Partito Democratico, dopo l’Assemblea si va verso la scissione. Ecco quali potrebbero essere le nuove allenze e gli scenari futuri per la sinistra.
L’Assemblea del Partito Democratico potrebbe aver segnato la fine del PD.
Infatti, nella giornata di ieri c’è stata la tanto attesa resa dei conti tra Renzi e la minoranza del Partito Democratico, con quest’ultimi che, a quanto pare, hanno scelto la via della scissione.
E pensare che nel corso dell’assemblea del Partito Democratico i toni sono stati distesi, con Emiliano che nel suo intervento ha detto di credere ancora nell’unità del partito e che la soluzione era ormai a portata di mano.
Poi in serata tutto si è capovolto, con la minoranza del Partito Democratico che attraverso un comunicato congiunto firmato da Emiliano, Speranza e da Enrico Rossi, ha dichiarato che la rottura tra le due principali armi del PD è ormai definitiva.
Una decisione che secondo la minoranza del Partito Democratico sarebbe stata presa da Renzi, dal momento che il loro ennesimo annuncio unitario è caduto nel nulla. Cosa succederà quindi adesso? Con la scissione del Partito Democratico come cambieranno le intenzioni di voto degli italiani? Ecco tutti gli scenari possibili adesso che il Partito Democratico si avvia verso una inevitabile scissione.
Partito Democratico, scissione della minoranza: alleanza con Sinistra Italiana?
Ormai lo strappo tra le due anime del Partito Democratico è insanabile. I tre leader della minoranza, Michele Emiliano, Enrico Rossi e Roberto Speranza, supportati dagli ex premier Bersani e D’Alema, dovrebbero fondare un nuovo partito con cui si presenteranno alle prossime elezioni politiche.
In quell’occasione non è escluso che gli scissionisti si presenteranno in coalizione con Sinistra Italiana. A tal proposito nella giornata di ieri Sinistra Italiana ha eletto il suo nuovo segretario; si chiama Nicola Frantoianni, pisano di 45 anni, eletto con 503 voti favorevoli.
Frantoianni ha aperto ad un’alleanza futura con la minoranza del Partito Democratico, ma ad una condizione: che questi non votino la fiducia al Governo Gentiloni. Nel caso contrario ogni possibilità di interlocuzione tra le due parti finirebbe.
Nel frattempo c’è molta curiosità riguardo a quella che sarà la decisione del Ministro della Giustizia Andrea Orlando.
Questo nelle ultime settimane ha avuto degli atteggiamenti un po’ contraddittori nei confronti del segretario del Partito Democratico, tant’è che non ha escluso una sua candidatura al prossimo congresso.
Tuttavia, adesso che sembra scontata la conferma di Renzi come segretario del Partito Democratico, cosa deciderà Orlando? Continuerà a sostenere Renzi, oppure si unirà al nuovo “triumvirato” Emiliano-Speranza-Rossi? Persone vicine a Renzi dicono che il Ministro della Giustizia non li tradirà, ma in questo clima di incertezza che avvolge il futuro del Partito Democratico tutto può succedere.
Partito Democratico, Renzi confermato segretario: alleanza con Alfano?
Con la scissione del Partito Democratico non sembrano esserci dubbi sulla riconferma di Renzi come segretario.
Renzi sarà sostenuto probabilmente da due esponenti che hanno fatto la storia del Partito Democratico: Franceschini e Veltroni. Infatti non è escluso che Veltroni, tra le anime fondanti del PD, non scelga di tornare ad occuparsi attivamente di politica dopo il silenzio degli ultimi anni.
Nella giornata di ieri, infatti, Veltroni è intervenuto sul palco dell’assemblea e un po’ a sorpresa si è schierato in favore di Matteo Renzi, ribadendo l’importanza di evitare la scissione. “Perché se la prospettiva è il ritorno ad un partito che sembra la Margherita e un altro che sembra i Ds, allora non chiamatelo futuro, ma passato”, ha dichiarato Veltroni confermando il confine che c’è tra di lui e gli esponenti di ciò che rimane della sinistra.
A questo punto non resta da capire come cambieranno le intenzioni di voto degli italiani nel caso in cui la scissione dovesse essere realtà. Secondo gli ultimi sondaggi politici, il nuovo PD perderebbe il 4% dei voti nel caso di un allontanamento di Bersani, ma è probabile che questa percentuale venga recuperata tramite una alleanza con Alfano.
L’attuale Ministro degli Affari Esteri, infatti, difficilmente si presenterà con la coalizione di Centrodestra formata dalla Lega Nord e Fratelli d’Italia, né tantomeno con Forza Italia. Ecco che quindi torna in auge un’alleanza elettorale con il nuovo PD, che con l’allontanamento dell’anima più di sinistra del Partito è di nuovo possibile.
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