Padoan shock: “Pensioni? Gli italiani muoiono troppo tardi…”

Il quotidiano Libero riporta una frase del ministro Pier Carlo Padoan che addosserebbe alla longevità degli italiani i problemi di cassa dell’Inps scatenando un vespaio di polemiche.

Padoan shock: “Pensioni? Gli italiani muoiono troppo tardi…”

Hanno suscitato molto clamore le parole di Pier Carlo Padoan sul più che attuale tema delle pensioni, con il quotidiano Libero che ha riportato un virgolettato dove il ministro dell’Economia darebbe colpa alla longevità degli italiani per i problemi dell’Inps.

Il contesto dove sarebbe scappata la frase galeotta è quello della discussione sul tema della riforma delle pensioni, che nei giorni scorsi ha infiammato l’ultimo Consiglio dei Ministri con Padoan che si è battuto fino alla fine per evitare lo stop dell’aumento dell’età pensionabile a partire dal 2019.

Oltre all’allargamento dell’Ape Social e ad alcune misure in favore dei giovani, saranno poche le novità in tema di pensioni presenti nella manovra Finanziaria. Con i sindacati già sul piede di guerra, ecco che queste parole di Padoan vanno a infiammare ancora di più il clima attorno alla riforma.

Padoan e gli italiani che vivono troppo

Trai i tanti temi al centro della riforma delle pensioni quello più delicato è senza dubbio lo stop all’innalzamento dell’età pensionabile a partire dal 2019. Come deciso dall’ultimo governo Berlusconi prima e strutturato dalla riforma Fornero poi, gli italiani nel tempo potranno smettere di lavorare sempre più tardi visto il paventato miglioramento delle aspettative di vite.

Dal 2019 quindi si passerà dai 66 anni e 7 mesi per tutti ai 67 anni. Dal 2021 successivamente andremo in pensione a 67 anni e 3 mesi, con la soglia che poi si innalzerà di due mesi ogni due anni. Per fare un esempio, nel 2037 andremo in pensione a 68 anni e 7 mesi.

Un progressivo innalzamento questo giustificato dal paventato miglioramento dell’aspettativa di vita per gli italiani. Un calcolo però da sempre contestato dai sindacati, visto che le ultime rilevazioni nel merito parlano di un peggioramento dei dati.

Per le confederazioni quindi non ci sarebbero più i motivi per attuare i vari scaglioni di aumento, chiedendo di conseguenza lo stop dell’innalzamento a 67 anni per tutti a partire dal 1 gennaio 2019.

Per fermare questo aumento dell’età pensionabile però servirebbero diversi miliardi di euro che al momento in cassa non ci sono, visto che dei 20 miliardi previsti per gli investimenti nella prossima Finanziaria più di 15 miliardi verranno utilizzati per bloccare l’aumento dell’Iva.

Considerato anche il clima da campagna elettorale, diversi ministri della maggioranza avrebbero fatto diverse pressioni per cercare di stoppare questo innalzamento. Pier Carlo Padoan però che è un tecnico si è sempre opposto con fermezza, escludendo ogni ipotesi di creare ulteriore debito pubblico.

In questo contesto quindi che al ministro Padoan sarebbe scappata la frase shock sugli italiani e la loro longevità, che è stata riportata poi dal quotidiano Libero scatenando le immancabili polemiche.

Gli Italiani muoiono troppo tardi e ciò incide negativamente sui conti dell’Inps.

Se la frase fosse veritiera, per il ministro dell’Economia quindi il progressivo invecchiamento dei cittadini italiani, con l’età media nel nostro paese che è tra le più alte al mondo, sarebbe la causa dei problemi di cassa dell’Inps.

A stretto giro il direttore di Libero Vittorio Feltri ha commentato duramente la frase, parlando di “una ingiustizia clamorosa e ad una infame crudeltà nei confronti degli anziani ex lavoratori”.

Polemiche queste che vanno ad alimentare quel clima molto teso che si è venuto a creare tra governo e parti sociali che, dopo aver capito che saranno pochi i fondi a disposizione per la riforma, sono pronti a scendere di nuovo in piazza.

Bruxelles vigila

Le voci che sono trapelate dall’ultimo Consiglio dei Ministri parlano di un acceso confronto tra il ministro del Lavoro Giuliano Poletti e quello dell’economia Pier Carlo Padoan, con in mezzo il premier Paolo Gentiloni a cercare di fare come da arbitro.

Poletti avrebbe infatti chiesto che nella riforma delle pensioni ci fosse lo stop dell’innalzamento dell’età pensionabile, con Gentiloni che si sarebbe dichiarato disponibile a eventuali correzioni.

Chi invece sarebbe salito sulle proverbiali barricate è Padoan, che avrebbe sentenziato come si sarebbe esposto in prima persona con l’Europa garantendo che l’Italia avrebbe rispettato gli impegni presi.

Non è detto però che i vari partiti, vista la trasversalità di chi si oppone all’innalzamento dell’età pensionabile, possano dare vita a un’iniziativa parlamentare per cercare così di bypassare l’ostracismo a oltranza di Padoan.

La partita relativa alla riforma delle pensioni sembrerebbe quindi essere ancora aperta e tutta da giocare, anche se il sentore diffuso è che alla fine sarà molto difficile trovare tutti i fondi necessari per accontentare in toto le richieste fatte dai sindacati.

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