) ai quali viene permesso di andare in pensione “esclusivamente con le regole del sistema contributivo” e con 15 anni di contributi (ma 5 anni devono essere riferiti al periodo successivo al 1° gennaio 1996).

Un’Opzione, quindi, che prevede un ricalcolo contributivo dell’assegno di pensione; non un gran vantaggio economico, ma per alcuni potrebbe essere una necessità.

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