PIL Italia: anche Conte conferma contrazione

A poche ore dal dato sul PIL del 4° trimestre Giuseppe Conte conferma la possibile contrazione

PIL Italia: anche Conte conferma contrazione

Anche Giuseppe Conte si aspetta una contrazione del PIL italiano negli ultimi tre mesi dell’anno.

La frenata del terzo trimestre, insomma, non rimarrà un caso isolato di questo 2018.
I dati sul PIL dell’Italia rilevato con riferimento al 4° trimestre verranno resi noti dall’Istat alle ore 10:00 di oggi, giovedì 31 gennaio, e saranno immediatamente disponibili sul nostro Calendario Economico.

Il consensus si è già mostrato d’accordo con Conte: secondo la maggior parte del mercato il PIL dell’Italia archivierà il 2018 in calo dello 0,1%.

PIL Italia: perché frenerà nel 4° trimestre 2018

Secondo quanto affermato dal Premier, diversi elementi e dati congiunturali peseranno sull’odierna rilevazione macroeconomica. Nello specifico, ha confermato Conte, la flessione del PIL italiano sarà influenzata dalla Cina e dalla Germania (il nostro secondo Paese per l’export), tutti fattori che comunque non dipenderanno da Roma.

“Probabilmente domani mi aspetto una ulteriore contrazione del PIL, lo do per scontato, ma il quarto trimestre è il passato, guardiamo al futuro”,

ha dichiarato il Presidente al consiglio generale di Assolombarda.

Cosa aspettarsi nel 2019

Nonostante Conte abbia confermato la probabile frenata del PIL nell’ultimo trimestre del 2018, le sue previsioni sull’anno appena iniziato sono sembrate più ottimistiche, soprattutto con riferimento alla seconda metà del 2019, arco di tempo in cui arriverà l’atteso recupero.

“Concentriamoci sui dati positivi: tutti gli analisti, e io ne sono convinto, dicono che nei primi mesi di quest’anno stenteremo ancora ma ci sono tutti gli elementi per operare un riscatto e ripartire nel secondo semestre dell’anno, lo dice anche il Fondo Monetario Internazionale.”

Tra i venti favorevoli citati da Conte sicuramente la fine dalla guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina che fornirà supporto anche all’export e permetterà al PIL italiano di ripartire. Buono anche l’apporto del settore edile che il Governo stesso dovrà impegnarsi a far ripartire, e quello delle imprese che dovranno essere rilanciate assieme all’intero comparto produttivo.

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